CRIMEA: SERVE UN PONTE O UN PASSAGGIO VIA TERRA, O SARANNO GUAI

LE TESTIMONIANZE

crimea-tourism-swallows-nest (1)

Sono passati 7 mesi dal referendum che ha sancito l’adesione della Crimea alla Federazione Russa. Da allora la penisola si trova in una situazione surreale: le comunicazioni con il continente sono estremamente difficoltose e gli interscambi (da cui dipende per diversi prodotti di prima necessità, oltre che per l’approvvigionamento elettrico e idrico) praticamente azzerati. Qual è la situazione nella penisola? Che futuro attende gli abitanti della Crimea? Ne abbiamo parlato con Antonio Felice [nome di fantasia] italiano residente da tempo nell’ antica Tauride.

VDD: Quali tipi di problemi vive la Crimea, ora che la penisola è stata integrata politicamente nello stato russo?

AF: I problemi sono di tre tipi: politici, economici e logistici. Ovviamente questi gruppi di problemi si sommano e moltiplicano i loro effetti negativi.

VDD: Partiamo dai problemi economici. Di cosa si tratta? E’ vero che gli scaffali dei supermercati sono vuoti?

AF: No, il problema non è quello. Nei supermercati c’ è di tutto (manca il parmigiano… il pecorino sardo, ma non e’ certo questione di vita o di morte). Certi prodotti tipo tonno in scatola o olio exstravergine di oliva e tanti altri sono sostituiti da prodotti tunisini, turchi e di altre nazioni. Gli spaghetti e la pasta in genere sono prodotti da tempo in Russia, con sistemi di lavorazioni italiani e non mancano. Frutta e verdura sono abbondanti, comprese le banane e qualsiasi frutto tropicale. Il pesce si trova facilmente (sia quello pescato che quello di allevamento comprese trote, salmone, cozze, vongole ecc ecc). Quindi il mangiare non manca certo.

VDD: E allora quali sono i problemi?

AF: Il problema principale è che mancano i soldi. L’economia sta soffrendo molto. Il primo fattore ad incidere è l’aumento dei prezzi (per un chilo di carne di maiale in periodo ucraino spendevi circa 50 grivne, pari a 4 euro, attualmente costa 360 rubli, pari oltre 7 euro, un litro di olio di oliva spagnolo costa 560 rubli, ovvero 11 euro, mezzo chilo di pasta “italiana” di marca di fantasia 80 rubli, quasi due euro, molto più di prima). Poi ci sono le tasse. Dal 1 gennaio prossimo come tutti i Russi pagheremo una tassa sulla casa, che in Ucraina non esiste. E’ una tassa basata sulla superficie, in ragione di circa 1 euro al metro quadro: spesso le case qui sono grandi, specie nelle zone rurali, ed alla fine la tassa raggiunge un certo importo. Anche le tasse sulle autovetture sono aumentate. Il prezzo dell’acqua in seguito alla chiusura del canale è triplicato, l’energia elettrica, che viene importata, costa il doppia circa.

VDD: I redditi non sono aumentati in proporzione?

AF: Sono aumentati, ma non in proporzione. E inoltre spesso è venuta meno la componente variabile delle retribuzioni. Facciamo un esempio. Un medico universitario, titolare di cattedra, in periodo ucraino percepiva una retribuzione di circa € 400 mensili, ma al contempo ne incassava altri 3.000 esentasse, giungendo così ad un totale di € 3.400. Ora, lo stipendio è triplicato raggiungendo, tra cattedra e ospedale, € 1.200,00,  ma sono scomparsi gli altri € 3.000, in quanto è vietato eseguire visite private. Questo provoca grave malcontento fra i professionisti e il personale accademico. Anche negli strati popolari la situazione è simile. Il Governo ha stabilito il “salario minimo” mensile per i prossimi tre mesi nella “ragguardevole” somma di 4.200 rubli: al cambio odierno leggermente meno di 84 euro, molto meno di quello ucraino. Per il governo una persona dovrebbe vivere per un mese con 2,80 euro al giorno, con i prezzi, di fatto, almeno doppi rispetto al periodo ucraino. E non si tratta di un minimo teorico. In molti settori in crisi, come l’edilizia, dove la disoccupazione è elevata, questi sono gli stipendi effettivi.

