DONBASS: LA TREGUA SANGUINOSA

L’ ATTUALITA’

Testo originale: Взрывное перемирие в Донбассе: спецкоры «КП» вывезли из-под огня женщину с 9-летним сыном

Come noto, uno dei fronti di guerra in Novorussia si svolge nei social network. Non tutti gli “analisti da divano” scrivono da trincee di gommapiuma. Un personaggio famoso su Twittere @Borisich_glass, ci ha invitato a visitare l’unità del comandante “Biker”, in uno dei posti più curiosi di questa guerra: il settore sud est del saliente di Debalchevo. Qui le forze delle Milizie hanno stretto da ogni parte una grossa unità dell’armata ucraina, che controlla un crocevia di grande importanza per le Repubbliche di Donetsk e Lugansk.
La linea del fronte passa per il villaggio di Nikishino, come, a proposito, è stato deciso dal comando dell’Operazione Anti Terrorismo. Durante l’offensiva di questa estate l’armata ucraina ha occupato l’ edificio del Centro Sociale e, mano mano, l’ha trasformato in una fortezza. Solo a settembre le Milizie sono arrivate a Nikishino. Da una parte del villaggio ci stanno i “nostri” e dall’altra i “tedeschi”. Qui non ci sono posti di blocco. Ci si spara da una parte all’altro della strada.

Un fuciliere delle Milizie ci copre mentre attraversiamo la strada
Un fuciliere delle Milizie ci copre mentre attraversiamo la strada

I giornalisti non arrivano mai da queste parti. Questo è uno delle unità poco “pubblicizzate” e sconosciute al pubblico. Per questo alle persone che combattono qui gli aiuti “umanitari” arrivano con il contagocce.
Lasciamo la macchina all’ingresso del villaggio. Dopo si prosegue a piedi, attraversando orti e cortili. Quasi subito aprono il fuoco. L’impressione, all’orecchio, è che sparino a casaccio. Qui una mina, là una bomba, là ancora una raffica di lancia granata, e sopra raffiche di mitra. I risultati si vedono ad ogni passo: quasi tutte le case sono vuote o distrutte. I polli, flemmatici, senza prestare attenzione agli spari, razzolano la terra nera in fondo ad un grosso cratere. A giudicare dai pezzi di zucca sparsi per terra, una bomba ha colpito un orto, ed ha “punito” quelli che hanno avuto la fortuna di nascere qui. Poco oltre, un altro cratere, e vicino, stordita dagli spari, una mucca rossiccia. Le persone qui erano talmente stanche che sono scappate abbandonando le tenute e liberando gli animali e il pollame per strada. Si può immaginare il cuore spezzato di questi contadini.

L'abitato di Nikishino è controllato per due terzi dalle Milizie e per un terzo dall'esercito governativo
L’abitato di Nikishino è controllato per due terzi dalle Milizie e per un terzo dall’esercito governativo

Avanziamo piano, lungo le recinzioni. Il monumento agli eroi della Seconda Guerra Mondiale, come ogni altra cosa, è distrutto: nella Operazione Antiterrorismo amano questo genere di obbiettivi. Fischio, esplosione, fischio, esplosione. O semplicemente – bum! Da ogni lato, senza alcun ordine, o razionalità. Ci fermiamo impietriti, “ascoltiamo l’aria”, finché non ci trascinano a mano in una trincea i Miliziani in un rifugio. Strappano a strisce un lenzuolo, sono segni di riconoscimento da mettere sull’avambraccio per non essere colpiti dai nostri. “Benvenuti” appare da un cespuglio “Borisich” “andiamo dai nostri a prendere un the.” Andiamo significa altri trenta minuti di corsa, da sdraiati, strisciando ed ansimando nei brevi intervalli.

Borisich di fronte alla scuola del villaggio colpita dalle bombe
Borisich di fronte alla scuola del villaggio colpita dalle bombe

“Io sono di Vladikavkaz” si presenta il miliziano “Fenix”. “Perchè sono venuto? Beh, abbiamo la fede ortodossa che ci unisce…”
“E io sono di qua, di Kharkov” ci allunga una manaccia il cecchino SVD “ex divisione di Vitebsk”.

"Fenix" impartisce gli ordini fra un colpo di mortaio e l'altro
“Fenix” impartisce gli ordini fra un colpo di mortaio e l’altro

“E io combatto ancora dai tempi dell’Afganistan” confessa un combattente anziano con un silenziatore sul kalashinikov. E adesso eccomi qui.”

