LA SITUAZIONE MILITARE

– Stefano Orsi –

Bollettino 107 [15 febbraio 2015] Sul Fronte sud – Mariupol alle ore 15.35 locali, ancora si combatte a Schyrokino. Le forze novorusse braccano il battaglione Azov che arretra pur coperto dalle artiglierie. Si combatte casa per casa.  L’avanzata lungo la TO519 potrebbe aver permesso ai novorussi di riconquistare Kominternovo, una località strategica che consente il controllo su di un’ampia fetta di territorio. La tregua regge salendo verso nord, ed è importante che a Styla le difese novorusse abbiano respinto tutti gli attacchi di questi giorni (condotti con carri armati e blindati). Si è combattuta una vera e propria di mezzi corrazzati, a cui è seguito un assalto della fanteria con copertura di bombardamenti di artiglieria e missili grad. Styla è in una posizione strategica, e prenderla avrebbe messo in una posizione di vantaggio gli ucraini. Intorno a Donetsk alle ore 12.30 locali colpi di artiglieria ucraini sono caduti sul quartiere di Trudovskoi, danneggiando delle abitazioni private. Nessun combattimento segnalato su questo fronte. A Gorlovka il cessate il fuoco regge, dopo un pesante bombardamento protrattosi fino alle 3.00 locali.
Nella Sacca di Debaltsevo la situazione è complessa: leggo di combattimenti ancora in corso a Debaltsevo e anche al centro della sacca, ma è difficile trovarne conferme. Potrebbero essere ancora in corso tentativi di rompere l’accerchiamento, da parte di Kiev. Sono però segnalate anche avanzate in Debaltsevo lungo la ferrovia da parte delle truppe novorusse. Di sicuro in questo settore il cessate il fuoco sarà di difficile applicazione.

Bollettino n.108 [16 febbraio 2015] Nella sacca di Debaltsevo i soldati della 101° divisione ucraina si stavano arrendendo in massa, per la scarsità di munizioni e viveri. Sono segnalati movimenti di diverse unità novorusse verso la città di Debaltsevo: arrivano bollettini di pesanti combattimenti in avanzata. Fra i resoconti, quelli del magnifico Graham Phillips, che segue le truppe novorusse fin sulla linea del fuoco (video 1, video 2, video 3, video 4, video 5, video 6). Notare bene: si vede il presidente Zaharchenko a Debaltsevo! Durante le operazioni in Debaltsevo sono state tratte in salvo dalla Brigata “Prizraki” di Alexei Most 130 persone bloccate nella zona dei combattimenti. Alcune di queste persone avrebbero riferito della presenza, nelle file ucraine, di mercenari stranieri. La divisione della Guardia Nazionale Cosacca riferisce che le operazioni di avanzata stanno procedendo speditamente e senza incontrare troppa resistenza: asseriscono anche di avere il quasi totale controllo della città. In questo video il giornalista di Life news si trova nello scalo merci, completamente libero da forze ucraine: il fronte è oltre il centro cittadino e intervista in esclusiva al premier Zakharchenko presente in loco. Possiamo quindi affermare sulla base di molteplici testimonianze che l’avanzata novorussa sta giungendo alla conquista di gran parte della città, con grande velocità e determinazione: forse questi i veri ingredienti della sicura vittoria.

Bollettino n.109 [17 febbraio 2015] Nella sacca di Debaltsevo l‘avanzata all’interno della città ha avuto pieno successo: solo una piccola porzione resta sotto occupazione ucraina. La Prima divisione della Guardia Nazionale Cosacca ha compiuto un capolavoro di coraggio , determinazione ed ardimento, avanzando in terreno urbano: una delle sfide più impegnative per un soldato. Aumentano le testimonianze ucraine sulla situazione difficile, forse insostenibile, per la mancanza di rifornimenti, munizioni e vettovaglie, di cui soffrono le truppe chiuse nella morsa novorussa. Nella notte, una colonna dell’esercito di Kiev ha tentando di fuggire giocandosi il tutto per tutto sulla “strada della morte”: combattimenti sono in corso a Logvinova e a Nyzhnje Lozove. Altre truppe ucraine stanno convergendo da Myronoskaia verso la sacca per cercare di rompere l’accerchiamento e garantire una via di fuga a chi dovesse riuscire a passare lo sbarramento di fuoco. Gli uomini di Donetsk e Lugansk trovano molti carri armati e blindati abbandonati per mancanza di carburante o munizioni, che ne rendono l’utilizzo inutile o impossibile per le truppe ucraine (video 1, video 2In questo video si può ammirare la preparazione di un drone da osservazione usato dalle truppe novorusse per individuare le posizioni nemiche e la loro disposizione tattica. Il bollettino del ministero della difesa di Lugansk, 4° brigata Kamaz, afferma che l’anello delle difese ucraine si restringe man mano che gli attacchi si susseguono, perdono terreno inesorabilmente. Non è esclusa una resa incondizionata a breve delle truppe ucraine ancora posizionate in città. Ultim’ora: Sul Fronte di Donetsk, il comandante Givi avvisa che fanteria ucraina muove contro le postazioni novorusse a Pesky, a ovest di Donetsk: le truppe a difesa della città rispondono al fuoco.

