SIAMO STATI NELLA TANA DELL’ORSO… E CI SIAMO TROVATI BENISSIMO!

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Molto prima che nascesse Volti del Donbass, in Italia operava già un magnifico blog di informazione sulla crisi ucraina, La Tana dell’Orso, a cui abbiamo già “rubato” materiale molto interessante. Oggi il blog ci dedica un post, in cui si propongono alcune riflessioni sullo stato del movimento per la pace nel Donbass in Italia. Ecco il testo del post, che trovate qui nella sua versione originale:

Dal 10 al 20 agosto saro’ in Crimea, dove avro’ l’onore di partecipare al Forum giovanile “Tavrida 2014”, organizzato dall’Agenzia federale per gli affari della gioventù e dalla coalizione “Fronte popolare della Russia”. La partenza e’ prevista per sabato 9. Al mio ritorno (il 22 agosto, poiche’ mi fermero’ a Mosca prima di ripartire per Ulan-Ude) pubblichero’ un articolo sui temi piu’ interessanti trattati durante l’evento.

Nel frattempo vi invito a continuare a informarvi sugli sviluppi della situazione in Ucraina, su Facebook potete trovare diversi gruppi che propongono notizie in italiano sull’argomento (qualche consiglio in fondo all’articolo). Recentemente e’ apparsa in rete una nuova risorsa, ricca d’informazioni e molto attendibile, sulla guerra civile nel Sud Est dell’Ucraina (o meglio, nelle Repubbliche popolari di Donec’k e di Luhans’k). Il blog si chiama “Volti del Donbass”, e questo e’ il suo indirizzo: https://voltideldonbass.wordpress.com/.

Grazie al prezioso aiuto di una nostra lettrice, abbiamo potuto metterci in contatto con l’autore del blog, conosciuto come Ilio Barontini, il quale si e’ reso disponibile a rispondere alle nostre domande. Nel testo qui sotto Ilio ci spiega com’e’ nato il suo interesse nei confronti della crisi in Ucraina, da dove raccoglie le informazioni che pubblica, qual e’ l’opinione dei suoi conoscenti sul tema, e ci espone il suo punto di vista sul futuro della guerra d’informazione. Buona lettura!

“Mi interesso del mondo ortodosso e slavo da sempre, praticamente dalle scuole superiori. Lo scoppio della crisi ucraina mi ha coinvolto particolarmente a livello emotivo a causa delle palese ingiustizia di quello che sta accadendo e della pessima rappresentazione che ne danno i media nel nostro paese.

Attingo a fonti aperte, principalmente siti internet dedicati (Rusvesna, Colonel Cassad, Vineyardsaker).Ho la fortuna di conoscere un esperto di politica internazionale e di problemi militari (un redattore del web magazine GeopoliticalCenter) che mi aiuta a “leggere” le informazioni e a scoprire alcuni tranelli. In rete si trova infatti molta informazione corretta e molta propaganda di entrambe le parti. Non è sempre facile distinguere. Dopo l’inizio dell’esperienza di Volti del Donbass ho avuto la fortuna di stabilire qualche contatto con persone che abitano nelle zone colpite dal conflitto. Queste persone mi scrivono e le informazioni che provengono da loro sono le più preziose, perchè mi permettono di cogliere gli stati d’animo e le speranze della gente del Donbass che, per così dire, è il mio “editore di riferimento”.

Non è sempre facile parlare con i miei conoscenti di questi temi. Loro mi sanno parecchio coinvolto e spesso ho l’impressione che mi ascoltino senza replicare per evitare un confronto ma in fondo restino della loro idea. Sanno che io sono un “amico della Russia” e mi considerano di parte a prescindere. E’ molto difficile trovare qualcuno che abbia realmente la pazienza per “disimparare” tutto quello che sa sulla crisi (tutto quello che i media gli hanno detto) sulla base della mia sola parola. E’ abbastanza frustrante, ma ormai ho perso la speranza di influire sull’opinione dell’uomo della strada. Meglio concentrarsi, attraverso internet, sulle persone che per la loro storia personale, per la loro formazione politica, per l’abitudine al pensiero critico, possono essere sensibilizzati su determinati argomenti. Non è certo la maggioranza delle persone ma non sono nemmeno poche.

