– Ilio Barontini –

Psicodramma a Kiev: il settimanale di moda Elle esce con una copertina dell’attrice Michelle Williams che indossa un abito con colori arancio nero (quelli, per intenderci, del nastro di San Giorgio, insegna del patriottismo nel mondo russo). Di bene in meglio: a quanto pare le strade di Kiev sono tappezzate della pubblicità del giornale. Scoppia la polemica. Nella gara a chi si rende più ridicolo l’ex deputato del partito Bat’kovshina, Alexander Briginets si aggiudica la palma chiedendosi su Facebook, se può essere “un caso” che la copertina del giornale sia uscita proprio a maggio (in corrispondenza dei festeggiamenti per la vittoria nella seconda guerra mondiale). Ovviamente no! Argomenta il sagace politico: c’è dietro sicuramente… l’oro di Putin! Intanto a Kiev monta la paranoia sui festeggiamenti.

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Il problema è il seguente: come si fa a celebrare la vittoria delle armi ucraine nella Grande Guerra Patriottica contro il nazismo e nello stesso tempo spiegare alla gente che in quella guerra l’Ucraina (come la Germania) è stata invasa dall’Unione Sovietica sotto il cui giogo ha poi vissuto fino al 1991?

Seguono delle contorsioni politiche da finale olimpica: il Premier Arkadj Iazenyk dice che il 9 maggio bisogna festeggiare non con il nastro di San Giorgio, ma con dei garofani rossi,  che sono “simboli europei” (si potrebbe obiettare che anche il cartello stradale di dare la precedenza è un “simbolo europeo”, ma questo non ne fa una buona insegna per celebrare la sconfitta della Germania nazista).

Leggerissimamente in confusione anche l’amministrazione presidenziale che, secondo il blog Colonel Cassad, dirama le istruzioni per i media, su cosa bisogna dire nel “Giorno della Vittoria”. In primo luogo, osservano gli uomini di  Poroshenko, non è corretta l’espressione “Grande Guerra Patriottica” (nella loro testa è una cosa da Russi), dovendosi preferire “Seconda Guerra Mondiale”.

In secondo luogo bisogna sottolineare che quel conflitto (come universalmente noto) si è concluso con una grande vittoria ucraina. Il tema della “vittoria ucraina” deve poi permettere ai commentatori di fare passare in secondo piano i fatti (dopo tutto trascurabili …) del 1941 – 45, e di osservare che il 9 maggio è si la festa della vittoria, ma non con riferimento ad un evento specifico, bensì in generale, in astratto: in sostanza è il giorno di tutte le vittorie che il popolo ucraino ha raccolto nei secoli sui campi di battaglia di tutto il mondo.

Terzo: bisogna insistere più possibile sul fatto che oggi Hitler è Putin, in modo da trasmettere il concetto che in sostanza, non solo l’Ucraina ha vinto da sola la guerra, ma che la Russia l’ha pure persa.

Infine l’esercito di Bandera (macchiatosi di estesi massacri contro ebrei, polacchi e partigiani) dovrà essere descritto come un movimento anti nazista, che ha contribuito alla vittoria sulla Germania alla pari degli altri movimenti di resistenza europei.

Questo nove maggio, quindi, osserva Colonel Cassad, si prepara a Kiev un curioso esperimento: “i fascisti celebreranno la vittoria sul fascismo”. Uno spettacolo imperdibile.

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Un pensiero su “9 maggio a Kiev: si annuncia uno spettacolo imperdibile

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