LA RUSSIA DI OGGI (VALDAI, QUARTA PARTE)

LE ANALISI

Russian President Putin Visits Sochi

Continuiamo e concludiamo la trascrizione del discorso del Presidente Putin a Valdai, con la quarta e ultima parte dedicata alla Russia fra tradizione ed innovazione. Ricordiamo che le prime tre parti, in cui il Presidente Russo tratta della pretesa egemonica statunitense, della nascita del mondo multipolare e della questione ucraina come caso emblematico sono consultabili sul nostro blog. 

14. La Russia, le sanzioni, gli investimenti, la modernizzazione. Russia, Europa e Asia. Sappiamo come sono state prese queste decisioni, e chi ha fatto pressione. Ma lasciatemi sottolineare che la Russia non abbandonerà il campo, non si offenderà e non andrà a mendicare porta a porta. La Russia è un paese autosufficiente. Noi lavoreremo all’interno delle condizioni esistenti nel mondo intorno a noi, nella forma che hanno assunto, svilupperemo la produzione e la tecnologia interne e saremo più incisivi nel sostenere le trasformazioni necessarie. La pressione esterna, come è sempre accaduto nelle passate occasioni, non farà che consolidare la nostra società, tenerci sul chi vive e concentrati sui nostri obiettivi di sviluppo principali. Naturalmente le sanzioni costituiscono un ostacolo. Cercano di colpirci attraverso queste misure, cercano di bloccare il nostro sviluppo e spingerci all’isolamento economico, culturale e politico, costringerci nell’arretratezza, in altre parole. La lasciatemi dire ancora che il mondo oggi è un posto molto differente. Non abbiamo intenzione di farci mettere in un angolo da qualcuno e di consentire loro di relegare il nostro sviluppo su qualche viottolo angusto e secondario, costringendoci a sopravvivere nell’autarchia. Noi siamo sempre aperti al dialogo, incluso quello sulla possibilitòà di normalizzare le nostre relazioni politiche ed economiche. Speriamo in un approccio pragmatico da parte del mondo degli affari nei paesi più importanti. Lasciatemi notare prima di tutto che noi l’anno scorso siamo risultati terzi nella capacità di attrarre investimenti stranieri dopo Stati Uniti e Cina. Le sanzioni e i giochi sottostanti, con le diverse valutazioni di affidabilità, probabilmente cambieranno questa situazione. Ma lo sviluppo continua e non c’è nulla che possa fermarlo. Se non mi sbaglio abbiamo attratto circa 93 miliardi di dollari di investimenti l’anno passato. Cosa dobbiamo fare per aumentare la nostra appetibilità? Che iniziative assumeremo e come risponderemo ai cambiamenti che ci insidiano, ad esempio alle variazioni nei prezzi dell’energia che, come giustamente avete osservato, sono molto volatili? In primo luogo abbiamo approntato un grande programma per migliorare il clima imprenditoriale. Il Ministro dello Sviluppo Economico mi ha comunicato ieri che abbiamo compiuto alcuni progressi di sostanza collegati al fatto che la valutazione del clima imprenditoriale riscuote la nostra attenzione. La valutazione di affidabilità imprenditoriale è migliorata di diversi punti. Questo è un riconoscimento che i nostri sforzi non sono vani. Abbiamo un dialogo costante con la nostra comunità imprenditoriale ed abbiamo approntato un piano generale di azione comune. Ci tengo a sottolineare la natura collettiva di questi sforzi, per ridurre le lungaggini burocratiche, mettere ordine nel sistema bancario, rendere più semplici gli investimenti e proteggere le iniziative dei privati. Abbiamo un pacchetto di misure completo: nel complesso le stiamo attuando a marce forzate. Abbiamo sviluppato un sistema di collaborazione con la comunità imprenditoriale e cerchiamo di raccogliere riscontri man mano sulle modalità con cui le decisioni che adottiamo vengono messe in pratica. Abbiamo predisposto anche un programma di sviluppo regionale, che riguarda l’Estremo Oriente e la Siberia. Porremo particolare cura nell’offrire condizioni preferenziali per gli affari in queste regioni, specialmente quelli destinati a regioni attualmente arretrate e incentivi per le autorità regionali che supportano questi progetti attraverso l’indicazione di aree di sviluppo prioritarie. Abbiamo un pacchetto completo di misure ed incentivi al riguardo. Per quanto riguarda i prezzi dell’energia: si, ci rendiamo conto che sono fluttuanti. Sapete he abbiamo calcolato il nostro bilancio preventivo del 2015 assumendo come parametro un prezzo di 96 dollari al barile. Ma risponderemo comunque in pieno agli impegni sociali che ci siamo assunti. Non ci sono dubbi su questo. Non apporteremo alcuna modifica repentina alle nostre politiche ed ai nostri indicatori macroeconomici. Terremo sotto stretta osservazione le nostre riserve di oro e di valuta ed il nostro tasso di cambio e passeremo gradualmente ad un tasso di cambio variabile. Non getteremo le nostre riserve al vento, ma le useremo per soddisfare i fabbisogni di bilancio. Ovviamente faremo molta attenzione al tasso di disoccupazione, che al momento è minimo. Ridurremo le spese improduttive, se necessario. Ma voglio ripetere che soprattutto perseguiremo l’obiettivo di attrarre investimenti, specialmente investimenti privati. Confido che lavorare sul mercato russo continerà ad essere interessante per i nostri interlocutori tradizionali. Al momento abbiamo registrato una crescita della produzione industriale e del settore agricolo. Non ho il minimo dibbio che questa tendenza continuerà. Alcuni dicono che oggi la Russia sta presumibilmente voltando le spalle all’Europa (discorsi di questo genere sono probabilmente stati fatti anche qui, durante la discussione) e sta cercando nuovi interlocutori commerciali, prima di tutto in Asia. Lasciatemi dire che non è affatto così. La nostra iniziativa politica ed economica nella regione Asia Pacifico non è certo iniziata ieri in risposta alle sanzioni, ma è un indirizzo che stiamo già seguendo da diversi anni. Come molti altri paesi, inclusi quelli occidentali, abbiamo notato che l’Asia gioca un ruolo sempre più importante nel mondo, sia sotto il profilo economico che sotto quello politico e non c’è semplicemente semplicemente non possiamo assolutamente permetterci di trascurare questi sviluppi. Tutti lo stanno facendo, e lo facciamo anche noi, tanto più visto il fatto che la gran parte del nostro paese si trova in Asia. Perché non dovremmo approfittare di un vantaggio competitivo in questa zona? Se non lo facessimo saremmo estremamente miopi. Lo sviluppo di legami economici con quei paesi e il varo di progetti comuni di integrazione reciproca crea anche grandi incentivi per il nostro sviluppo interno. Tutte le tendenze di oggi (demografiche, economiche, culturali) suggeriscono che la dipendenza globale da una sola superpotenza segnerà oggettivamente un declino. E’ qualcosa di cui hanno parlato e scritto anche gli esperti Europei ed Americani.

