SITUAZIONE MILITARE NEL DONBASS 31 AGOSTO

LA SITUAZIONE MILITARE

– Stefano Orsi-

Questi giorni sono stati dedicati al consolidamento delle posizioni conquistate durante le veloci avanzate iniziate il 24 agosto, quindi non ci sono nuovi territori di espansione del fronte, ma aspri combattimenti ci sono stati ugualmente.
Le truppe di Kiev chiuse in diverse “sacche” che devono essere eliminate: il dispendio di truppe e mezzi occorrente al loro controllo e contenimento mina infatti la tenuta dei fronti esterni e limita le potenzialità offensive delle milizie Novorusse. Pertanto è stata logica e razionale la scelta del comando operazioni di procedere senza indugi all’annichilimento definitivo di tutte le “sacche”.

Analizziamo la situazione partendo com’è d’uso dalla situazione delle Città. Donetsk è sottoposta a bombardamenti di artiglieria e missili grad, ma calano per ora di intensità, speriamo cessino a breve con l’allontanamento del fronte. Non ci sono modifiche della linea del fronte, salvo un intenso combattimento presso il locale aeroporto, che, completamente circondato, è ora incalzato dalle truppe Novorusse, per ottenere la resa delle truppe di Kiev occupanti [vi sono indiscrezioni sulla liberazione dell’aeroporto n.d.r.].
Nei dintorni di Donetsk, a llovaisk, si è registrata la resa delle forze di Kiev, i 3 battaglioni punitivi, tra cui il famigerato Azov, in cui militavano principalmente mercenari stranieri,  resa che ha liberato praticamente tutte le vicinanze a sud e a est della città. La resa è documentata da queste riprese.

Donetsk
Donetsk

Lugansk. Al momento non sono segnalati bombardamenti o combattimenti in città, i territori delle periferie risultano essere stati liberati dalle truppe inviate tempo fa da Kiev per assediare la città, ciò che di esse rimane è intrappolato ormai in sole due Caldaie, quella di Bile, che si è ridotta progressivamente e ove ora è in corso l’attacco finale alle truppe accerchiate,  entrato proprio nella cittadina di Bile, e quella più a sud presso Velyka, dove un ulteriore reparto della Giunta è bloccato senza che siano segnalati combattimenti. Tra la giornata di ieri e oggi, pesanti attacchi hanno spezzato in due la sacca a sud di Lugansk, dividendo le truppe ucraine al suo interno: alcuni reparti sono stati assediati alla periferia di Lutuhyne, dove si combatte intensamente. Anche l’aeroporto è stato oggetto di pressioni delle Milizie, e un attacco è stato portato tra ieri e oggi per esaurire il munizionamento degli occupanti e costringerli alla resa.

Lugansk
Lugansk

Affrontando ora i vari fronti, inizierò dal fronte a nord e dovrò dividerlo in nordest e nord ovest.
Fronte nord ovest: Horlivka è sottoposta a bombardamenti con missili ed artiglierie pesanti, il fronte è vicino e lo si avverte bene, con tutto ciò che ne consegue per la popolazione civile in termine di vittime.
Il fronte tiene bene a tutti gli attacchi che si sono susseguiti in questi due giorni, in particolare lungo la E50 nella zona di Debal’tseve, dove permangono numerose truppe della Giunta. Poco distante si trova la “caldaia” di Maloorlivka che resta controllata senza particolari assalti o movimenti delle truppe governative insaccate: pare una fase di attesa, un gioco di nervi per vedere chi tenterà la prima mossa: restano comunque isolati da ogni rifornimento. A Vulhehirs’k sono in corso combattimenti, , si trova lungo la E50, quindi è un probabile tentativo di sfondare il fronte offensivo da parte delle Milizie del Donbass con il fine di recuperare il totale controllo sull’importante E50. Nella zona di Severedonetsk non si segnalano particolari scontri o offensive.

Nord Ovest
Nord Ovest

Fronte Nord-Est: Lungo la H21 la Giunta di Kiev ha mantenuto le posizioni, riuscendo a tenere aperti, pare, i collegamenti per i rifornimenti, anche se sono ancora segnalati posti di blocco della milizia lungo l’autostrada e tentativi di aggiramento in corso più a nord di Petrovka. A Stanytsia Luhanska, i reparti ucraini rischierebbero l’accerchiamento, è in corso un’offensiva di truppe Novorusse lungo la P22 che taglia di fatto ogni collegamento per i rifornimenti ucraini. Da notare come, nonostante i coraggiosi tentativi novorussi di prendere il controllo della H21, il preponderante numero di mezzi e soldati a disposizione di Kiev abbia avuto sostanzialmente la meglio su questo fronte e anzi ora cerchi di rilanciare un’offensiva in direzione Lugansk.