Bollettino n. 110 [secondo aggiornamento del 17 febbraio 2015] Nella sacca di Debaltsevo sono proseguiti i successi ottenuti sul campo di battaglia dall’esercito novorusso. Sul fronte sud della Sacca di Debaltsevo, sono ora date per acquisite totalmente tutte le località presenti nello scacchiere: Maloorlovka, shevchenko, Poltavskaya, Novorlovka. Si combatte a Bulavins’ke e Pol’ove. Acquisite poco più a nord Khrasny Pakhar e Hrozne. Nella città di Debaltsevo prosegue inarrestabile l’avanzata dei Cosacchi e delle altre unità combattenti di Novorussia. Sarebbero ormai arrivati quasi al quartier generale ucraino.

Bollettino n. 111 [aggiornamento 18 febbraio 2015] Nella sacca di Debaltsevo diventa sempre più difficile seguire il ritmo delle notizie che arrivano. E’ molto confortante che molti reparti ucraini si stiano arrendendo: si salvano loro e vanno a casa evitando che si sparga altro inutile sangue. I fronti stanno collassando sui pochi reparti ucraini che ancora combattono nella sacca. In queste ore è possibile che le unità ancora operative ad Olenovka, Bulavins’ke, Olhovatka, Ilinke e anche quelle asserragliate nella roccaforte di Olkovatka tentino di ricongiungersi al grosso delle truppe in Debaltsevo, e da li tentare una fuga lungo la M03 durante la notte. Siamo probabilmente alla fine della sacca che fu il “Saliente di Debaltsevo”: sono mesi che ne scrivo. Si trattava di una spina nel fianco del fronte novorusso, ora gli uomini di Poroshenko stanno abbandonando le armi nei campi con casse intere di munizioni, lasciandosi alle spalle carri armati e blindati senza munizioni o carburante. La resa di Debaltsevo significa che il Donbass ha diritto al suo posto al sole, alla sua indipendenza da un governo che non si è fatto scrupoli di ordinare il bombardamento e l’uccisione di migliaia di civili innocenti. Scappano adesso, quelli che prima furono tanto coraggiosi dietro i cannoni, distanti chilometri dalle loro vittime. Ma torniamo alla nostra cronaca:  come ho detto sono segnalati in movimento molti reparti che erano posizionati nella zona centrale della sacca. Il fronte sud è già crollato e poco tempo rimane loro per tentare di ricongiungersi al grosso delle forze e tentare uno sfondamento. Ancora resistono a Pol’ove, che ora è il punto più a sud della sacca.

I reparti del Battaglione Donbass (Guardia Nazionale, volontari reclutati tra le milizie neonaziste e mercenari stranieri) tentano di organizzare una qualche resistenzam a Debaltsevo, ma ormai controllano meno di un quarto della città. Per loro potrebbe non esserci la garanzia di un salvacondotto per casa in cambio della resa: troppe pare ne abbiano combinate quando pensavano d avere la vittoria in tasca questa estate. Nei bollettini di ieri ho fatto notare la presenza del presidente Zaharchenko a Debaltsevo. la notizia è già di dominio pubblico ma lo ripeto, per completezza: è stato ferito ad una gamba da un proiettile: nulla di grave. Per ora è ricoverato in ospedale, ma si riprenderà presto.
Diversi comunicati diffusi parlano di confusione ed assenza di ordini dal comando ucraino, il senso di abbandono ha minato il morale dei soldati di Kiev ed ecco perché si arrendono in così gran numero di fronte alle truppe novorusse. La confusione è dilagata nel momento in cui le truppe della VSN sono penetrate conquistando il centro comando e comunicazioni ucraino nel centro della città. Poche notizie giungono da Chernukin ove probabilmente sono in corso trattative.  Possiamo a buon titolo dire di avere assistito alla “Pugna cannensis” dell’esercito ucraino, solo che dopo non avranno ne lo spirito combattivo che animò gli antichi romani ne tanto meno uno Scipione Africano a guidarli per la rivincita. Se dovessi paragonare questi drammatici eventi ad un altro fatto storico militare, troverei senza dubbio indicato l’esempio di Dien Bien Fu. Chiudiamo con un dato: nell’ultimo mese pare che l’esercito ucraino abbia perso più di 3.000 uomini.

