Spinelli e l’Ucraina: accuse isteriche e code di paglia

L’ATTUALITA’

Gabriele Zimmer e Dimitrios Papadimoulis votano contro la mozione antirussa
Gabriele Zimmer e Dimitrios Papadimoulis votano contro la mozione antirussa

– Ilio Barontini –

Quando ho aperto “Volti del Donbass” (il blog e il gruppo facebook) sono stato chiaro: questo strumento di informazione sarebbe stato aperto a tutti, indipendentemente dalle preferenze politiche. Accade però che negli ultimi giorni l’ambiente vicino alla formazione che ho votato alle ultime elezioni europee (la lista Tsipras) abbia attraversato una delle sue ricorrenti crisi identitarie proprio sul tema della politica estera nei confronti della Russia. Tanti compagni postano commenti e riflessioni più o meno accesi nel gruppo facebook, per cui chiedo perdono agli amici che la pensano diversamente: mi prendo un angolino per lavare i panni della mia famiglia politica di riferimento. Voi, nel frattempo, fate quello che fanno i non-di-sinistra per non annoiarsi: non so, giocate a Risiko, portate a spasso il cane, fatevi un bagno caldo: ci diamo appuntamento al prossimo post.

Bene, cari amici di sinistra. Ora che siamo rimasti soli parliamo della famosa votazione al Parlamento Europeo sulla Russia, quella su cui diversi blog e portali delle varie formazioni politiche d’area si stanno scannando dal 15 gennaio, ovvero da quando i ragazzi di Strasburgo hanno condannato l’”aggressione Russa… minaccia potenziale per l’Unione Europea”. Alcuni di noi, poco pratici dei regolamenti parlamentari di Strasburgo, avevano sostenuto che la lista Tsipras si fosse divisa su questo voto, e sono stati giustamente fulminati dalla Spinelli con questo comunicato stampa:

Circola in rete la notizia secondo cui diversi deputati del GUE/NGL avrebbero votato, il 15 gennaio a Strasburgo, a favore della risoluzione di mozione comune sull’Ucraina (tra questi, Barbara Spinelli e alcuni deputati della Linke) o si sarebbero astenuti (Curzio Maltese e Syriza). La notizia è destituita d’ogni fondamento: il GUE/NGL ha votato compatto contro la risoluzione maggioritaria (RC-B8-0008/2015) radicalmente antirussa. Purtroppo l’approvazione di quella risoluzione non ha permesso al GUE di votare la propria mozione (B8-0027/2015) che difendeva una linea diametralmente opposta e che resta agli atti. La tesi di chi accusa Spinelli e la Linke di appoggio alla mozione maggioritaria rimanda a una pagina del sito indipendente http://www.votewatch.eu. Quella pagina riporta dati corretti, registrando la divisione all’ interno del GUE su dei singoli emendamenti alla risoluzione approvata, ma non sulla risoluzione stessa. Tutti gli emendamenti presentati dal GUE/NGL sono stati bocciati dal Parlamento europeo. Le differenze all’ interno di ciascun gruppo parlamentare sugli emendamenti non sono infrequenti, soprattutto quando si discutono argomenti particolarmente drammatici. Ben altra rilevanza avrebbe la divisione sul voto finale, che tuttavia non c’è stata. Ed è bene che non ci sia stata, alla luce dell’offensiva militare che il governo di Kiev ha lanciato in questi giorni nell’Est dell’Ucraina.

La cosa divertente è che sospetto di essere io l’origine di questo bal casino. Il 15 gennaio, infatti, avevo infatti scritto questo post, che non riguardava affatto Tsipras, ma il Parlamento nel suo complesso. Poi, nei commenti, ero stato sollecitato da alcuni membri del gruppo a riferire i risultati delle votazioni ed avevo scoperto che: 1) a differenza del parlamento italiano quello europeo non riporta in tempo reale i risultati delle votazioni e che 2) esiste però un sito http://www.votewatch.eu/ che riporta i risultati di alcune delle tornate. Ho quindi riportato il risultato della votazione all’ emendamento 7 che vedeva la lista Tsipras spaccata e, fra gli italiani, la Forenza diligentemente filorussa. I commenti al post sono ancora online. Chi ha tantissimo tempo libero e vuole leggerseli si renderà conto che non avevo intenzione di sollevare alcuna polemica.

