GORLOVKA SOTTO LE BOMBE

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Nella foto: abitanti di Gorlovka si nascono negli scandinati per sfuggire ai bombardamenti.

Dal blog “la tana dell’orso”, che è anche un consigliatissimo gruppo facebook, una testimonianza diretta sulla condizione degli abitanti di Gorlovka. La città si trova in prima linea e la sua guarnigione, che protegge Donetsk da nord est, pur rischIando l’accerchiamento dopo lo sgombero del saliente di Lisichansk, resiste con grande coraggio. L’ennesima città martire i cui abitanti si sono trovati ad essere eroi senza aver mai fatto nulla per diventarlo. Ecco la testimonianza:

“…Questo pomeriggio ero a Gorlovka, dove la situazione e’ seria. Non solo per quanto riguarda l’aspetto prettamente militare (ciononostante i miliziani mantengono le loro posizioni). Innanzitutto in citta’ la situazione umanitaria e’ molto grave. Anche se i profughi scappano a Donec’k quotidianamente, e a questo scopo la Repubblica popolare mette a disposizione grandi autobus interurbani, in citta’ ci sono ancora molti abitanti, tra cui donne, anziani e bambini.

Negli ultimi giorni l’Ucraina ha bombardato il centro della citta’ con i Grad, le pallottole colpiscono le case, le fermate dell’autobus, i negozi, l’ospedale. Oggi hanno bombardato l’industria chimica “Stirol”. I pompieri sono al lavoro, ma non riescono a tenere tutto sotto controllo, le case bruciano quasi completamente. Molti medici hanno abbandonato la citta’, quelli che sono rimasti hanno un sacco di lavoro. Molti passano la notte in ospedale. I piani superiori sono stati evacuati, perche’ ritenuti pericolosi in caso di attacchi. I pazienti costretti a letto vengono trasportati nei corridoi interni, lontano dalle finestre.

Vicino si trova l’ospedale psichiatrico, i pazienti non vengono evacuati, perche’ non si sa dove portarli. Anche la’ la situazione e’ quasi critica. Il personale e’ limitato, ma tiene duro, dicono non manchi nulla.

Nelle cantine delle case vengono improvvisati dei rifugi antibomba; molti anziani, donne e bambini ci vivono gia’ da qualche giorno. Iniziano a esserci problemi con il cibo e l’acqua potabile, per ora l’elettricita’ non manca, ma i cavi elettrici dei mezzi pubblici sono spezzati e il trasporto pubblico ha praticamente smesso di funzionare.

I miliziani hanno riattivato i rifugi antibomba della difesa civile, ma i funzionari locali che li amministrano lavorano molto lentamente e avrebbero bisogno di un supervisore. Le milizie forniscono cibo, acqua, materassi, posate usa e getta ecc. alle persone nei rifugi. Hanno persino installato dei servizi igienici al loro interno. Non si riesce a fare tutto, queste sono faccende che andrebbero svolte dai collaboratori del ministero delle Emergenze e della difesa civile, ma non ce ne sono.

A volte la gente nei rifugi e’ nervosa, reagisce alla videocamera in vari modi, bisogna spiegarsi ed essere pazienti. La maggioranza assoluta accusa l’Ucraina di cio’ che sta accadendo, ma c’e’ anche qualcuno che incolpa la Russia, soprattutto di aver “sedotto, promesso e abbandonato”.

Domani o dopodomani tornero’ a Gorlovka con un altro corrispondente, probabilmente ci fermeremo per la notte, porteremo cibo e acqua da Donec’k a spese nostre.

La strada che va da Donec’k a Gorlovka e’ pericolosa, nei pressi di Donec’k si vedono le munizioni dei Grad spuntare dall’asfalto, al posto di blocco c’e’ un camion crivellato. Lungo la strada non si incontra quasi nessuno, ai posti di controllo i miliziani costringono le auto a fare marcia indietro e tornare a Donec’k.

Adesso gli stranieri hanno paura di recarsi a Gorlovka, oggi la’ c’eravamo io con il mio collega e quelli del Primo canale. Ormai ai posti di blocco ci conoscono e ci lasciano passare. Per ora non vengono consegnati accreditamenti speciali, possiamo recarci ovunque a nostro rischio e pericolo. L’atteggiamento nei confronti della stampa russa e’ molto buono, la gente vuole che mostriamo le cose come stanno.

Ho scritto parecchio, ma sono tutte cose che ho visto con i miei occhi. Girano un sacco di voci e di menzogne, e le informazioni autentiche sono molto preziose…”

 

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