Miliziani davanti alla scuola del villaggio colpita dai bombardamenti.
Miliziani davanti alla scuola del villaggio colpita dai bombardamenti.

“Borisich” combatte con entrambe le mani: in una la macchina fotografica, nell’altra uno smartphone con twitter. A Mosca lui una volta era uno sportivo: due volte campione del mondo di karate ashikhara, poi è diventato uno sceneggiatore (scriveva sceneggiature per delle telenovele) poi, all’improvviso, ha fatto lo zaino ed è partito per il Donbass.
“Io sono partito, a dire il vero, per scoprire la verità” sorride Oleg “Borisich” in TV fanno vedere che un colpo di artiglieria ha colpito una casa ed ecco la proprietaria che dice “la mia casa è stata distrutta da un bombardamento”. A me non basta. Io voglio vedere con i miei occhi perchè questo accade. Io ho detto proprio questo alla guardia di frontiera ucraina. Lui era un tipo sentimentale e mi ha fatto passare raccontandomi che a Lugansk vicino all’edificio dell’SBU i drogati ricevono grosse somme di danaro. Naturalmente questo non era vero. Ma lui ci credeva. Stanislavskij ci avrebbe creduto, talmente convinto lui era nel raccontarmi la storia sui pacchi di soldi che venivano distribuiti alla gente che protestava in piazza nel Donbass. In quel momento ho capito cos’è una guerra civile: quando le persone non si ascoltano e non si vogliono ascoltare.
Il rifugio successivo si trova sotto le mura di una chiesa bruciata. Ci sdraiamo lungo le fondamenta e pensiamo al fatto che 30 minuti fa i miliziani, ad un posto di blocco all’entrata, stavano discutendo che nel Giorno delle Vesti della Santa Vergine Maria c’era un tacito accordo di non sparare, e per questo stamattina era calmo. Ma dopo pranzo tutto è cambiato: abbiamo visto e sentito bene chi ha iniziato per primo a bomnbardare questo villaggio, già abbastanza violentato dalla guerra. Un colpo cade a meno di venti metri da Barisich. Lui non si sposta neanche. Un fatalista?

Una granata cade a venti metri da Borisich
Una granata cade a venti metri da Barisich

“Ma mi voglio mettere in mostra con voi” risponde lui.
La sistemazione dei Miliziani di “Baiker” è uguale a quelli che avamo visto in precedenzza: case di campagne mezze distrutte. Il generatore ronza, si stanno caricando decine di cellulari. Nella cucina da campo si sta preparando qualcosa. Le ammucchiate di equipaggiamento militare hanno un qualche ordine. Le cose più importanti qui stanno vicine: le casse di munizioni e le confezioni di acqua minerale. Sotto i piedi si rotolano una decina di gatti e cagnolini: sono arrivati qui da tutte le parti di Nikishino per stare vicino alle persone come le farfalle cercano la luce. Nessuno li mando via, anzi li nutrono ed accarezzano. A sentire i miliziani si fanno le sedute di “gattoterapia”.
“E’ già qualche giorno che ci chiedono di smettere di fare fuoco di risposta.” Ci racconta il comandante della compagnia del battaglione di “Sloviansk” con il nome di battaglia “byker”. Lui somiglia davvero ad un motociclista salvo per la mimetica. Quando sparano i colpi, per noi è facile non rispondere: non abbiamo niente con cui raggiungerli. Ma se da un posto di blocco iniziano a sparare con un lanciagranate, dobbiamo farli ragionare, diversamente non si riesce a mettere il naso fuori.

Miliziano della 1ma brigata Slovyansk a Nikishino.
Miliziano della Prima Brigata Slovyansk a Nikishino.

Loro si aggrappano a questo villaggio perché se si ritirano anche solo di 4 km., finiscono in una sacca molto seria, da cui non riescono più a tirarsi fuori. Per questo resistono ad oltranza.
Tutte le case in strada hanno le facciate danneggiate. E’ un paesaggio molto comune, solo una carrozzella nuova di zecca ed apparentemente di valore, parcheggiata sull’altro lato della strada dà un po’ nell’occhio. Ci spiegano: un giorno fa sono riusciti a portare via a Donetsk un ragazzo invalido, mezzo paralizzato, di nome Viktor. La carrozzella non stava nella macchina: hanno dovuto lasciarla. Come farà senza? Dovrà stare tutto il tempo sdraiato? Dove ne trova un’altra? E che colpa ha lui?
“Io sono bavarese, di Germania” dice un militante con un nome di battaglia appropriato “Tedesco”. “Era spaventoso vedere in TV come i bambini si nasconvevano dalle bombe nei sotterranei. Io avevo capito che bisogna cambiare qualcosa non solo nella propria vita, ma anche in quella delle persone che hanno bisogno di aiuto. Sono rimato colpito da quello che ho visto qui. Avevamo parlato con i locali. Qui gli Ucraini li hanno trattati peggio di quanto i Tedeschi trattassero i Russi nei territori occupati durante la seconda guerra mondiale. E qui ci sono finora dei bambini.