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Bollettino 112 [secondo aggiornamento del 18 febbraio 2015] E’ iniziata la rotta delle truppe ucraine a Debaltsevo. I più fortunati a bordo di mezzi o blindati, gli altri con mezzi di fortuna chi a piedi, cercano scampo lungo la striscia di territorio che corre intorno alla M03. Si tratta di un percorso di circa 6 Km: ci sono battaglie in corso in questo momento nei pressi del fortino di quota 303, poco prima di Logvinov. Una colonna di corazzati e blindati è stata fermata poco prima di Nyzhnje Lozove. Non so se riusciranno a passare, ma poco importa, le dimensioni della disfatta dell’esercito di Kiev sono immense. Le loro basi nel sud della sacca , come Alexandrovk, sono già acquisite dalle milizie, chi è rimasto si è arreso in massa. Ora si attende la resa di Chernukin e di chi è rimasto in Debaltsevo. Si stanno arrendendo anche a Polo’ve, Kamyanka, Danilovo e Olhovatka. La bandiera novorussa sventola su Debaltsevo.

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4 pensieri su “Situazione Militare 18 febbraio 2015 [3 giorni dopo la tregua di Minsk]

  1. Speriamo che questa brutta storia finisca presto e che la gente del nord-ovest apra gli occhi e si ribelli a questa razza di corrotti, traditori e incompetenti che hanno lasciato salire al potere. Se cosi fosse allora potrebbe essere possibile anche la riconciliazione.

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  2. KIEV – 19 FEB – Un’impiegata di una scuola e’ morta in seguito all’esplosione di un mortaio nel villaggio Ripki, nella regione ucraina di Chernihiv, a 150 km a nord da Kiev. Lo comunica il Servizio statale delle emergenze ucraino. L’arma era stata portata in dono al museo scolastico da un uomo di 53 anni recentemente tornato dalla zona del conflitto militare nel Donbas. La vittima, di 34 anni, e’ morta in seguito all’esplosione, altre due impiegate della scuola sono rimaste ferite. Illesi invece gli alunni. L’incidente e’ successo ieri.(ANSA).

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  3. Lo dico qui perché mi sembra il sito di supporto Italiano x” La prospettiva del falco”e poi non so a chi dirlo di competenza,x cui….
    Vorrei sapere perché é sparito ancora una volta il sito di cui sopra,come era già successo alcuni giorni fa,era poi ricomparso sotto un altro server,mi pare.
    Comunque,qualcuno più informato di me potrebbe farmi sapere se si tratta di un disguido tecnico,oppure come penso io sia una censura da parte di qualcuno”interessato” a spegnere una voce “fuori dal coro”della propaganda occidentale?
    Aspetto notizie dettagliate,grazie!
    un saluto
    Alexfaro

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    1. I rapporti fra Volti del Donbass e Saker Italia sono illustrati qui: https://voltideldonbass.wordpress.com/2015/02/03/vineyard-saker-volti-del-donbass-gruppi-pagine-un-po-di-ordine-e-qualche-spiegazione/
      I problemi di Saker Italia sono stati causati, per quanto ne so, dal fatto che la Comunità Mondiale Saker è una comunità di volontari le cui visioni possono coincidere o divergere a seconda dei casi. Circa un mese fa è nata una divergenza con un gruppo di membri che avevano incarichi tecnici importanti, e che hanno fatto il possibile per utilizzare la fiducia che gli era stata concessa per danneggiare la comunità. Il sito Italiano è rimasto coinvolto in questa vicenda. Oggi i problemi appaiono risolti. Non sappiamo (e forse non sapremo mai) se queste divergenze fossero spontanee o in qualche modo “indotte dall’esterno”.

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