SITUAZIONE MILITARE AL 20 SETTEMBRE

SITUAZIONE MILITARE

situazione militare al 20 settembre
situazione militare al 20 settembre

– Stefano Orsi –

Sono diversi giorni (e precisamente dal 7 settembre) che ho sospeso l’uscita di bollettini sulla situazione militare nel Donbass: i combattimenti erano talmente diminuiti di intensità da lasciar credere che la tregua tenesse. Negli ultimi giorni, però, è emerso un quadro differente, un quadro di assestamento progressivo in cui però, di fatto, la tregua non è ancora iniziata. Come sempre, la nostra analisi si sofferma ad esaminare la situazione settore per settore:

Mariupol. A Mariupol le truppe Novorusse hanno liberato la città dall’ accerchiamento per attestarsi nei pressi di Sartana dove, nei giorni scorsi, alcuni degni seguaci di Arsène Lupin, sono riusciti a mettere a segno, sotto il naso delle poco attente guardie ucraine, il furto niente meno che di due carri armati T 72.

Settore Mariupol
Settore Mariupol

La resistenza, comunque, si è ritirata a nord oltre la strada H20, ora tutta in mano alle truppe della giunta fin sotto a Donetsk. In compenso fascia che dal fronte nord scende lungo la frontiera russa fino al mare è per il momento in mano alle unità novorusse. Tengono, ben salde, le roccaforti di Novoazovsk e l’importante crocevia di Telmanove.

Settore Telmanovo
Settore Telmanovo

Il problema è che le truppe governative pare in questo settore si siano rinforzate in maniera significativa, tanto da esercitare un pressione sui Novorussi che gli consente di avanzare, se pur lentamente, segnando piccoli progressi ogni giorno. Sono in corso da giorni continui e sistematici bombardamenti delle postazioni separatiste, e i combattimenti tra i reparti si susseguono: non esiste alcun rispetto delle posizioni tenute al momento della firma degli accordi Minsk. La tendenza confermata per gli ultimi 10 giorni è questa: le truppe ucraine sospingono man mano indietro le truppe novorusse, un passo alla volta, senza grosse offensive e senza clamore.

Fronte centrale ed unità governative bloccate. Al momento del cessate il fuoco le truppe novorusse occupavano tutto il territorio posto tra la H20 e la TO508: ora non più, come si vede hanno dovuto ripiegare giorno dopo giorno cedendo terreno fino a ridosso della TO508. E’ importante a questo punto, direi vitale, riuscire a mantenere aperto questo corridoio, la cui interruzione obbligherebbe i Novorussi ad abbandonare tutto il fronte sud.  Avevamo scritto dià 15 giorni fa come la concentrazione di truppe di Kiev a ridosso del saliente di Novotroits’ke, preludesse verosimilmente ad una avanzata con l’obiettivo di tagliarele comunicazioni e i rifornimenti fra Donetsk e i reparti attestati a sud, lungo il Mar D’Azov. Questo tentativo in effetti si sta verificando, e produce una avanzata lenta ma costante. A nord la grossa sacca sita nei pressi di Novotrois’ke non esiste più: le truppe di Kiev si sono ricongiunte alle loro linee dopo aver resistito agli attacchi novorussi per diversi giorni. L’altra sacca, sita nei pressi di Kuteinicove, è invece ancora bloccata nello stesso ambiente dove si trovava due settimane orsono: sono segnalate trattative tra la guardia nazionale e le milizie riguardanti una eventuale resa. Queste truppe, infatti, non ricevono da tempo alcun rifornimento e sono al momento operativamente inattive.

Settore Gorlovka
Settore Gorlovka

Donetsk. Nei giorni scorsi intorno a Donetsk si sono accesi feroci e sanguinosi scontri, specialmente nella zona dell’ aeroporto. Alcuni battaglioni di Kiev avevano rioccupato la struttura, e senza sosta si sono susseguiti gli scontri per il controllo dello scalo, gravemente danneggiato, e tuttavia ancora importante sotto il profilo strategico. Anche la città e i sobborghi sono stati colpiti quotidianamente da bombardamenti. Approfittando della tregua molti pezzi di artiglieria e missili grad sono stati portati dai governativi a ridosso del fronte, che possono quindi riversare un carico di morte sui civili e sulle truppe Novorusse. Si contano già a decine i civili caduti sotto i nuovi bombardamenti. Nei giorni scorsi ci sono stati combattimenti e bombardamenti anche nei pressi di Makeeva e Kartsyz’k, dove si trovano alcuni reparti dell’esercito di Kiev. Oggi invece sono stati distrutti, fra le altre strutture un deposito e una fabbrica di esplosivi.

Settore Donetsk
Settore Donetsk

Debal’tseve. Questo saliente rappresenta ormai da mesi la “spina nel fianco” dello schieramento novorusso. Nessuno dei ripetuti tentativi di sfondare le difese di Kiev e recuperare il pieno controllo dell’importante crocevia tra la E50 e la E40 ha sortito un esito positivo. Di conseguenza, sin dai primi giorni di tregua i comandi governativi hanno potuto ammassarvi riserve, prendendo ad esercitare quel tipo di costante  “pressione” sulle truppe novorusse che abbiamo registrato anche a sud. Ci sono stati molti scontri e scambi di artiglieria, in conseguenza dei quali parte del saliente è stata occupata da un battaglione della Repubblica di Donetsk. Questa unità si è frapposta tra le retrovie e le truppe in prima linea nemiche, e resiste in questa posizione da alcuni giorni. Non è affatto detto, tuttavia, che riesca nell’ intento di isolare il saliente trasformandolo in una sacca.