(Rispondendo alla nostra domanda sull’eventuale organizzazione di manifestazioni volte a sensibilizzare gli italiani sul tema della violazione dei diritti umani nel Donbass, NdR) Per quanto riguarda la possibilità di organizzare una manifestazione, credo che una iniziativa simile sia ancora prematura. Lavorare tantissimo, spendere soldi, per portare in piazza o in una sala conferenze 30-40 persone, che non hanno materialmente la possibilità di esporre ad altri in maniera articolata il loro pensiero, e che quindi non possono fare altro che una pura testimonianza, mi pare quasi uno spreco di energie. Non voglio sminuire questo lavoro, sia chiaro, ho visto che ad esempio un gruppo di lavoratrici ucraine ha fatto un ottimo lavoro a Napoli ed hanno organizzato un evento molto bello. Ma putroppo credo che il movimento contro la guerra nel Donbass non abbia ancora un peso specifico sufficiente a consentire una mobilitazione fuori dalle piattaforme in cui è già presente: internet, i social network, le sedi di partito.

Credo che prima ci sia tanto lavoro da fare, per allargare la base dei sostenitori attivi, per coordinare quelli che si interessano al problema, per capire le dinamiche della comunicazione, per stabilire i limiti, gli obiettivi e le caratteristiche di un progetto politico. Per rinfoltire i nostri ranghi credo che i social e i blog possano funzionare, è un ambito che ci offre ancora margini consistenti, anche se in questo momento chiunque usi facebook per parlare di donbass in un certo modo si è reso conto, credo, che non si tratta certo di un mezzo neutrale. Abbiamo ancora grandi possibilità di sviluppo in rete.

Il problema del coordinamento si intreccia con quello del progetto politico. Io credo che dovremmo evitare etichette di partito, ed anche di limitare il nostro ambito di intervento alla sinistra od alla destra politiche. Tuttavia qualche limite ci deve essere: omofobia, xenofobia, razzismo e neofascismo secondo me devono restare fuori dalla nostra porta. La Russia non è questo, la gente che ha queste idee e pensa che la Russia rappresenti questo non ci serve, ci danneggia soltanto.

Infine la comunicazione. Sotto il profilo della comunicazione la differenza è abissale, non solo perchè i nostri avversari controllano materialmente tutti i media, ma anche perchè il nostro “mondo di riferimento” non capisce che la battaglia per un prodotto mediatico di qualità accettabile è una battaglia vitale. Gran parte del tempo che passo facendo informazione sulla Russia lo impiego non solo a tradurre linguisticamente i testi (per questo uso molto l’aiuto dei traduttori automatici, e pazienza se il risultato non è sempre affidabilissimo, il mio russo da solo non basta) ma soprattutto a tradurre le immagini, ripulirle, per renderle accettabili al nostro pubblico, un pubblico per cui, ad esempio, una donna con il mitra, un guerrigliero con la faccia cattiva o un generalone pieno di medaglie non sono seducenti, ma respingenti. Sotto il profilo della narrazione del conflitto, con qualche meritevole eccezione, noi amici della Russia (e dell’Ucraina) siamo ancora all’età della pietra. In conclusione, il lavoro da fare è talmente tanto che si potrebbe disperare di riuscire a portarlo a termine prima della fine della crisi. Bisogna però anche tenere conto del fatto che questa crisi è sistemica, e a livello macro (nel senso a livello di attacco occidentale non contro il povero Donbass, ma contro la Russia propriamente detta, che ovviamente è il vero bersaglio della guerra) non finirà di certo in pochi mesi o in un anno. Siamo di fronte ad un confronto che è in incubazione da una decina di anni e che purtroppo lasceremo, con tutta probabilità, ai nostri figli. Il lavoro che facciamo adesso sarà utile in futuro, in altri contesti. Abbiamo molta strada da fare, ma anche molto tempo a disposizione. Rimbocchiamoci le maniche.”

Vi esortiamo a seguire il consiglio di Ilio Barontini. Rimbocchiamoci le maniche, perche’ il futuro della liberta’ d’opinione e di parola in Italia dipende soltanto da noi.

Di seguito alcune risorse presenti su Facebook dalle quali potete attingere informazioni aggiornate sulla crisi in Ucraina:
Volti del Donbass (si tratta della pagina Facebook del blog di cui si parla in questo articolo)
Coordinamento Solidale per il Donbass
Appello per una informazione corretta su Ucraina e Russia
Con l’Ucraina antifascista

A presto!

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