LA MASCHERA E’ CADUTA: L’OCCIDENTE E’ IL NOSTRO NEMICO

LE ANALISI

24 marzo 1999: la NATO bombarda Belgrado.
24 marzo 1999: la NATO bombarda Belgrado.

Articolo Originale: Rossija Kotorujy Oni Poteriali  In Inglese: The Russia They Lost

Amavamo l’America. Davvero, me lo ricordo bene. Quando eravamo adolescenti, negli anni novanta, io e la maggior parte dei miei amici non avevamo il minimo dubbio a proposito della civiltà occidentale. Era grandiosa, come avrebbe potuto non esserlo?

A differenza dei nostri nonni e addirittura dei nostri genitori, non pensavamo che il crollo dell’Unione Sovietica fosse stata “la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo”, che fosse stata un disastro. Per noi era l’inizio di un lungo viaggio. Finalmente, avremmo rotto il guscio sovietico e ci saremmo affacciati nel Grande Mondo, fantastico e senza limiti. Finalmente avremmo placato la nostra fame di sensazioni. “Siamo nati, forse non nel posto giusto, ma certo nel momento giusto, più o meno.” Questo pensavamo. Difficile crederci oggi, ma persino la Chiesa Ortodossa, che usciva dalla supervisione comunista, per noi era la stessa cosa del trionfo dei valori liberali occidentali. La celebrazione del millesimo anniversario del Battesimo della Russia e il primo concerto degli Scorpions a Mosca con il loro “vento di cambiamento” erano per noi parte dello stesso evento storico.

La guerra in Iraq e la dissoluzione della Jugoslavia in qualche modo, non so come, non le abbiamo notate. Non era solo il fatto che eravamo giovani e spensierati. Io, per esempio, stavo facendo tirocinio nella redazione esteri della Komsomolskaja Pravda. Controllavo i dispacci della Reuter in Inglese, che erano pieni di Izetbegovic, Karadzic and Mladic, ma in qualche modo non presi sul serio tutti questi avvenimenti. E, naturalmente, la guerra nei Balcani ai miei occhi non si inseriva in alcuna chiave di lettura anti occidentale che potesse contestualizzarla. I Croati uccidevano i Serbi, i Bosniaci uccidevano i Serbi, i Serbi uccidevano tutti, che c’entrava l’America?

Nel 1990 ho votato per i democratici di “Yabloko” sono stato sulle barricate alla Casa Bianca dalla parte delle forze democratiche, ho guardato il nuovo Canale e ho ascoltato la Radio “Eco di Mosca”. I nostri primi articoli giornalistici si riferivano sempre al “mondo civilizzato” e noi credevamo veramente che quello fosse il mondo civilizzato. Poi, intorno alla metà degli anni novanta apparvero  nelle nostre fila i primi “euroscettici”, ma per il momento erano piuttosto una sorte di “avvocato del diavolo”. Io, ad esempio, condividevo una stanza all’ostello con Petja il comunista e Aresenj il monarchico. I miei amici delle altre stanze mi salutavano ogni sera dicendomi: “Ciao ciao, torna pure nella tua gabbia di matti!”.

Il primo colpo serio alla nostra visione del mondo occidentalista è arrivata con il Kosovo.

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