LE ANALISI

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In breve, sul tema dell’ “illuminazione”.

Già in dicembre scrissi che sia l’Ucraina che la Novorussia sarebbero bene o male riuscite a superare l’inverno. E’ stata dura, la tendenza al collasso si è incrementata, ci sono stati diversi morti per fame sui territori delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk, ma nel complesso il collasso socio economico delle Repubbliche è stato evitato. Anche il collasso della Giunta, che alcuni propagandisti si attendono dall’autunno scorso, non si è verificato.

Il sostegno da parte della Russia alla Novorussia e quello dell’occidente alla Giunta impediscono che la situazione precipiti in una catastrofe incontrollata. Comunque, nel complesso, non c’è ombra di segnali positivi per la situazione sia in Ucraina che in Novorussia. La distruzione delle infrastrutture di supporto vitale nel territorio della Novorussia e il collasso economico dell’Ucraina precipitano le masse nella miseria. La prima vittima è la ex “classe media” ucraina che ora infoltisce i ranghi dei poveri.

A confronto della situazione odierna, ai tempi di Yanukich la gente stava abbastanza bene. Ovviamente quelli che oggi sono afflitti dalle conseguenze del colpo di stato (cui vanno aggiunti quelli colpiti dalla guerra civile) iniziano a sperimentare sulla propria pelle gli effetti del cambiamento. E’ un esempio brillante del destino cinico e baro che bussa alla porta dell’uomo della strada. In Donbass il problema principale non consiste nemmeno nel fatto che non ci sono soldi per pagare il riscaldamento (anche se esiste questo aspetto) ma piuttosto nel fatto che le centrali termiche sono state danneggiate dai grad. In Ucraina, invece, il problema principale consiste nell’impennata delle tariffe, che tendono a raggiungere gli “standard europei” mentre il salari rimangono sugli “standard ucraini”. In definitiva una parte della classe media affonda nella palude della povertà.

Oggi passano in secondo piano le svariate fole tipo “libertà di circolazione in Europa”, le “mutande di pizzo”, la “moralità del potere” e ci si preoccupa di questioni più terra terra connesse con la mancanza di soldi per comprare da mangiare e per i servizi essenziali. Se per quanto riguarda il Donbass i problemi principali hanno a che vedere con la guerra, che sta distruggendo le fondamenta stesse del normale funzionamento di una società, quello che succede in Ucraina ha più a che vedere con la Grecia dopo il collasso economico, quando grandi masse di persone sono state spinte da una sfera economica di facile accesso al credito in una condizione di povertà. In seguito arrivò un’altra bella tosata grazie alle riforme di cannibalismo economico del Fondo Monetario Internazionale, che sono già scritte nel futuro dell’Ucraina.

E’ proprio questo bussare alla porta dell’economia di tutti i bravi cittadini che “la situazione del paese non mi riguarda” che ci lascia speranze. Speranze che la massa della popolazione recuperi l’intelletto, almeno sul medio termine. Anche ai Greci sono serviti diversi anni per capire la profondità della latrina socio-economica in cui erano finiti, e quindi non farei troppo affidamento su di una rapida “illuminazione” di una società totalmente psicotica come quella ucraina. Il processo di “illuminazione” sarà lungo e doloroso.

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