FEMEN, PUSSY RIOT, OMOFOBIA: VINCERE LA GUERRA CULTURALE CON L’OCCIDENTE

LE ANALISI

La dimostrazione del gruppo Pussy Riot nella cattedrale moscovita del marzo 2012
La dimostrazione del gruppo Pussy Riot nella cattedrale moscovita del marzo 2012

– Ilio Barontini –

Il progresso tecnologico, l’evoluzione dei rapporti economici e sociali, l’impatto delle nuove forme di comunicazione costringono individui e società ad un continuo sforzo di aggiornamento della propria identità e del proprio profilo culturale. I soggetti economicamente, culturalmente, socialmente egemoni riescono a sostenere questo stress cogliendo per primi le opportunità e i vantaggi offerti dalle novità. Altri individui e culture possono invece subire malamente questa sfida, stentare a comporre le contraddizioni e patire smarrimento e regresso. Chi sa padroneggiare questi meccanismi identitari può trasformare la modernità in un’arma potente, in uno strumento di dominio capace di innescare emarginazione sociale, sfruttamento economico e superiorità culturale.

Negli anni ’70 durante la presidenza Carter (consigliere per la sicurezza nazionale Zbigniew Brzezinski, nulla è per caso…) gli Stati Uniti utilizzarono la questione dei diritti umani e dei dissidenti sovietici come strumento per porre fine alla distensione fra blocchi ed avviare la resa dei conti con l’URSS. Oltre un secolo prima, ai tempi della Guerra di Secessione, l’abolizionismo fornì la copertura ideologica che il Nord cercava per legittimare la prima aggressione neo coloniale a stelle e strisce, un conflitto che consentì la piena maturazione politica e militare del Yankee Land, e che procurò alle sue industrie manodopera affamata, materie prime,  e mercati sottosviluppati e non protetti nel Dixieland. Ancora prima la “missione civilizzatrice” delle potenze europee, simboleggiata da alcuni luoghi comuni di grande richiamo (si pensi al dibattito sollevato in Inghilterra dalla abolizione del Sati, il funerale cerimoniale indiano che prevedeva il rogo della vedova) aveva giustificato la loro politica coloniale.

Alla luce di questi precedenti possiamo identificare quattro tratti e meccanismi della guerra culturale mossa dall’ occidente alla Russia: Continue reading “FEMEN, PUSSY RIOT, OMOFOBIA: VINCERE LA GUERRA CULTURALE CON L’OCCIDENTE”

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