ATTUALITA’

Durante un colloquio con il Presidente della Romania Klaus Werner Johannis, Petro Poroshenko ha annunciato una iniziativa congiunta dei due governi per cancellare la Repubblica Moldava di Pridnestrove: “Abbiamo deciso di coordinare le nostre azioni sulla Transnistria” ha detto Poroshenko “al fine di contribuire a sbloccare il conflitto e per aiutare lo stato sovrano della Moldavia a ripristinare la sua integrità territoriale reintegrando la regione della Moldovia oltre il Dnester”. Si ricorda che centinaia di mezzi NATO si trovano attualmente in Romania  nell’ambito di una esercitazione che vede impegnate anche unità navali nel Mar Nero, e che la Transnistria è presidiata da una guarnigione di circa 2.000 soldati russi.

Contemporaneamente il Consiglio Supremo (Parlamento Ucraino) ha dato esecuzione al punto 4 degli accordi di Minsk II, che prevede:

1. Il primo giorno dopo il ritiro [delle artiglierie] incomincerà una dialogo sulle modalità di condurre elezioni locali in accordo con la Legge dell’Ucraina “Sull’Ordine temporaneo di Autogoverno Locale in Particolari Distretti degli Oblast di Donetsk e Lugansk”, e sul futuro di questi distretti, basato sulla legge sopra citata.

Senza ritardi, e non oltre 30 giorni dalla data di sottoscrizione di questo documenti [11 febbraio 2015], deve essere approvata dal Consiglio Supremo d’Ucraina una risoluzione che indichi il territorio soggetto al regime speciale in accordo con la Legge  “Sull’Ordine temporaneo di Autogoverno Locale in Particolari Distretti degli Oblast di Donetsk e Lugansk” sulla falsariga della linea tracciata dal Momorandum di Minsk del 19 settembre 2014.

Già sabato scorso il Rappresentante della Repubblica di Donetsk Denis Pushilin aveva fatto presente che il termine ultimo era spirato chiedendo formalmente spiegazioni. Nella giornata di ieri, poi, sono circolate indiscrezioni secondo cui la risoluzione di cui al secondo comma era stata presentata, ma con una modifica al testo della Legge, che rinviava la sua attuazione a dopo la celebrazione delle elezioni ai sensi della legislazione ucraina. Le autorità di Donetsk avevano formalmente preso posizione contro questa variante:  “L’adozione modifiche alla legge sullo statuto speciale da parte della Rada sarebbe un punto di non ritorno agli accordi Minsk in quanto tali. Gli accordi di Minsk non prevedono la modifica della legge sullo status di Donbass.” Aveva annunciato Pushilin, aggiungendo che qualsiasi modifica avrebbe di fatto cessato la validità degli accordi di Minsk.

Oggi è arrivata la conferma: il Consiglio Supremo ha approvato la risoluzione ma con una modifica sostanziale, ovvero rinviando l’entrata in vigore della legge a dopo la celebrazione delle elezioni.

In risposta il Presidente Zakharchenko ha dichiarato che Kiev “sta facendo tutto il possibile per riprendere la guerra” e che “è necessario riprendere il controllo delle città ove l’anno passato si svolse il referendum sull’indipendenza”. (Marco Bordoni)

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