Vita per la vittoria

Invitiamo i nostri lettori a guardare questo breve clip che riteniamo estremamente interessante. La visione è comprensibile anche agli italiani senza bisogno di sottotitoli, essendo il senso generale del tutto immediato. Le considerazioni che intendiamo proporvi sono due:

Primo: questo video testimonia lo stato dell’arte del percorso di avanzamento della riabilitazione della figura di Stalin, rivisitato non come capo comunista, ma come condottiero del popolo russo nel suo sforzo bellico contro il nazismo. Questa rivisitazione viene condotta nel contesto di una operazione di unificazione ideologica delle varie stagioni della storia russa, ora ricondotte in maniera coerente in un’unica rappresentazione uniforme. Se si tiene conto del punto di partenza (espresso dalla ricorrenza del 12 giugno, la “festa della Russia”, che originariamente veniva proposta quale “festa di indipendenza” della Federazione Russa …. dall’Unione Sovietica!) si rimane colpiti dalla velocità e dalla consequenzialità con cui questo processo è stato portato a termine.

Secondo: Tutto il video è costruito su paralleli fra il passato ed il presente. La voce dell’annuncio dell’attacco tedesco nel 1941 è accostata a quella dell’annunciatore che presentava i mezzi sulla Piazza Rossa nella parata di ieri. Il discorso di Putin e un discorso di Stalin sono ugualmente avvicinati senza soluzione di continuità. Le devastazioni della seconda guerra mondiale si fondono, attraverso spezzoni di riprese originali e film storici a colori, con la cronaca della guerra nel Donbass. La figura di Zhukov è  proposta in palese raffronto a quella di Shoigu, creando un corto circuito semantico immediatamente decodificabile dal pubblico.

In conclusione: attraverso una suggestiva sovrapposizione fra gli eventi della seconda guerra mondiale e la cronaca di oggi viene proposta l’idea che ora come allora il paese si trova in uno stato di emergenza derivato da una aggressione esterna. E’ una idea che ovviamente trova giustificazione nella cronaca e che sta permeando velocemente la società russa. Nei giochi dei paralleli manca l’ultimo tassello, che è l’identificazione del nemico. Anche se è palese una allusione implicita all’occidente, il riferimento non viene esplicitato.

Speriamo che questo ultimo tassello non venga mai inserito e che questa omissione non venga colmata. Perché il giorno in cui questo dovesse accadere ci troveremmo tutti in una posizione assai scomoda. (Marco Bordoni)

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