A PROPOSITO DELLA VITA (NEL DONBASS)

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Talvolta gli abitanti del Donbass si sfogano su Facebook. È curioso come questo strumento, che spesso nei paesi in pace è ridotto ad un immondezzaio di futilità e falsità, possa raccogliere, in un paese straziato dalla guerra, testimonianze vere ed umane come questa:

Ieri una mia collega mi ha raccontato che una ragazza dalla nostra redazione (lei ha poco piú di vent’anni, si è appena sposata) aveva portato in un banco di pegni le fedi, sua e del marito. E anche una catenina d’oro. Non aveva piu’ soldi. Dai, almeno adesso ci sono un po’ di soldi, dice. Sua madre è una pensionata. E le pensione non vengono pagate da due mesi ormai. Quando penso come doveva sentirsi quella ragazza facendo una cosa del genere, mi vengono i brividi.
Io cerco di essere positiva: in fondo è una cosa grandiosa che non mangio piu’ i cioccolatini, non ho piu’ voglia di biscotti. Forse mi ci abituo e dimagrisco! Non mi va nemmeno la carne. Davvero! Ne compro mezzo chilo alla settimana, per Gherda (è il nostro cane, 2 anni). Da due mesi faccio il pane in casa, meno male che avevo da parte un po’ di farina.
Da due mesi non esce piu’ il nostro giornale, il piu’ amato della città. Motivo per cui posso permettermi di stare mezze giornate in cucina inventandomi qualcosa di nuovo da mangiare per mio marito e mio padre a base di zucchine, patate, carote, pomodori. Gli altri non hanno tutta questa varietà, e noi abbiamo l’orto. E poi in casa nostra c’è l’acqua, un vero lusso di questi tempi nel Donbass!
Non augurerei mai di provare sulla prtopria pelle questi momenti di disperazione ai cittadini di Kiev, Cherkassi, Dniepropetrovsk e a tutti gli altri che mandono qui le truppe. E la guerra va avanti. Quando i tuoi genitori sono pensionati, e anche il marito (37 anni di lavoro come minatore), e tu non lavori da due mesi…
Mamma oggi mi ha fatto recapitare un messaggio in cui aveva scritto, disperata, che non sa come andare avanti perchè “questa guerra non finisce di certo presto”… sento uno groppo in gola tutt’ora. Papà invece cerca di stare su, dice che sta smettendo di fumare. Perchè non ci sono soldi per le sigarette che adesso sono molto care. Non pensavo che il mio corpo possa chiedere con tanta insistenza del kefir, che non si trova piu’ da tempo nei nostri negozi. Il latte lo prendo una volta alla settimana, ma il lievito per fare kefir non si trova ovviamente piu’.
La farina basterà per una settimana o due. Abbiamo rotto il salvadanaio – c’erano 280 grivnie. Al mercato ho pagato con le monettine, le comesse mi prendevano in giro. Io non mi sono offesa – sono sempre soldi, siamo contenti di avere anche questi. Cosa faremo quando finiranno? Non lo so. Ma la cosa che mi preoccupa di piu’ sono i miei genitori- stanno ancora aspettando il postino che porti la pensione. Mamma vuole chiedere che le mettino i soldi della pensione sul conto corrente e io le spiego che non è colpa delle poste, è che il pagamento non viene piu’ emmesso! È che lo Stato se ne frega di lei. Nel telegiornale non si è mai visto un servizio sulla vita degli anziani fatta di risparmio e di sacrificio nel Donbass. Su come fanno i malati di diabete a procurarsi l’insulina, su come i vicini di casa portono l’acqua al nono piano (in quella famiglia c’è un nonno che ha avuto un ictus, non cammina piu’). E speriamo di non ammalarci! Non ci sono soldi, e le farmacie sono quasi vuote.
Ma di che sto parlando?! A chi interessa?! E non abbiamo mica bisogno di aiuti umanitari! L’Ucraina è preoccupata soltanto a difendere l’indipendenza. E noi qui stiamo cercando a non credere che ci stanno sterminando. Infatti più pensionati moiono meglio è – non ci sarà bisogno di pagare le pensioni. Piu’ giovani lasciano il territorio meglio è. Qui da noi dicono che la nostra terra è stata promessa in premio ai partecipanti alle “operazioni antiterroristiche”.
Qualcuno ha già ricevuto delle telefonate dai parenti da Poltava con le richieste di trovare una qualche bella casetta.. Non riesco a crederci. Davvero qualcuno riuscirà ad aproffittarsi delle noste sofferenze, delle nostre lacrime?
Mi chiedono perchè non scappo da qualche parte. Non ci riesco. E poi perchè dovrei lasciare casa mia e partire per il nulla? Capisco che ormai sono considerata una terrorista e separatista.. Vorrei solo rassicurare un po’ la mamma e comprare delle sigarette al babbo.
Grazie alla nostra terra per il raccolto – riusciamo a non morire di fame. Non ci sperate neanche! Arriveremo a vedere la fine di questa guerra.

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