La Russia abbandona il petrodollaro

LE ANALISI

Invece di reinvestire i petrodollari in beni denominati U.S.A, ora li scambia velocemente in rubli da spendere in patria.

-L’esportazione dei petrodollari sarà negativa nel 2014 per la prima volta in 18 anni

Indietro, a Novembre, prima che molti capissero come era serio il collasso del greggio (e lo diventerà, con le sue massicce implicazioni), scrivemmo “Come il petrodollaro morì dolcemente e nessuno se ne accorse”, poiché per la prima volta, in almeno due decadi, i paesi esportatori di energia potrebbero ritirare i loro “petrodollari” dal mercato mondiale nel 2015.

Questa morte empirica del Petrodollaro è avvenuta dopo anni fortunati per gli esportatori di petrolio quali Russia, Angola, Arabia Saudita e Nigeria. Molti di quei soldi furono dirottati verso i mercati finanziari, aiutando il crescere dei prezzi dei patrimoni e mantenendo il costo dei prestiti bassi, attraverso il cosiddetto riciclo del petrodollaro.

Aggiungemmo che nel 2014 ”i produttori di petrolio importeranno effettivamente capitale per l’ammontare di 7.6 miliardi di dollari. In comparazione, hanno esportato 60 miliardi di dollari nel 2013 e 248 miliardi nel 2012, secondo il seguente grafico basato sui calcoli della BNP Paribas”

petrodollaro2Il problema fu generato dal suo stesso ciclo positivo di ritorno: come le ultime settimane hanno vividamente dimostrato, la caduta del petrolio ha portato ad una ulteriore liquidazione delle riserve estere per gli esportatori che si affrettarono a preservare i loro beni, generando una maggior caduta dello stesso appena i produttori si affrettarono ad estrarre quanto più greggio possibile, in una corsa per buttare fuori mercato il produttore più debole e schiacciare la produzione marginale. Chiamala Teoria del Gioco impazzita e steroizzata.

Ironicamente, quando il prezzo del greggio iniziò la sua caduta auto-rinforzante, questa morte poteva avvenire sia che i partecipanti al petrodollaro lo volessero, o come potrebbe essere il caso, erano spinti, scalciando e urlando, nel mattatoio.

E’ l’ultima condizione che sembra sia avvenuta con un paese, che molti pensavano che inizialmente avrebbe fatto tutto ciò che era in suo potere per uscire dal Petrodollaro amichevolmente e il cui divorzio è diventato velocemente un affare incasinato, con un sacco di urla e botte di artiglieria occasionali.

Come riportato da Bloomberg la Russia “può liberare i suoi 88 miliardi di Fondi di Riserva e convertire parte dei suoi fondi esteri in rubli, l’ultimo tentativo del governo per sostenere un’economia che veleggia verso il peggior crollo dal 2009.

Questi sono dollari che la Russia avrebbe altrimenti riciclato in patrimoni denominati in US. Invece la Russia comprerà ancora più rubli e utilizzerà i ricavi per scopi di stabilizzazione e per FX.

“Insieme alla Banca Centrale, stiamo vendendo parti delle nostre riserve di valuta estera “ha detto il ministro delle finanze Anton Siluanov, a Mosca oggi.

“Compreremo rubli e li metteremo a disposizione delle banche, fornendo liquidità all’economia”

Chiamalo un divorzio poco amichevole, chiamalo come ti pare: quel che è, è che la Russia sta violentemente abbandonando le fila di quei paesi che scambiano greggio per la carta straccia degli Stati Uniti.

Di più:

La Russia potrebbe convertire fino a 500 miliardi di rubli da uno dei due fondi sovrani governativi per sostenere la moneta nazionale, ha detto Siluanov, osservando che il rublo è “sottovalutato”. Il Ministro delle Finanze ha iniziato l’altro mese a vendere la rimanente valuta estera dei conti correnti del Tesoro.

Tutti i 500 miliardi di rubli o parte dell’ammontare sarà convertito a Gennaio-Febbraio attraverso la Banca Centrale, secondo il Vice commissario alle Finanze Alexey Moiseev. La Banca di Russia determinerà tempo e metodo dell’operazione.