Nord Est
Nord Est

 “Sacche” centrali: tutta la fascia centrale del territorio a sud delle città (quello che fino al 23 agostoera il fronte Sud) ora si presenta come un gruppo di tre salienti in cui si trovano circondati diversi battaglioni ucraini. Il primo e di importanza e pericolosità maggiore è senz’altro quello racchiuso a ovest della strada H20 che collega Donetsk a Mariupol. Tra ieri e oggi si sono susseguiti tentativi governativi di riaprire un corridoio per le truppe accerchiate all’altezza di Volodymyrivka, ma le difese del Donbass hanno tenuto, essendo preparate a questi tentativi scontati. Si sono susseguiti attacchi ai vari reparti racchiusi all’interno, perchè è strategicamente prioritario annichilire ogni resistenza e capacità di movimento e manovra di questo grosso blocco di battaglioni. Simili attacchi si susseguiranno verosimilmente in continuo fino al raggiungimento della loro resa o distruzione. Dal punto di vista delle milizie sarebbe addirittura auspicabile che essi stessi cercassero di muovere battaglia, in quanto assalendo o muovendosi offrirebbero meglio il fianco ad imboscate e trappole lungo il percorso, come sono abituati a combattere i partigiani del Donbass. Sono stati segnalati scontri nei dintorni di Mikolanvka, a sud nel sud della sacca, a Novotroitske, a ovest nella sacca, lungo la H20, a nord i reparti di Kiev sono stati scacciati da Olenivka, a Starobrsheve a est. In pratica in questo settore si combatte ovunque.

Sacche Centrali
Sacche Centrali

A est della strada TO509 troviamo la sacca che racchiude i battaglioni punitivi scappati da Llovaisk e qui rifugiatisi. Segnalo che in un comunicato del governo di Kiev il ministro della Difesa ha annunciato trionfalmente che ben 28 uomini (!) su tre Battaglioni a Llovaisk si sarebbero messi in salvo, dimenticando di precisare che tutti gli altri, quindi , sono morti o si sono arresi, o sono allo stremo. La situazione di queste unità deve essere in effetti disperata: da giorni non giungono segnalazioni di manovre. Anzi arrivano notizie di trattative in corso per la resa di alcuni reparti e l’apertura di un corridoio per la loro salvezza, disarmati, fino al vicino posto di frontiera con la Russia, il varco di Vyselky. Nel frattempo, lungo la ferrovia e la strada che corrono in mezzo alla Sacca, le truppe di Novorussia si stanno incuneando per dividere e separare le truppe di Kiev e indebolirle ulteriormente: il loro destino sembra ormai segnato.

Fronte sud: Il recente fronte sud, ampliatosi in conseguenza dell’offensiva Novorussa iniziata il giorno 24 agosto si va stabilizzando. Da ieri non sono segnalati movimenti importanti di truppe: Mariupol è circondata ed isolata da ogni collegamento esterno, le numerose truppe Ucraine che la occupano da mesi si sono disposte a difesa, sia intorno che all’interno della città, ma non hanno iniziato alcuna controffensiva per rompere l’accerchiamento nemico o recuperare il controllo dello strategico varco di frontiera con la Russia, che resta sotto il controllo delle milizie di Novorossjia.

Mariupol
Mariupol

Dall’esterno nessun soccorso è ancora giunto, non abbiamo notizia, per il momento, di truppe governative in arrivo per soccorrere i reparti di Kiev imbottigliati. Il fronte sud risulta quindi, al momento, il più tranquillo, a causa della necessità di eliminare le sacche di reparti ucraini circondati. Svolto questo compito le riserve potranno recuperare importanti depositi di mezzi ed armi, anche e soprattutto pesanti (blindati e carri armati), che l’esercito di Kiev ha abbandonato ritirandosi dalle posizioni che prima occupava saldamente. Tutto questo materiale verrà utilizzato per equipaggiare nuovi reparti che, assieme alle truppe ora impegnate nello sgombrare le sacche, saranno così liberi di spostarsi nuovamente in vista della seconda offensiva annunciata da Zakharcenko, Primo Ministro della Repubblica di Donetsk.

ULTIMO MINUTO Mentre stavo ultimando l’analisi è arrivato un importante aggiornamento. Avevo infatti scritto che l’aeroporto di Donetsk risultava circondato e che la Milizia cercava di far arrendere le truppe di kiev che lo occupano. Ebbene, stando alle ultime notizie, l’aeroporto sarebbe in mano alle forze del Donbass, e torna quindi ad essere dei suoi legittimi proprietari. Il fronte si allontana dalla città.

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