DOVE PASSANO I LIBERATORI NON CRESCE PIU’ L’ERBA

L’ATTUALITA’

fabbrica 2

Vi proponiamo la trascrizione di un servizio trasmesso dall’emittente russa NTV lo scorso 23 settembre, dopo la ritirata dell’esercito governativo, che documenta le devastazioni compiute dai “liberatori” di Kiev e i crimini di guerra contro la popolazione e le infrastrutture industriali della regione.

Traduzione e trascrizione a cura di Marinella Mondaini

La conduttrice: Una terribile scoperta e` stata fatta dai miliziani difensori della DNR (Repubblica popolare del Doneisk), durante l’ispezione di cittadine e villaggi del Donbass, dove hanno spadroneggiato i soldati di Kiev. I miliziani si sono imbattuti in un “lager”, fatto dai “punitori” mandati da Kiev, dove hanno torturato e poi ucciso semplici civili. Quello che hanno visto in questo lager ha sconvolto persino coloro che agli orrori della guerra hanno già fatto il callo. Oltre a ispezionare i luoghi, i miliziani continuano anche lo sminamento delle più grosse fabbriche e stabilimenti industriali, ma più esattamente, di ciò che ne è rimasto. Ce ne parla il nostro corrispondente Aleksandr Tokarev.

A. Tokarev: I miliziani stanno effettuando il controllo delle ex-postazioni dei soldati di Kiev per trovare e disinnescare gli ordigni rimasti inesplosi. Questa è una fabbrica di carbone del Donetsk, un tempo molto fiorente, adesso non è più nemmeno riconoscibile. Qui i battaglioni dei punitori e i mercenari hanno tenuto il campo base per diversi mesi. Da qui venivano fatti i bombardamenti dei centri abitati dei dintorni. Durante la ritirata hanno minato la cava e hanno tentato di farla saltare in aria, ma gli abitanti del posto hanno riferito in tempo ai miliziani di quello che i soldati ucraini stavano per fare.

Parla il comandante del distaccamento dei miliziani: “Questa cava era per loro fissa dimora, ci vivevano e da qui bombardavano le campagne circostanti. Quando hanno abbandonato il territorio di questa cava hanno minato tutto quello che hanno potuto, le apparecchiature… hanno persino lasciato un sacco di trappole fatte con le mine. Lo scopo? Lo scopo era quello di distruggere le infrastrutture del Donbass.

A. Tokarev: Qui e` veramente uno sfacelo. Gli ex lavoratori dello stabilimento di estrazione dicono che nella cava non è rimasto nulla di integro. I soldati ucraini, dei veri e propri sciacalli, hanno fatto saccheggio di tutto, si son portati via persino le attrezzature, hanno lasciato solo una montagna di immondizia.

Parla un abitante del posto: La gente qui vive nel terrore quotidiano, sono tutti molto, molto spaventati: hanno rubato tutto, hanno distrutto tutta la nostra industria! E prova adesso a rimetterla in piedi ! Ma la cosa più terribile è che durante tutti questi mesi sono scomparse regolarmente persone di questa cittadina e dei dintorni, e la maggior parte erano giovani donne! I miliziani non hanno nessun dubbio: sono state violentate e poi uccise sempre qui, nel lager dei “punitori.

Parla un miliziano, mostrando una buca profonda: Ecco, ammirate gli atti gloriosi del valoroso esercito ucraino, punitore !

A. Tokarev: Ma son due donne?

Miliziano: Si, sono due donne. Hanno ancora le mani legate e si vede che le hanno torturate parecchio e a lungo. Sono due civili, due ragazze che eran sparite da parecchio e nessuno riusciva a trovarle. Ecco dove erano! Poco più in qua, ecco, ci sono altre due ragazze che hanno giustiziato non meno atrocemente delle altre. Presumibilmente si tratta di due ragazze, uccise con una pistola “Makarov”, ecco questi sono i bossoli che abbiamo trovato qui intorno. Questa è la morte atroce, straziante che hanno fatto fare qui alle donne. Per cosa, in nome di cosa sono morte? In nome dell’Ucraina unita? Oppure perché erano delle “separatiste”, oppure delle terroriste? Oppure chi potevano essere ancora? Queste donne erano semplicemente delle persone, col passaporto ucraino e volevano semplicemente vivere!

A. Tokarev: Lì vicino i miliziani hanno raccolto più di dieci ordigni inesplosi che bisogna disinnescare.

Avvengono alcune esplosioni di fila, dopodiché un miliziano si avvicina al comandante: “Ecco Le faccio rapporto: gli ordigni sono stati distrutti”.

A. Tokarev: Secondo i dati del servizio di informazioni dei miliziani qui, in questa regione della Repubblica Popolare del Donezk erano stanziati circa 6.500 soldati ucraini e i militanti del Pravyj Sektor.

Parla una donna del posto: Tutta la casa, tutto l’appartamento hanno distrutto, i vetri sono saltati via tutti, perciò adesso è come vivere in strada.

Un miliziano mostra i proiettili e gli ordigni a terra.

A. Tokarev: In questo villaggio nemmeno una casa è rimasta intatta, quanta gente sia morta, resta solo da indovinarlo! Adesso con i miliziani andiamo a disninnescare gli ordigni che sono rimasti ancora in questa cittadina, spostandoci su questo mezzo militare, perché altrimenti è pericoloso muoversi, c’è da aspettarsi un attacco in qualsiasi momento. Ci stiamo avvicinando al posto dove ci sono tre ordigni inesplosi e loro hanno portato dell’esplosivo per disattivarli e distruggerli. Ecco questa è un’altra base dei punitori ucraini: armi abbandonate, montagne di bossoli e diverse mine inesplose che rappresentano tuttora un bel pericolo per gli abitanti.

Parla il comandante: A tutti attenzione! Tutti devono allontanarsi dal posto dove sta per essere fatta l’esplosione.

A. Tokarev: “Gli ordigni vengono raccolti e depositati in una buca di cemento. I miliziani fanno un giro d’ispezione tutt’attorno per allontanare chiunque si trovi nelle vicinanze. Ecco, sembra che tutto sia pronto. (si sente una serie di esplosioni) Ecco adesso andiamo a vedere se sono stati distrutti tutti gli ordigni esplosivi. Sì, pare di sì. Comunque non è finito il lavoro per i miliziani. Ne avranno sicuramente ancora per alcune settimane. Bisogna finire di distruggere tutte le mine nella cava in via Komunalskaja, n. 22 e poi trovare i parenti delle ragazze che sono state uccise così brutalmente.

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