PROTOCOLLO E MEMORANDUM DI MINSK, REAZIONE DI STRELKOV

L’ ATTUALITA’

I firmatari del memorandum del 20 settembre
I firmatari del memorandum del 20 settembre

Il Memorandum di Minsk del 20 agosto

1) La fine dell’uso delle armi è considerata come generalizzata. 2) Termine alla concentrazione di unità sulla linea di contatto al 19 settembre. 3) Nel giro di giorni dalla adozione di questo Memorandum allontanamento delle armi con calibro superiore ai 100 mm dalla linea di contatto a non meno di 15 km su ogni lato del fronte, inclusi gli abitati, il che fornisce l’opportunità di creare una zona franca smilitarizzata di sicurezza di non meno di 30 km. 4) Proibizione dello schieramento di armi ed equipaggiamenti pesanti nell’area dei un certo numero di insediamenti abitati [gli insediamenti sono identificati chiaramente nel testo del documento, ma Kuchma, il mediatore di parte ucraina che ha reso pubblico il contenuto dell’accordo, non ha menzionato la lista]. 5) Proibizione della posa di nuovi ostacoli ingegneristici con mine esplosive ai limiti della zona di sicurezza; obbligo di rimuovere i campi minati posati in precedenza nella zona di sicurezza; 6) Proibizione sin dall’adozione del Momorandum di missioni di combattimento aeree e di sorvoli stranieri, con l’unica eccezione del contingente OCSE destinato a controllare la zona di sicurezza; 7) Schieramento nell’area di sicurezza di una missione OCSE che verifichi la cessazione dell’uso delle armi entro un termine di pochi giorni dall’adozione del Memorandum. Questa area potrà essere divisa in settori, il cui numero sarà concordato preventivamente in preparazione ed in vista dell’intervento della missione di osservazione OCSE; 8) Ritiro di tutte le forze armate straniere, dell’equipaggiamento militare, così come dei volontari e dei mercenari dal territorio Ucriano, sotto la supervisione OCSE;

Il Protocollo di Minsk del 5 settembre

Sottoscritto il 5 Settembre, il Protocollo di Minsk aveva obiettivi più ampi: in aggiunta alle pattuizioni relative alla tregua prevedeva uno scambio di prigionieri ed un certo numero di accordi politici, in particolare l’impegno della parte Ucraina ad adottare una legge sullo statuto speciale di alcune aree del Donbass. I parametri della tregua non erano delimitati. L’accordo conteneva indicazioni specifiche per stabilire un immediato cessate il fuoco (primo paragrafo), per assicurare la supervisione dell’OCSE sull’osservanza dell’armnistizio (secondo paragrafo), per vigilare il confine russo ucraino (quarto). Alla fine dei negoziati di Minsk Kuchma dichiarava che le parti avrebbero continuato a scambiarsi i prigionieri. Era previsto l’immediato rilascio di tutti gli ostaggi e di tutte le persone illegalmente detenute (quinto), l’uscita delle “formazioni armate illegali, dell’equipaggiamento militare, dei volontari e dei mercenari dal territorio dell’Ucraina.” (decimo) e l’adozione di una legge sulla non imputabilità e non punibilità delle persone in relazione agli eventi dell’est del paese (sesto). Il documento promuoveva il decollo di un dialogo nazinale (settimo), il decentramento dei poteri, inclusa l’adozione in Ucraina di una legge sullo statuto speciale di erte zone delle Regioni di Donetsk e Lugansk (terzo) ed elezioni locali anticipate nel Donbass (ottavo). Inoltre le parti concordavano di assumere le misure necessarie per migliorare la situazione umanitaria nel Donbass (ancora ottavo) e per varare un programma di rilancio economico della regione (undicesimo). Infine, le parti si scambiaano garanzie (dodicesimo).