Il rublo, la seconda peggior moneta dell’anno scorso, si è indebolita per il quarto giorno consecutivo, perdendo l’1,3% a 66.0775 contro il dollaro alle 3.21 p.m. a Mosca. Il rublo ha innescato un calo fino al 2% dopo i commenti di Siluanov. La continua caduta del rublo quest’anno sottolinea la fragilità delle misure di coordinamento del governo Russo e la Banca Centrale che ha diretto il recupero del rublo da un minimo livello record giornaliero di 80.10 del Dic. 16. A, OAO Gazprom e altri quattro esportatori controllati dallo stato, è stato ordinato di ridurre il deposito della valuta estera al 1 di Marzo 1 al livello non più altro di quello che era il 1 Ottobre. La banca centrale ha pensato di facilitare, per le banche, l’accesso a dollari ed euro mentre aumentava il suo tasso di interesse al 17%, il livello di emergenza introdotto il mese scorso per arrestare il collasso del rublo.

L’annuncio di oggi “è visto come supporto al rublo, insieme con la vendita guidata dallo stato, dagli esportatori, dovrebbe sostenere la fornitura di FX nel mercato” ha detto, per e-mail, Dmitry Polevoy, capo economista per la Russia e per la Comunità degli Stati Indipendenti al ING Groep NV di Mosca. “Inoltre, sarà di utilità per le banche, mentre potrebbero esserci alcuni effetti negativi relativi alla fornitura di extra moneta e rischi nell’usare parte del denaro sul mercato FX per le speculazioni a corto termine.

Il timoroso sommario di Bloomberg sull’economia degli Stati Uniti è generalmente esatto e bisogna aspettarselo quando una nazione alla fine abbandona, volontariamente o in altro modo, lo strangolamento della riserva globale. Quel che Bloomberg ha fallito di considerare è cosa succede al rimanente mondo del Petrodollaro. Ecco quel che ha detto l’ultima volta;

Al di fuori dell’impatto economico domestico dentro l’EM dovuto allo shock della discesa del petrolio, noi crediamo che le implicazioni per la liquidità del mercato finanziario per via della riduzione del riciclo dei petrodollari non deve essere sottostimato. Poiché gli esportatori di energia non investono pienamente i loro introiti ed effettivamente “salvano” una porzione considerevole delle loro entrate, questi fondi in surplus trovano la strada nei depositi delle banche (alimentando il mercato del prestito) così come nei mercati finanziari ed altri beni. Questo capitale ha aiutato a rifinanziare il debito tra gli importatori, aiutando ad incrementare la crescita generale ed anche altre condizioni di liquidità del mercato finanziario.

“Quest’anno, ci aspettiamo che l’incremento della liquidità tipicamente recuperato da questo flusso di riciclaggio sarà marcatamente ridotto, stimando che il flusso diretto e altri capitali provenienti dagli esportatori di energia sarà ridotto di 253 miliardi di USD. Naturalmente, queste economie ricevono anche capitale in entrata, così al netto, il capitale addizionale da recuperare all’esterno è molto più basso.

Quest’anno ci aspettiamo che il flusso netto di capitale sarà negativo per EM, che rappresenta il primo riflusso netto di capitale (USD8mil.) per la prima volta in diciotto anni, paragonato ai 60 miliardi di USD dell’altro anno, anch’esso più basso di 248 miliardi di USD del 2012. Il declino notato fin dal 2006 non riflette solo condizioni differenti, ma anche la propensione degli esportatori nel cominciare ad investire il capitale in patria invece di risparmiarlo. L’implicazione per la liquidità dei mercati finanziari -per non menzionare la pressione al ribasso dei buoni del Tesoro- è negativa.

Considerando le violente e selvagge mosse che abbiamo visto finora nel mercato che conferma come sia bassa la liquidità rimasta nel mercato, e naturalmente, il collasso assoluto del Buoni del tesoro, con un record minimo negli ultimi 30 anni, questa previsione è andata a finire precisamente come ci si aspettava.

Ed ora, ci aspettiamo di vedere quale altro paese seguirà la Russia fuori dalla rete del Petrodollaro e quale impatto avrà sulle riserve valutarie mondiali, sui tassi del Tesoro degli U.S.A e sui beni più finanziarizzati come il grafico dimostra…..

petrodollaro

…ma la cosa più importante è la crescita, dappertutto, di pianificatori centrali del mondo sviluppato: il livello dei prezzi dei beni e in modo specifico cosa succede quando i venditori si sviluppano in quello che sta prendendo forma come il mercato con la peggiore illiquidità della storia.

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Traduzione a cura di Stanislao per vineyardsaker.it/Volti Del Donbass
Articolo apparso sul sito Russia Insider il 15 Gennaio 2015

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