La polemica ci hanno pensato altri a sollevarla, scagliandosi lancia in resta contro i “traditori” della lista Tsipras. E’ poi intervenuta la Spinelli e ne è seguita la solita tempesta nel bicchiere. In questo post vorrei cercare di rispondere a due quesiti: le precisazioni della Spinelli tagliano la testa al toro? E poi: esiste davvero uno scandalo?

Inziamo dal primo. La Spinelli ha chiuso il discorso? Si e no. La mozione presentata dal GUE (B8-0027/2015) era effettivamente buona, e vi consiglio di leggerla. Se questa fosse la mozione di tutto il Parlamento Europeo la crisi ucraina si risolverebbe in un fine settimana. Tuttavia ci sono un paio di cosette che la Spinelli non dice, e che invece bisogna aggiungere per completezza, e queste cosette non riguardano tanto il “voto finale” che, a quanto pare di capire, è stato “ad alzata di mano” senza chiamata nominale o voto elettronico, ovvero effettuato con una procedura che in sostanza impedisce qualsiasi verifica, come si può facilmente constatare guardandosi il filmato della votazione . Ci crediamo volentieri a quello che dice Barbara Spinelli, tanto più che gli unici due due europarlamentari della GUE visibili nel filmato (Gabriele Zimmer e Dimitrios Papadimoulis) votano in effetti contro la mozione.

La cosa che bisogna aggiungere, però, è che non è proprio vero che le differenze all’interno dei gruppi parlamentari sui singoli emendamenti sono così comuni. Il tasso di lealtà dell’insieme dell’Europarlamento al gruppo di riferimento sulle 12 votazioni degli emendamenti (quelle che hanno un riscontro numerico verificabile) è andato dal 91% a 95%. Il tasso di lealtà del gruppo GUE in alcune votazioni è stato inferiore al 50%, e questo su emendamenti presentati dal gruppo stesso!
Chi ha voglia può scaricarsi qui gli emendamenti e andare a controllare qui: o sullo stesso votewatch i risultati delle votazioni nominali. Cercherò di riassumere. L’emendamento 2 chiedeva la fine delle sanzioni alla Russia: è stato votato compattamente dal gruppo e dai tre italiani. Stesso discorso per l’emendamento 3, che chiedeva aperture democratiche al governo Ucraino, l’emendamento 4, che chiedeva una moratoria della vendita di armi, l’emendamento 6, che condannava gli attacchi al partito comunista, e gli emendamenti gemelli 5 e 11 che chiedevano di fermare l’allargamento ad est della NATO (questi però con sei astensioni, un numero francamente inspiegabile). I dolori vengono per gli emendamenti dal 7 al 10. Il 7, che condannava il colpo di stato del Majdan ha registrato 22 dissidenti. L’8, che condannava la natura fascista del nuovo governo ucraino e la sua repressione nel Donbass ha incassato 23 voti contro l’indirizzo del gruppo. 8 dissidenti per l’emendamento 9, che condannava la persecuzione del Partito Comunista Ucraino. Al 10, che chiedeva il ritiro delle truppe governative dal Donbass ed il riconoscimento dello stato di belligeranti ai Novorussi, sono mancati addirittura 24 voti su 44. In tutte le votazioni relative agli emendamenti da 7 a 10 gli italiani si sono divisi: Forenza a favore, Spinelli astenuta, Maltese contro.

C’è poco da fare: se metà del gruppo vota contro gli emendamenti presentati dal gruppo stesso è innegabile che ci sia una spaccatura. I fatti sono chiari: esiste una tenue maggioranza che ritiene la Russia vittima di una aggressione, ed una consistente minoranza che invece continua a menare il can per l’aia con formule tipo “lotta di opposti imperialismi” che spiegano proprio nulla. Detto per inciso: la Spinelli e Maltese fanno parte di questi secondi. Ecco perché la reazione piccata della Spinelli davanti a certe critiche isteriche: coda di paglia.