La legge sullo stutato speciale

Il 16 settembre il Parlamento Ucraino ha adottato la “Legge sullo stato speciale di alcune aree del Donbass” che suppone le autorità locali possano essere in grado di negoziare con il Governo Centrale accordi sullo sviluppo sociale, economico e culturale, sulla nomina del Procuratore Generale e delle Corti in accordo con i pareri dei poteri regionali, sulla creazione una Polizia Nazionale su base volontaria, garantire la libertà di utilizzare ogni lingua ed incoraggia la cooperazione transfrontaliera con la Russia. In aggiunta, sarà introdotto uno speciale regime economico finalizzato a ripristinare l’industria, le infrastrutture e l’edilizia, attrarre investimenti e creare nuovi posti di lavoro. Il Gabinetto ha ordinato di assumere programmi per lo sviluppo di aree con uno stato speciale, e le minore entrate del sostegno a queste aree non può essere ridotto, nemmeno in caso di sequestro. Si presume che il 7 dicembre si terranno le elezioni dei deputati e dei sindaci, i cui poteri non potranno essere revocati prima della scadenza. In aggiunta è stata dichiarata una amnistia per tutti i partecipaneti agli eventi sul territorio delle regioni di Donetsk e Lugansk. La legge sarà valida per tre anni, ma il Consigliere del Presidente dell’Ucraina Igor Grynov ha detto che potrebbe essere cancellata dopo sei mesi se le circostanze lo richiederanno

Una lettera di Igor Strelkov e le sue osservazioni sul Memorandum di Minsk

La lettera: Buongiorno a tutti (specialmente ai settari!)*

Sono lontano da Donesk, ma mi arrivano voci interessanti sul fatto che si stanno raccogliendo tonnellate di materiale compromettente sul mio conto, comprese numerose testimonianze di prima mano rilasciate da ex ufficiali del mio quartier generale. Secondo queste testimonianze, sarei un incorreggibile bastardo, un sadico eccetera, ah, e anche incredibilmente ricco. Io suppongo che contemporaneamente questi mi avvicineranno con suggerimenti del tipo “sai, dovresti volare basso… o ti rovinerai la reputazione e andrai in galera!”. Questo sarà il “bastone” e poi ci sarà la carota, che sarà rappresentata (nel loro immaginario) da qualche tipo di “benefit” sotto forma di qualche tipo di lavoro di facciata per un qualche ente pubblico con iscrizione obbligatoria a “Russia Unita” o “Russia Giusta” o qualcosa del tipo… Mia nonna me lo diceva sempre: “non c’è riparo contro la sfortuna.” Ma io non cerco riparo. E per quelli che mi leggono lo dico chiaro: sono moralmente pronto al bastone, e quanto alle carote, ficcatevele nel…

* movimento politico nazional bolscevico capeggiato da Sergey Kurginyan, che il 5 luglio, dopo l’evacuazione di Slovyansk criticò Strelkov accusandolo di tradimento.

Il commento al Memorandum di Minsk.

Gli Ucraini hanno superato il panico, si sono riorganizzati, si preparano a nuove battaglie e dimostrano chiaramente di essere d’accordo su un solo scenario: la resa completa di Russia e Nuova Russia. Il “brillante successo” del gruppo Surkov Lavrov Zurabov [ambasciatore a Kiev] costringe di nuovo il Presidente a fare la stessa scelta del mese scorso: una guerra decisiva ora (con perdite e costi maggiori di quelli già sostenuti) o una vergognosa resa in seguito (si veda la Crimea e il precedente di Milosevich). Per avere interrotto il conflitto. Ora la domanda è: per quanto tempo Surkov potrà ingannare VVP, spacciando dei “successi virtuali” per risultati concreti? E per quanto tempo il Presidente crede di potere tenere sotto il suo controllo Surkov & c.? Dopo essere stato deposto Napoleone a Sant’Elena ha detto: “se avessi solo impiccato Talleyrand e Fouché, ora governerei ancora la Francia.” Ed era un grande statista, anche lui sicuro che avrebbe potuto facilmente ripulire il suo ambiente dagli intriganti. Chi ha detto che tutto va male? Andrà male solo se il Presidente farà un passo suicida, pretendendo di spacciare come “unica soluzione” le condizioni del Partito del Tradimento. E gli ultimi passi e la retorica incerta (a cominciare dal buffone di Irica) suggeriscono che non è sarà più possibile costringere la Novorussia alla capitolazione. L’unica cosa negativa è che la nuova politica cerca cnroa di stringere le “vecchie mani” e questo nonostante la gente abbia già dimostrato che non vuole averci nulla a che fare. E quindi i risultati sono scarsi, e invece di brillanti successi ci troviamo continue perdite e ridicole brutture a proposito di diversi “segreti di Pulcinella” che tutto il mondo conosce ma evidentemente i protagonisti delle vicende no.

 

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