IL MISTERO DEL “COMANDO UNIFICATO”: AGGIORNAMENTO

LE ANALISI

Il vessillo della Milizia Popolare del Donbass
Il vessillo della Milizia Popolare del Donbass

– Ilio Barontini –

Cosa sta succedendo nei reparti delle Milizie? Il conflitto fra le personalità e gli individualismi si sommano alle divisioni politiche e in questa situazione di incertezza producono una pericolosa miscela. Ecco un riepilogo degli ultimi giorni:

Lunedi 15 settembre il sito ufficiale del Consiglio Supremo della Repubblica di Donetsk ha pubblicato un documento che proclamava la creazione di un comando unificato di tutte le Forze Armate di Novorussia, sotto il comando del “Tenente Generale” Ivan Anatolevich Korsun. Il documento riportava cinque firme: Bezler (comandante della Guarnigione di Gorlovka della Milizia Popolare) e Kodakovsky (comandante di una delle due formazioni Vostok), Matiushin (comandante del battaglione Varyag) Kuzmin, comandante della “Divisione Miniere”. Il testo del documento è il seguente: “Protocollo – Per eseguire la volontà del Popolo espressa dai suoi rappresentanti, i deputati della Nuova Russia, nonché tenendo conto della necessità urgente di creare Forze Armate Unificate della Nuova Russia, che permettano di risolvere il problema della Difesa delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk, e della successiva offensiva mirante alla liberazione dei popoli della Nuova Russia e dell’Ucraina dall’oppressione di nazista ed oligarchi noi, i comandanti delle formazioni militari volontarie delle Repubbliche Popolari, in adempimento della volontà del popolo: 1) abbiamo deciso di creare le Forze Armate Unite di New Russia; 2) abbiamo deciso di nominare Capo delle Forze Armate della Nuova Russia, il Tenente Generale Ivan Anatolevich Korsun; 3) abbiamo deciso di incaricare il Capo delle Forze Armate della Nuova Russia, Tenente Generale Ivan A. Korsun, di effettuare una serie di accordi istituzionali necessari all’attuazione della presente decisione al più presto possibile.” Il documento non appare sottoscritto dagli altri comandanti e nemmeno dal Ministro della difesa Kononov e dal Primo Ministro Zakharchenko.

Martedi 16 è intervenuto sul problema con una intervista Oleg Zarev, Presidente del Parlamento di Novorussia, il quale ha preso le distanze dall’ iniziativa dichiarando: “Queste questioni dovrebbero essere affrontate solo dopo aver ottenuto il consenso dei dirigenti delle Repubbliche confederate, non essere prese alle spalle dei colleghi e contro il loro parere … Questo non significa che non sia necessario discutere il problema. Tuttavia propongo che la discussione abbia luogo presso la sede del Parlamento della Nuova Russia. Il protocollo è stato firmato fa comandanti rispettati e onorati dalla gente. In ogni caso questo livello di problemi deve essere risolto con la partecipazione di TUTTI i comandanti e nel rispetto della Costituzione e delle leggi vigenti della Nuova Russia.”

Successivamente, sempre Martedì, anche Mozgovoj, comandante della Brigata Fantasmi, è intervenuto prendendo le distanze dall’ accordo, se pure in modo meno netto. Mozgovoj ha ricordato che non ha avuto luogo alcun Consiglio Militare che potesse legittimare la nomina di un Comandante Unificato. Ha attribuito l’iniziativa di questi comandanti alla paura di essere esclusi dalla distribuzione dei rifornimenti. Lo spettro della mancanza di un supporto logistico è la peggiore minaccia che possa occorrere ad un comandante, e questa considerazione può avere spinto alcuni a creare un “cartello” che garantisse un migliore accesso alle forniture dalla Russia. Mozgovoj ha descritto come “prematura” e “di facciata” l’iniziativa dei colleghi.

Infine nella giornata di ieri, mercoledi 17, il blogger El Murid, vicino a Strelkov, ha pubblicato il seguente stato: “A proposito dello strano comportamento di alcuni comandanti della Milizia, Strelkov riferisce quanto segue. Primo: a Donetsk, secondo lui, è tutto tranquillo. Chi sia il “Luogotenente Generale Korsun” che combatte “sino da Aprile”, non ne ha idea. Ha chiesto ai comandanti e loro hanno riferito che non badano agli annunci sulla presunta costituzione di un comando unificato, ma si preparano alla battaglia, che è inevitabile. Dopo che quella sarà iniziata, tutte le differenze e tutto il tirare le coperte dalla propria parte diventeranno irrilevanti. Secondo: questo colpo di mano che è avvenuto qui, a suo avviso, non è in relazione con Mosca. E’ possibile che ci sia qualcuno che ha ispirato i “firmatari” ma, in generale, non c’è stata nessuna decisione che cambi radicalmente la situazione. Parliamo dell’iniziativa indipendente dei comandanti di alcune unità separate e la consistenza numerica di queste entità è chiaramente insufficiente a giustificare il pretenzioso nome di “Forza”. Terzo:  Strelkov dice che quello che è successo non ha e non avrà alcun effetto sul quantitative di rifornimenti che i singoli distaccamenti riceveranno.”

Si tratta quindi di una situazione che dovrà essere ulteriormente chiarita nei prossimi giorni, in primo luogo dal fantomatico “Tenente Generale” sul cui conto, ad oggi, nulla è possibile sapere.

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