Esiste poi un fenomeno da segnalare in quanto degno di nota. Alcuni battaglioni dell’esercito o della guardia nazionale, sulla carta circondati, mantengono capacità di operative e ricevono rifornimenti di armi e carburante per i mezzi. Questo significa che il mantenimento di un blocco efficace si presenta problematico. Ancora oggi i blindati ed i carri di Kiev stanno muovendo per tagliare le comunicazioni tra Donetsk e Lugansk, cercano sicuramente di prendere la H20 tra Zugres e Torez, occupando, nel contempo, la zona dello schianto del volo MH17. La determinazione nell’ avanzare su questa direttiva è evidente. Solo l’avanzata viene condotta con grande cautela, il che rappresenta una pericolosa novità della strategia ucraina. E’ molto probabile è evidente che i consiglieri militari americani ed inglesi siano all’ opera anche sul fronte. I Novorussi cercano di sventare i pericoli colpendo le truppe governative parzialmente bloccate prima che queste possano concretizzare la propria manovra, come si può vedere in questo video, che riprende batterie grad mentre battono le postazioni governative nei pressi di Stachanov.

Fronte nord e Lugansk. La generale tendenza di riflusso dell’avanzata Novorussa è confermata anche in questo settore. Fino a qualche giorno fa un saliente controllato da truppe novorusse si allungava a nord ovest fino ai sobborghi della città di Severodonetsk. Col trascorrere delle giornate questa punta ha ripiegato fino all’ attuale schieramento che va da Pervomais’k a Donets’kyi, dove la brigata di Mozgovoj si è attestate a difesa. Questa ritirata è stata sollecitata dai tentativi, operati da alcuni battaglioni di Kiev, di tagliare il saliente all’altezza di Hirs’ke, tentativi che quindi non hanno raggiunto lo scopo primario, ovvero bloccare la Brigata “Fantasmi”, ma hanno comunque costretto i Novorussi ad una sostanziale ritirata su posizioni meglio difendibili. Più a est il fronte è rimasto stabile, unica eccezione in Novorussia e non sono segnalati grossi combattimenti. A sud ovest della città è ancora presente una sacca che racchiude alcuni battaglioni ucraini che si erano raggruppati nelle settimane scorse.

Settore Lugansk
Settore Lugansk

Queste unità sono state ingaggiate in diversi scontri nei  giorni passati, ma senza alcun risultato definitivo, così che l’assedio prosegue ancora, nonostante i reparti bloccati da tempo abbiano cessato di muoversi  o di ricevere rifornimenti. Per avere idea di come siano state danneggiate le città dalla guerra, vi suggerisco il sito couture del giornalista Graham Phillips, presente sul posto. Il reporter riprende i luoghi che visita e intervista con la popolazione, avvicinandosi tanto al fronte che spesso nei filmati si distinguono chiaramente i rumori di spari ed esplosioni  in sottofondo.

In definitiva è quindi chiaro che su ogni fronte l’esercito ucraino ha respinto le truppe indipendentiste su posizioni più arretrate rispetto a quelle occupate al momento della firma del cessate il fuoco. Ovunque sono giunti rifornimenti alla Guardia Nazionale e all’ esercito di Kiev, che muove con lenta progressione ma senza sosta, mantenendo quindi l’iniziativa nei confronti delle forze novorusse che subiscono e arretrano. Ufficialmente il cessate il fuoco regge, ma di fatto le ostilità, pur se scemate di intensità, non si sono mai arrestate. Sul campo  le truppe di Kiev stanno riguadagnando poco a poco il terreno perduto durante l’offensiva novorussa iniziata 24 agosto 2014, conclusasi due giorni prima della firma del cessate il fuoco.

Specularmente la situazione militare di Novorossia non è tanto preoccupante per il territorio che le milizie hanno dovuto cedere ai governativi, quanto per l’apatia con cui stanno subendo l’iniziativa degli avversari. L’impressione è che manchi un impulso un comando unificato e coordinato, tanto che persino unità indubbiamente efficienti come la Brigata Fantasmi sono state costretta a ripiegare.

Sarebbe importante capire quale sia la linea su cui verrà applicato il cessate il fuoco se quella odierna o quella esistente al momento della sottoscrizione. Molto probabilmente non vi sarà alcuna reale tregua, e si procederà  in futuro così come in questi giorni, visto che da nessuna parti firmatarie si è levata la benché minima voce di denuncia per le continue e palesi violazioni della tregua.

Nella cartina di apertura, oltre ai fronti, sono indicati i confini teorici di arretramento per le truppe secondo le previsioni del Memorandum di Minsk del 20 settembre. Ognuno può verificare quanto una simile previsione sia difficile da attuarsi alla luce della situazione sul campo.

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