15. La Russia e Putin. Il famoso Re Sole, Luigi XIV, una volta disse che la Francia era lui stesso, ma questo approccio è ovviamente del tutto errato. Non c’è nulla da dire riguardo a ciò che la Russia rappresenta nella mia vita. E’ un dato di fatto. Non potrei immaginarmi nemmeno un secondo senza la Russia. Ho già parlato in passato del fatto che ho controllato gli archivi genealogici della mia famiglia: vengono tutti da una località non lontana da Mosca, circa 120 chilometri di distanza. C’è un villaggio in cui i miei antenati hanno vissuto sin dal diciassettesimo secolo, e da allora, per tutto il temnpo, hanno frequentato tutti la stessa chiesetta. In questo senso sento un legame con la terra Russa e con la gente Russa e non potrei vivere altrove: solo in Russia. La Russia ovviamente, da parte sua, può andare avanti benissimo anche senza di me. Non è che le manchino gli uomini. Ma visto che sono arrivato dove sono oggi, e visto che occupo questo incarico, considero mio dovere fare tutto quello che posso per la prosperità della Russia e per proteggere i suoi interessi.

16. La Russia ed il neoconservatorismo. Prima di tutto dobbiamo definire il concetto di conservatorismo. Il conservatorismo a cui penso è leggermente diverso dalla interpretazione e dall’approccio che ne dà tradizionalmente. In nessun modo significa che il conservatorismo debba essere isolamento e resistenza allo sviluppo. Il conservatorismo sano usa il meglio di tutti gli sviluppi nuovi e progressivi. In ogni caso, prima di gettare il vecchio, le fondamenta che ci hanno portato dove siamo oggi in termini di sviluppo, dobbiamo capire bene come funzionano i nuovi meccanismi. Questo è molto importante: significa che se vogliamo sopravvivere, dobbiamo preservare i pilastri su cui abbiamo costruito la società per secoli. Questi pilastri fondanti includono: prenderci cura delle mamme e dei bambini, conservare e rispettare la nostra storia e le nostre conquiste, salvaguardare le nostre tradizioni e le nostre fedi ancestrali. La Russia possiede quattro religioni riconosciute dalla legge ed è un paese molto vario. Abbiamo quindi bisogno di creare una solida base che comprenda tutto quanto contribuisce a formare la nostra identità di nazione russa multietnica, di comunità russa multietnica, mentre nello stesso tempo dobbiamo rimanere aperti a tutto quanto il mondo ci offre di nuovo e di utile, tutto quanto può contribuire alla crescita. Certamente noi utilizzeremo ogni opportunità. Quindi vi invito, vi rivolgo un appello a non distorcere le nostre parole e credo che se noi parliamo di conservatorismo questo non significhi che stiamo chiudendo le porte e ci stiamo arroccando nel passato. Questo non rappresenta affatto i nostri progetti.

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