VDD: Quindi l’economia non “tira”?

AF: La stagione turistica, nonostante i tanti russi arrivati, è stata fiacca. Tieni conto che gli stabilimenti locali avevano 8 milioni di ospiti nei quattro mesi estivi, e i nuovi ospiti non sono bastati a colmare la scomparsa dei vecchi. I traghetti lavorano a pieno regime ma non riescono a smaltire i flussi necessari. L’ agricoltura è di fatto inesistente per carenza di acqua. La maggiore industria locale era la Titan, che produceva colle ossidi e chimica in genere: la materia prima arrivava dalla zona del Donbass. ora la fabbrica c’è, la materia prima no, cosi e’ praticamente ferma.

VDD: Veniamo alla logistica.

AF: Ogni spostamento è infinitamente difficoltoso. Per quelli internazionali è d’obbligo lo scalo a Mosca, con allungamento dei tempi e aggravi consistenti di spese. Stesso discorso per le comunicazioni via terra. Sabato scorso ho attraversato la dogana verso Kerson: all’ uscita da parte Russa nessun problema, da parte Ucraina una perdita di tempo di tre ore, con motivi inesistenti. Al rientro, nessun problema da parte Ucraina, ma un controllo serrato da parte Russa, problemi per 15 confezioni di spaghetti, farfalle, gnocchi, problemi per un pezzo di parmigiano e una bottiglia di olio d’ oliva. In pratica la Crimea è un’isola.

VDD: Infine: la politica.

AF: Il “Presidente” della Crimea è una persona molto discussa: ha un nomignolo eloquente: “Gobin”. Le persone che lo attorniano sono della medesima elevata, statura morale. Ci sono tensioni per la comunità Tartara: le perquisizioni nelle loro abitazioni sono all’ordine del giorno.

VDD: Quindi il cambiamento non ha portato nulla di positivo?

AF: Al contrario. Le cose positive sono tantissime. In primo luogo è praticamente scomparsa la corruzione, prima diffusissima ad ogni livello della società. Molti giudici, procuratori, amministratori corrotti, sono stati arrestati, si sono dimessi, o sono scappati in Ucraina. Negli uffici pubblici non si chiedono più “mazzette”: presenti i documenti necessari e ottieni ciò che chiedi. E’ un cambiamento epocale. Da parte della Russia c’è molta serietà ed attenzione per questa regione, e credo che tutti i problemi siano risolvibili, ma ad una condizione.

VDD: Quale?

AF: Occorre ripristinare velocemente un collegamento sicuro con il continente. O attraverso la costruzione di un ponte a Kerch, o con la messa in sicurezza dell’entroterra. Dipende tutto da questo. Trasporti, acqua, energia elettrica. Inoltre serve un cambio della direzione politica: hanno svolto il loro lavoro gestendo la transizione: ora devono essere sostituiti da facce pulite. O i problemi sono desinati ad aggravarsi.

VDD: Credi che succederà?

AF: Lo spero. Io attendo sino a Maggio – Giugno 2015, se permane questa situazione di incertezza, vado via.

Annunci

2 pensieri su “CRIMEA: SERVE UN PONTE O UN PASSAGGIO VIA TERRA, O SARANNO GUAI

  1. Romano Prodi, con un articolo apparso su “Il Messaggero” di domenica 19, torna a ribadire che per risolvere la crisi ucraina “è in primo luogo necessario garantire la neutralità dell’Ucraina mettendo da parte ogni idea di renderla membro della NATO.”
    e ricorda a questo proposito che l’ultimo atto del suo secondo governo è stato proprio quello di opporsi, insieme a Francia e Germania, alla proposta del presidente Bush di allargare la NATO all’Ucraina, in contraddizione con gli obblighi precedentemente assunti dagli Stati Uniti.

    http://www.romanoprodi.it/strillo/ecco-come-risolvere-la-crisi-in-ucraina_9676.html

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...