VIVERE IN ITALIA, PIANGERE PER LUGANSK

LE TESTIMONIANZE

ria novosti
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Abbiamo parlato con una donna di Lugansk che abita e lavora nel Nord Italia. Ha accettato di raccontarci, sotto anonimato, i tormenti e le preoccupazioni della diaspora dei lavoratori del Donbass in occidente. Ecco la sua testimonianza:

D.: Come stanno la sua famiglia, i suoi cari, le persone che Lei conosce a Lugansk?

R.: Tutta la mia famiglia è di Lugansk. Non ho notizie da un mese di mio padre. Ho messo anche delle foto per cercare gli scomparsi. Hanno ucciso il mio migliore amico. Hanno bombardato il magazzino di mia cugina. Per fortuna mia mamma è scappata da Lugansk a malapena prima dell’inizio dei bombardamenti. Ora è in Italia. Ho lei a casa mia che piange e urla: ma le mia sorelle dove sono?

D.: Come giudichi il comportamento degli italiani in questa vicenda?

R.: Ce ne sono tanti che ci capiscono… più di quanti si pensi. Io lavoro nel campo della ristorazione, sono piuttosto conosciuta nella mia città. Parlo di quello che succede, con i clienti, e la gente vuole saperne di più. Mi chiede l’amicizia su facebook, si collega alla mia pagina dove racconto quello che succede. Anche carabinieri, finanzieri… Pubblici ufficiali. La mia titolare mi chiama oggi e mi fa… Perché non commenti la merda che scrivono su La Repubblica, almeno qualcuno ti legge?

D: Cosa fai per sopportare la tensione?

R.: Cerco di aiutare. Mi do’ da fare. Ho raccolto, assieme ad altre donne di cittadinanza russa, moldava, lituana, estone, ucraina, oltre che del Donbass, più di 1000 euro per le famiglie bisognose. Con questi soldi abbiamo permesso a due famiglie con bambini di lasciare Lugansk prima dell’inizio dei combattimenti. Abbiamo mandato 290 kg di medicinali ed aiuti.

D.: Chi ti aiuta qui?

R.: Qui ho solo la mamma. Io chiedo a i miei amici di non farmi neanche più la domanda come stai. I miei parenti non so nemmeno se sono vivi o morti… Figurati. Quando lavoro e vedo le mamme con i bambini capricciosi, mi si rovescia tutto dentro. Penso a nostri bimbi… Là non c’è più nulla. Non c’è gas, acqua, luce, campo telefonico. Niente. Il mio migliore amico è morto perché è uscito dal rifugio: andava prendere acqua per sua famiglia nella via vicino dove la distribuivano con le cisterne.

D.: Come vivi queste cose, nella tua vita quotidiana?

R.: Cerco di aiutare come posso mandando vestiti, giocattoli, medicinali… E poi parlo. Siamo in tante qui a lavorare, della nostra terra. Tutti giorni mi chiamano donne che piangono. Chiamano me perché mi credono forte, ed io ascolto con il magone… Mi chiamano mamme. Una mia amica sta partendo per la Russia andare a Lugansk a cercare il suo bambino di 16 anni… Un’altra chiama sua madre e dal telefono sente i bombardamenti, il rumore delle case che crollano sotto i missili.

D.: Cosa vorresti dagli italiani che leggono questo articolo, dai lettori di Volti del Donbass?

R.: Chiedo di aprire gli occhi e imparare di prendere gli informazioni da più fonti per avere un quadro più completo di quello che accade. Oggi tocca noi, domani può toccare anche Italia.

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2 pensieri su “VIVERE IN ITALIA, PIANGERE PER LUGANSK

  1. io voglio solo ricordare che putin ha invaso la crimea,che putin ha mandato i terroristi mercenari insieme all’esercito russo nel donbas,è putin che fa la guerra in ucraina e non è l’ucraina che ha invaso la russia,maidan era armato con bastoni qualche fucile,i terroristi russi sono armati con carri armati,lanciamissili grad,hanno abbattuto un aereo civile ammazzando tutti i passeggeri,questa guerra di putin contro l’indipendenza e dintegrita’ dell’ucraina non a niente a che vedere con la protesta dei giovani di maidan per avere un futuro migliore,liberta’,democrazia,rispetto dei diriti umani,stufi di essere solo numeri e trattati come schiavi dagli oligarchi mafiosi amici di putin,perchè putin ha invaso la crimea?perchè è piena di gas e petrolio,perchè putin vuole il donbass?perchè oltre al carbone è pieno di shale gas,e cosi’ l’ucraina sarebbe diventata un pericoloso concorrente di gazprom e cosi’ ha approfittato del momento di debolezza dell’ucraina (anche perche’ janucovich d’accordo con putin aveva disarmato l’esercito ucraino) con la scusa di proteggere i russi in ucraina (grande bugia perchè mia moglie che viene dal sud ucraina ha sempre parlato in russo e mai e poi mai ha avuto problemi in ucraina) ha invaso il territorio ucraino ( l’talia ha dominato per 2000 anni la slovenia e la croazia, la gente parla ancora italiano, ma l’italia che è un paese civile mai si sognerebbe di invaderle per difendere gli sloveni e croati di lingua italiana9,bisogna rispettare le frontiere esistenti e non fare come putin che ha invaso l’ucraina,se i russi che vivono in ucraina stanno male,che ritornino a vivere in russia,il mondo riconosce la crimea e il donbass ucraina,e putin prima o poi dovra’ restituire le terre all’ucraina con gas e petrolio compreso,putin ha ucciso 4000 persone ha distrutto citta’,villaggi,fabbriche,miniere del donbass per il suo interesse ha mandato i camion umanitari e al ritorno in russia i camion umanitari erano pieni di macchinari industiali rubati alle fabbriche nel donbass

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    1. Vede, non è che questa versione dei fatti ci giunga nuova. Anzi, a dire il vero, negli ultimi mesi l’abbiamo sentita cucinare in una infinità di ricette, praticamente su ogni mezzo di informazione possibile immaginabile. Il problema (ed è per questo che è nato Volti del Donbass) è che le guerre non finiscono quando una delle parti urla abbastanza forte di avere ragione, ma bensì o in seguito ad uno sterminio sufficientemente totale di una delle parti, o quando entrambe imparano a riconoscere come legittimi i rispettivi interessi.

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