E allora? E’ tradimento? E’ scandalo? Non direi proprio. Vorrei ricordare un paio di circostanze indigeste ma indiscutibili. La lista Tsipras non è un partito, è un cartello elettorale. Un cartello elettorale in cui Rifondazione Comunista è stata costretta ad entrare perché non aveva i numeri, da sola, per superare la soglia di sbarramento. In Italia i soggetti principali che hanno partecipato alla lista sono stati tre: Rifondazione Comunista, SEL, e sinistra al caviale di Repubblica. Credo che pochi possano contestare l’ipotesi che ciascuno dei tre abbia contribuito circa in pari misura al successo finale. Poi, nella lotteria dei seggi, le pecorelle di Repubblica si sono pappate SEL, mentre Rifondazione ha mandato a Strasburgo la brava Eleonora.

Quali erano le posizioni di queste formazioni durante le elezioni? Mi ricordo che al tempo il casino del Majdan era appena scoppiato e tutti noi amici della Russia scrutavamo come dei sacerdoti etruschi il volo dei vari uccelli di sinistra per capire se andavano ad ovest o ad est. Ebbene, le posizioni erano facilmente riconoscibili: i comunisti (anche i comunisti italiani, che poi sono stati opportunamente gambizzati al momento di indicare le candidature) andavano ad est, alcuni di SEL ad ovest, gli altri di SEL e quelli di Repubblica si barcamenavano. Tutti cercavano, per quanto possibile, e con rare, meritorie, eccezioni, di eludere un argomento che sapevano profondamente divisivo.

Quindi, quale sarebbe l’inganno? Il tradimento? Oserei dire che il tradimento vi sarebbe stato se Curzio Maltese avesse prima raccolto i voti dei salottieri di Repubblica e poi avesse votato per definire nazista il regime di Kiev e intimargli di abbandonare il Donbass! Il tradimento ci sarebbe stato anche, all’opposto, se Eleonora Forenza, del partito che sostengo, avesse votato contro la mozione. Ma non è successo e gliene sono grato.

I cartelli elettorali funzionano così: gente diversa si unisce per superare le soglie, trarre reciproci vantaggi politici e continuare ad esprimere la propria linea politica.

Qual è allora la conclusione? La conclusione è che il Parlamento Europeo ha una maggioranza di oltre quattro quinti a favore della guerra alla Russia. Che, mentre tanti altri se ne vanno a Mosca a fare le passerelle sperando (a mio avviso invano) di tornare con un piatto di lenticchie, mentre tutti i media parlano di internazionali nere e compagnia bella, l’unico gruppo parlamentare europeo che, attraverso la sua componente comunista, continua a resistere alle spinte verso la guerra, è il GUE. Come è stato notato, il GUE ha dato un contributo fondamentale, negli anni, al dialogo Euro Russo.  Poi, certo, il GUE è un gruppo eterogeneo, in cui esiste una forte componente non comunista o addirittura anticomunista, atlantista e russofoba. E’ inutile (e controproducente) nasconderlo.

Ma lo sappiamo, siamo gente adulta, abbiamo presente vantaggi e svantaggi di vivere in casa con questi coinquilini. E’ un buon motivo per andare a vivere altrove? Non mi pare. Il modo migliore per cambiare le cose è cercare di sostenere, all’interno di quella realtà, chi la pensa come noi. L’abbiamo sempre saputo: Maltese e la Spinelli non amano la Russia. E’ una realtà sgradevole, non un tradimento. Altre case per noi non esistono: cerchiamo, se possiamo, di cambiare gli inquilini che non ci piacciono.

Annunci

Un pensiero su “Spinelli e l’Ucraina: accuse isteriche e code di paglia

  1. Grazie per l’informazione che hai dato su come hanno votato gli eletti della Lista Tspipras e del GUE e per il lavoro che svolgi con il tuo sito.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...