DA GEOPOLITICALCENTER: LA CONDIZIONE DELLE MINORANZE RUSSE NEL BALTICO ED IN UCRAINA

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Vi segnaliamo un articolo apparso sul web magazine di politica internazionale Geopolitical Center:

LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI DELLE MINORANZE RUSSE IL CASO DEL BALTICO E DELL’UCRAINA

Marco Bordoni

Se la guerra in corso contro l’insorgenza del Sud Est dovesse concludersi vittoriosamente (un esito ad oggi tutt’ altro che scontato) il governo di Kiev (e con esso l’Unione Europea e la NATO) si troverebbero a gestire una numerosa minoranza interna di russi (circa un settimo degli abitanti del paese) nucleo di una quota di popolazione ancora più grande (circa due quinti) russofona e con una identità mista, largamente influenzata dai legami economici, storici e culturali con l’ingombrante vicino. Una minoranza umiliata, smarrita e schiacciata dalla guerra, la cui reazione emotiva ad una eventuale sconfitta sarebbe imprevedibile.
Certo, i russi ed i russofoni d’Ucraina potrebbero pensare che l’avvicinamento del paese alle istituzioni liberali europee ed atlantiche costituisca per loro una garanzia di pieno rispetto dei loro diritti economici, civili e politici. Ma è veramente così? I paesi che entrano nella famiglia europea garantiscono e rispettano i diritti delle minoranze russe?
Oggi vogliamo parlare di un precedente, un precedente pressoché sconosciuto in Europa (ma non in Russia), e molto poco rassicurante per gli ucraini orientali; un caso che è difficile non paragonare all’apartheid o alla segregazione, una macchia sulla credibilità di tutto l’occidente: il caso degli”Alieni”, dei Non Cittadini di Estonia e Lettonia. (…segue su Geopoliticalcenter).

Nella foto: un militante pulisce il monumento ai caduti dell’armata rossa per la liberazione di Tallin, imbrattato dai nazionalisti. Il monumento, noto come “soldato di bronzo” è stato prima imbrattato dalle folle e poi rimosso dalle autorità nel 2007. La “dannazione della memoria” che colpisce i sacrari di soldati sovietici nell’europa dell’est, oltre ad essere una violazione delle convenzioni internazionali, costituisce un chiaro esempio di guerra psicologica contro l’idetità delle minoranze russe.

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