LA SITUAZIONE MILITARE 19 OTTOBRE

LA SITUAZIONE MILITARE

Situazione Militare 18 ottobre
Situazione Militare 18 ottobre

– Stefano Orsi –

Ritorno a scrivere un aggiornamento sulla situazione militare nei territori di Novorossyia visto che la portata e la violenza degli scontri di questi giorni hanno conosciuto un sensibile incremento e superato il livello che distingue una scaramuccia da una vera e propria operazione. Sin da quando fu sottoscritta abbiamo spiegato che la tregua del 7 si basava su termini troppo aleatori per risultare durevole. La mancanza di confini definiti e rispettati ha prodotto una continua prova di forza delle parti in causa, che hanno continuato quotidianamente a saggiare l’avversario per verificarne la tenuta del morale e delle forze in campo. I continui richiami dei comandanti delle milizie Novorusse ad un imminente attacco ucraino erano palesemente finalizzati a compattare le file dei volontari, per scongiurare un calo di tensione morale che avrebbe potuto risolversi in un “tutti a casa” che avrebbe dissolto in pochi giorni un dispositivo così faticosamente creato. I recenti tumulti a Kiev da parte dei coscritti dell’esercito governativo testimoniano che anche in campo avverso la situazione non è rosea: esistono anzi solidi motivi per ritenerla peggiore. Ora stiamo passando da scontri e scaramucce locali, da bombardamenti terroristici sulla popolazione civile con l’evidente obiettivo di spargere morte e distruzione per scuotere il morale delle vittime, e tuttavia privi si significato militare ad una serie di operazioni programmate e ben sostenute, condotte da entrambi i contendenti, con utilizzo massiccio di artiglieria, missili grad e mezzi corrazzati e (per i governativi) con il supporto di elicotteri.   Vediamo i fronti nel dettaglio.

Settore sud.  L’offensiva ucraina si sta concentrando sul centro del fronte sud, a metà strada tra Mariupol e Donetsk. Fino a ieri le truppe novorusse avevano il totale controllo delle miniere di Novotroits’ke  e della strada che le attraversa. Oggi già metà di questa sono tornate in mano ucraina, e proseguono i bombardamenti di Kiev con artiglieria e missili grad (tutti sistemi che secondo gli accordi di Minsk dovrebbero essere stati ritirati a distanze di sicurezza): l’obbiettivo potrebbe essere prendere il controllo del sito minerario per evitarne la nazionalizzazione da parte dei novorussi e privare il Donbass di preziose risorse economiche. Anche più a sud, a Telmanovo, si fronteggiano importanti schieramenti di truppe.

Settore Sud Est
Settore Sud Est

Settore Donetsk Aeroporto. I continui scontri per il controllo dell’installazione aeroportuale, sebbene distrutta, proseguono senza soluzione di continuità. Le truppe delle brigate Somalia (comandante Ghivi) e Motorola (dal celebre nome di battaglia del comandante), dopo aver preso il controllo della installazione, la stanno difendendo dai continui assalti dell’esercito ucraino che cerca di rioccuparla. Finora questi tentativi sono andati a vuoto, nonostante l’utilizzo di carri T64, distrutti dai novorussi. Il valore dell’aeroporto è collegato alla possibilità per Kiev di dirigere il fuoco dell’artiglieria sulla città usando la posizione sopraelevata della struttura. Il possesso dell’installazione, con i sobborghi Peski e Avdeevka, rappresenta consentirebbe ai novorussi di riattivare un minimo di normalità nella loro capitale. I tunnel antiatomici sotterranei,  un vero dedalo fortificato, offre alle truppe ucraine sia rifugio che una base da cui sferrare sempre nuovi attacchi. Visto che i sobborghi ospitano ancora artiglieria governativa, sulla città proseguono i bombardamenti e continua a crescere il numero vittime civili nella indifferenza delle potenze e dei media occidentali. Ieri sono stati segnalati due missili balistici SS 21 abbattutisi sulla città.

Settore Donetsk Aeroporto
Settore Donetsk Aeroporto

Settore Harlivka Debal’tseve Il saliente di Debal’tseve rappresenta la più pericolosa spina nel fianco delle milizie di Novorossyia. Da questa posizione, che si allunga nel cuore del territorio libero, le truppe ucraine hanno continuato a bombardare per giorni e settimane i territori limitrofi, colpendo diversi centri abitati. La presenza di questo potente gruppo combattente nel bel mezzo del territorio novorusso non è quindi compatibile con una tregua duratura. Attualmente i combattimenti si concentrano nella parte meridionale nella zona di Kiroks’ke. Sono inoltre segnalate azioni che potrebbero preludere ad un tentativo novorusso di chiudere il saliente alla base (fra Alchevsk – Pervimajsk e Harlivka) trasformandolo in una sacca dove imprigionare le brigate ucraine per logorarle a poco a poco. In passato questo è già successo, ma mai con una concentrazione tale di truppe e mezzi. Una simile operazione, ove messa seriamente in campo, richiederà senza dubbio una quantità di risorse e determinazione enorme da parte della milizia. Anche a Horlivka sono stati segnalati scontri e anche un attacco con elicotteri alle truppe Novorusse.

Settore Harlivka Debal’tseve
Settore Harlivka Debal’tseve

Settore Nord Lugansk A Lugansk la calma è tornata e le truppe punitive di Kiev si sono ritirate di una ventina di chilometri verso nord. Sono settimane ormai che non vengono segnalati bombardamenti, i lavori di ripristino e preparazione in vista dell’inverno proseguono. Aspri combattimenti si susseguono da due giorni sul fronte nord, come stabilizzatosi dopo la tregua. Ad un attacco portato avanti dai governativi di Kiev, le truppe del Donbass hanno risposto con un contrattacco imponente che ha sorpreso i nemici. Nel dettaglio le operazioni si sono svolte in questo modo:

1) In una prima fase le truppe ucraine hanno realizzato una avanzata prendendo il controllo della strada T303: si sono opposti alcuni battaglioni locali della milizia che hanno bloccato l’avanzata all’altezza del villaggio di Smile, lungo appunto la T303.

2) Contro le aspettative ucraine le milizie, invece di arretrare come hanno sempre fatto in questo periodo di finta tregua, forti di alcuni battaglioni di Cosacchi del comandante “Bully” e di altri dell’esercito di Lugansk al comando diAlexander “Batman “ Bednova, le truppe novorusse hanno aggirato le posizioni di Kiev e, di slancio, si sono portate verso Novoaidar, altro obiettivo strategico della regione. La conquista di Novoaidar, e la conseguente presa della strada H21potrebbe aprire agli uomini di Lugansk la strada per la liberazione di gran parte dell’Oblast, obbiettivo molto ambizioso ma per la prima volta realmente alla loro portata.

Settore Nord Lugansk
Settore Nord Lugansk

La reazione non si è fatta attendere. I governativi hanno realizzato che questa avanzata espone a rischio di isolamento parecchie unità del fronte nord, il che provocherebbe  il tracollo dell’intero schieramento ucraino nella regione di Lugansk. Consci di ciò, i generali di Kiev hanno immediatamente aumentato la pressione sulle truppe schierate a difesa della Novorossyia nel settore di Pervjmaisk, con l’evidente intento di sottrarre all’avanzata di Lugansk delle riserve strategiche. Attendiamo le prossime ore per seguire gli sviluppi di questi importanti eventi.

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