DA VOLTI DEL DONBASS A THE VINEYARD OF SAKER – ITALIA

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– Ilio Barontini –

Cari Lettori, la crisi ucraina è esplosa un anno fa. Ricordo ancora i primi post che scrivevo sulla mia pagina facebook di allora, per informare i miei “contatti” di una realtà del tutto sconosciuta al di qua del Dnepr, la cortina di ferro della nuova guerra fredda mediatica. Ricordo ancora quando, a maggio, aprii il gruppo e la pagina facebook he oggi hanno quasi 800 membri e lettori e quando, a luglio, mi resi conto che certe considerazioni nel breve spazio di un post proprio non ci stavano, e decisi di aprire il blog  visualizzato, fino ad oggi, da circa 40.000 utenti.

Ricordo quando il gruppo aveva 50 membri, e amici come la squadra di Geopoliticalcenter, Alberto Scotti, Antonio Perillo e Giulia Badmaeva Zanette mi aiutarono a fare un po’ di pubblicità. Ricordo la prima volta che Nina Bouklan e Oleg Donetskj mi scrissero: fino a quel momento il Donbass per me era una causa giusta, un imperativo morale, un omaggio alla verità, se vogliamo. Ma da quel momento divenne persone in carne ed ossa che davvero soffrivano per i parenti a rischio della vita.  Che davvero vivevano sotto le bombe. Conoscerli, se pur solo per corrispondenza, cambiò tutto. Ricordo i primi contatti con Stefano Orsi e, più di recente, Marinella Mondaini, che hanno collaborato a rendere il blog completo e informativo. Tutte le esperienze evocate da questi ricordi mi hanno profondamente impressionato ed hanno cambiato la mia vita.

A volte (vi faccio una confidenza personale), mi chiedo se per caso non abbia contratto qualche forma di dipendenza. Sono sempre stato una persona di interessi, amicizie, compagnie non onnivori ma vari. Ora non penso che al Donbass, non mi dedico che al Donbass, non mi interessa che il Donbass: praticamente tutto ciò che nella mia vita non è lavoro, è Donbass.  Perché succede questo? Credo che abbia ragione il mio amico Ennio Bordato, altro compagno di questa avventura: “lo dobbiamo fare perché se non lo facciamo noi non lo fa nessun altro”. Questa sensazione di essere in qualche modo unici depositari di una importante verità lusinga il nostro ego e fortifica la nostra determinazione.

Vi ho raccontato tutto questo per farvi capire che non abbandono Volti del Donbass con piacere: devo dire che, in effetti, è una perdita. Ma siamo arrivati ad un punto in cui le energie singole non bastavano più. Bisognava riunirsi. Bisognava fornire un approccio capace di superare le divisioni e di riunire un nuovo popolo, un popolo che mai prima era stato assieme, un popolo pronto al grande rinnovamento spirituale, politico e morale, a cui la Russia chiama i popoli dell’ Occidente.

Chiunque si sia interessato della crisi Ucraina ed abbia accesso alla blogsfera inglese conosce The Vineyard of Saker, una piattaforma informativa statunitense dal taglio estremamente pragmatico e divulgativo con edizioni locali in Germania, Francia, Russia, Serbia, Oceania e America Latina: una vera corazzata. Quando seppi che The Saker aveva deciso di aprire una edizione italiana segnalai immediatamente la mia esperienza, e così sono entrato in contatto con tanti altri percorsi simili a quello di Volti del Donbass, e, come il nostro, limitati dalla loro stessa natura di sforzi individuali o di piccoli gruppi. Ne è nata una squadra che ha mostrato da subito un grande affiatamento, e dopo qualche settimana di lavoro la piattaforma è, oggi, quasi pronta per il lancio. The Vineyard of Saker –  Italia, conterrà la traduzione italiana di quasi tutti gli articoli della edizione originale, e inoltre contributi miei, di Stefano Orsi, di Giulia Badmaeva Zanette de La Tana dell’Orso e di tanti altri osservatori e blogger attenti alle relazioni occidente oriente ed alla crisi ucraina in generale. Fra qualche giorno saremo online: ancora un po’ di pazienza e l’avventura potrà iniziare.

Ho messo a disposizione volentieri il nostro blog, la nostra pagina e il nostro gruppo facebook come cassa di risonanza: la linea editoriale di The Vineyard of Saker – Italia sarà in totale continuità con quella di Volti del Donbass: credo che in questo modo non tradirò la fiducia di chi si è iscritto al gruppo ma anzi gli fornirò una informazione più completa e tempestiva.

La prima iniziativa della piattaforma comune sarà una intervista ad Arcangelo, il ragazzo italiano in forza al battaglione Vostok: una persona che ha dimostrato, durante la nostra conversazione, uno spessore umano eccezionale. In qualche modo un padrino per la neonata piattaforma. Presto su questa pagina.

Quindi la nostra avventura, l’avventura di Volti del Donbass, non si interrompe: si accresce e si pone in condizione di fornire una informazione sempre migliore e una comunicazione che speriamo possa trasmettere il nostro, totale, coinvolgimento umano.

Una piccola notazione personale: su The Vineyard of Saker – Italia non troverete più la firma di Ilio Barontini. Potrete però facilmente riconoscere i miei contributi, che saranno offerti mettendoci la faccia, senza pseudonimi. Non nasconderemo più nulla. E’ tempo di crescere.

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6 pensieri su “DA VOLTI DEL DONBASS A THE VINEYARD OF SAKER – ITALIA

      1. Se può essere gradito, vorrei provare anch’io a dare un contributo perchè credo sia venuto il momento per ognuno di mettersi in gioco, per quello che si può.

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