08/08/08 IL PRIMO “NO” DELLA RUSSIA ALL’IMPERO

Una donna dell'Ossezia Meridionale in fuga dal conflitto.
2008: Una donna dell’Ossezia Meridionale in fuga dal conflitto.

Quello della foto che vedete non è un “Volto del Donbass”: si vede chiaramente che il viso, l’espressione, vengono da un’ altra regione del mondo Russo, il Caucaso, anche se la profondità dello sguardo è simile in ognuna delle numerse declinazioni di questa unità culturale. Questa è una donna che abitava nell’Ossezia del Sud, costretta a rifugiarsi nei campi profughi in Russia quando scoppiò la guerra del 2008, una sorta di trailer del conflitto di oggi in Ucraina. Nella notte fra il 7 e l’8 agosto del 2008, esattamente sei anni fa, approfittando del fatto che il mondo era distratto dalle olimpiadi di Pechino, il Presidente georgiano Shaakashvili, l’ennesimo manichino di Whashington, lanciò un attacco massiccio contro la piccola repubblica dell’Ossezia Meridionale, in violazione degli accordi sul cessate il fuoco del 1992. Nel primo, devastante bombardamento, condotto senza alcun preavviso su di una popolazione civile che non aveva potuto predisporre alcun riparo, morirono circa duemila persone. Di tutto questo chi abita in occidente non sa nulla: quello che l’uomo della strada di Los Angeles o Parigi ricorda è soltanto che al tempo vi fu una breve campagna di stampa isterica contro i soliti “invasori” russi condotti dal “dittatore” Putin che intervenivano negli affari interni di un piccolo, pacifico, vicino meridionale. Le televisioni occidentali arrivarono al culmine di mostrare come vittime dell’intervento di Mosca i cadaveri lasciati dietro di sè a centinaia dall’esercito georgiano avanzante nelle prime ore del conflitto. Il successivo intervento russo in difesa degli ossetini fu il primo segnale che la Russia non avrebbe più ingoiato senza fiatare qualsiasi offesa e qualsiasi delitto perpetrati contro popoli amici.

Perchè, ormai si è capito: è così che l’occidente tratta gli amici della Russia:

2014: una donna del Donbass in fuga dal conflitto.
2014: una donna del Donbass in fuga dal conflitto.
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