Il miliziano "Tedesco", di origini russe, è venuto a combattere dalla Baviera.
Il miliziano “Tedesco”, di origini russe, è venuto a combattere dalla Baviera.

Dalla casa accanto spunta fuori un ragazzino. Qui gli ospiti non vengono spesso, ma nei suoi occhi non c’è curiosità. C’è paura. Oxana Piskunova e il suo figlio Nikita sono prelevati dalla linea del fronte e portati alla periferia del paese dai Miliziani. Un razzo lanciato dagli Ucraini ha distrutto la loro casa.
“Non mi ricordo neanche più quando siamo stati nei magazzini sotterranei. Non ne uscivamo neanche, in pratica” Oxana quasi piange “tutti quelli che avevano le macchine sono andati via. E noi cosa dobbiamo fare? Anche se vieni fuori un attimo per andare a prendere l’acqua questi ti sparano. Dicono: “andate a prendere l’acqua con uno straccio bianco attaccato ad un bastone”. Andiamo a prendere l’acqua con una bandiera bianca, e quelli ti sparano lo stesso. Grazie ai Miliziani siamo arrivati qua. Ci hanno dato da bere e da mangiare. E’ il secondo giorno che siamo più o meno al sicuroi. Come tireremo avanti non si sa.
“Avete dove andare?” Chiediamo alla donna.
“Ho una cugina a Torez….”
“Fate i pacchi.”

Miliziani della Prima Brigata Slovyansk a Nikishino
Miliziani della Prima Brigata Slovyansk a Nikishino

Il nostro autista, dopo avere sentito che si tratta di bambini, si è detto d’accordo di rischiare ed attraversare il villaggio in macchina. Carichiamo velocemente, i Miliziani salutano Oxana e Nikita.
“Fra un’ora inizieranno di nuovo” Bayker ci dice di sbrigarci “Quando hanno l’avvicendamento, iniziano a sparare. Arriva il pranzo o il cambio e aprono un fuoco di copertura. Voi oggi avete preso proprio quello. Mettete il bambino a sinistra. Avete giubbotti antiproiettile? Metteteli sui finestrini.
La ricetrasmittente da qualche posto di blocco gracchia: “Qui da noi avanzano le “motoliga”. In gergo “motoliga” è un trattore leggero corazzato polifunzionale, di solito ci si monta sopra un lanciagranate, direttamente sulla corazzatura. E, dopo avere cessato il fuoco lasciano subito la posizione senza perdere tempo per smontare e trasportare il pezzo.
Qualcuno dei miliziani nell’ultimo secondo si butta sotto la macchina ed estrae da sotto la ruota un cucciolo, che si oppone non capendo di essere stato appena salvato. L’autista spinge sul gas partendo piano, e Oxana inizia ad osservare le case distrutte e dice: “qui una bomba è arrivata nell’orto, un nonno è rimasto ucciso. E là ad un ragazzo giovane una scheggia ha portato via mezza testa.”
“La nostra scuola!” Grida Nikita.

Nikita saluta i Miliziani
Nikita saluta i Miliziani

La scuola ha subito parecchi danni, non l’hanno risparmiata.Oksana sentendo che non rivedrà presto il proprio villaggio, continua questa escursione turistica spaventosa per Nikishino: “Qui fino all’ultimo ha vissuto un vecchio paralitico con sua moglie. Li hanno portati via i giorno scorsi. E qui semplicemente hanno ammazzato un uomo che si era fatto scappare una frase sbagliata. Lui stava aprendo la serranda del garage, la moglie era in macchina.Gli hanno sparato in testa. Dopo hanno scoperto il responsabile, sono arrivati dal Tribunale Militare Ucraino. Lui si è buttato in ginocchio dicendo: “perdonami, donna, ero ubriaco”. Come si fa a perdonare?”
Tutti tacciono e pensano: Come perdonare. E’ possibile?

Mappa della zona.
Mappa della zona.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...