Le autorità di Alessandria alle celebrazioni del 9 maggio a Rjazanh

Non è facile trovare in altre persone corrispondenza di passioni politiche o culturali. I social media in questo aiutano molto, e il gruppo che gravita attorno a Saker Italia e Volti del Donbass  ne offre testimonianza.  Visto che, comunque, si tratta sempre di occasioni molto rare, è stato bello per me conoscere Fabio Camillo ed approfondire l’amicizia iniziata qualche anno fa durante una campagna elettorale e cementata poi con lo scoprire che nutrivamo la medesima visione della storia e passione politica. Fabio è molto legato al mondo russo , avendo la fortuna di parlare la lingua ed aver compiuto anche degli studi a San Pietroburgo (cosa che gli invidio davvero molto). E’ una persona di grande cultura ed educazione e questo nell’Italia di oggi non è sicuramente cosa da poco. Ho accolto con grande piacere la notizia che una importante delegazione cittadina di Alessandria si sarebbe recata a Rjazanh, in Russia, per le celebrazioni del 70° anniversario della vittoria della Grande Guerra Patria e che proprio Fabio avrebbe rappresentato la nostra città facendo le veci del sindaco. Gli ho subito chiesto la disponibilità a scriverci un resoconto che riportasse le sue impressioni sulla sua visita in Russia, sullo spirito con cui i cittadini vivono quell’evento così significativo ed importante, e lui ha accolto immediatamente il mio invito. Devo ammettere che l’entusiasmo e la commozione che hanno accompagnato il suo racconto una volta rientrato, superano la misurata e diplomatica compostezza del resoconto scritto (lo ammette anche lui), ma mantenere il giusto distacco avvalora l’importanza dell’evento e il lustro che ne deriva per la nostra città, rispetto al povero scenario nazionale ed internazionale occidentale che con la loro assenza hanno insultato la memoria del sacrificio di tanti milioni di caduti che hanno consentito di ottenere, a tutti noi, la vittoria sui nazifascisti.A Fabio Camillo e agli altri componenti della delegazione (ricordo che ci sono andati a spese loro, fatto che aggiunge una nota importante sul loro entusiasmo e rispetto per l’evento), va tutta la mia gratitudine e riconoscenza per aver tenuto alta la bandiera della nostra città e anche del nostro Paese. (Stefano Orsi)

– Fabio Camillo –

Tutti i media nazionali italiani hanno rimarcato, in occasione delle celebrazioni del 9 maggio per la Festa della Vittoria sul nazifascismo, l’assenza dei leader occidentali a Mosca. Sorvolando sul merito della scelta di questi ultimi, a mio personale avviso irriconoscente (senza il sacrificio sovietico non ci sarebbe stata Liberazione, né all’Est nè all’Ovest) e sbagliata (i momenti legati alla storia e la memoria credo debbano restare disgiunti dalle contingenze politiche) sottolineo come le relazioni ed i rapporti di amicizia tra i popoli possano andare oltre le scelte dei vertici politici, declinandosi ed arricchendosi anche nei momenti apparentemente più difficili. Un esempio è costituito dalla presenza in Russia della piccola delegazione che da Alessandria si è mossa alla volta di Rjazanh, su invito ufficiale dell’amministrazione locale.

Francobollo sovietico commemorativo di Fedor Poletaev
Francobollo sovietico commemorativo di Fedor Poletaev

Ne hanno fatto parte l’ex Ministro della Salute Renato Balduzzi, l’ex Sindaco di Alessandria Mara Scagni, il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale di Alessandria Fabio Camillo, il Sindaco di Cantalupo Ligure Gian Piero Daglio e due costruttori, i fratelli Boggeri. La ragione della storica amicizia tra i due territori, poi sfociata nel gemellaggio tra il Comune di Cantalupo Ligure e la Municipalità russa di Skopin (nel distretto di Rjazanh), è costituita dalla figura eroica di Fiodor Poletaev, militare decorato tanto dall’Italia (“Medaglia d’oro al Valor Militare”) quanto dalla Russia (“Eroe dell’Unione Sovietica”), nato appunto a Skopin e caduto nel territorio di Cantalupo Ligure durante un’epica battaglia in cui sacrificò consapevolmente la vita per coprire la momentanea ritirata di alcuni compagni partigiani. Da questo momento riferirò fatti ed impressioni in prima persona, partendo dalla calorosa accoglienza riservataci da Fiodor Poletaev, nipote dell’omonimo partigiano (che con noi e la propria famiglia ha festeggiato il proprio compleanno che cade il… 9 maggio!) e dai rappresentanti delle amministrazioni di Rjazanh, passando per il programma che, naturalmente, è ruotato per tre giorni intorno agli eventi organizzati per celebrare la Vittoria nella Grande Guerra Patriottica.

Il cuore dei festeggiamenti è stato costituito dalla Parata che ha visto sfilare nella via centrale della città militari, cadetti, ma anche scuole sportive, studenti e cittadini (la gran parte dei quali esibiva la foto di un proprio parente caduto). Una festa sentita nel più profondo del cuore da tutti i Russi, evidentemente, come testimoniato dalle decine di migliaia (forse anche più!) di persone presenti in strada e nella piazze di Rjazanh. Una festa di tutto il popolo che, e questo colpisce chi è abituato ad organizzare e vivere gli eventi della memoria in Italia, è percepita come momento patriottico e identitario a prescindere dalle appartenenze politiche (le bandiere di “Russia Unita” al Governo e del Partito Comunista all’opposizione erano mescolate sin dalla partenza del corteo), dall’appartenenza etnica e dalla condizione sociale. La Parata è stata grandiosa, ma non meno apprezzabili (ed apprezzati) sono stati i numerosi eventi collegati principalmente di carattere culturale.

La delegazione ha preso parte a diversi momenti di incontro con le autorità russe, dal Governatore alla Presidente del Tribunale distrettuale, passando per la Presidente della Camera di Commercio e l’amministrazione cittadina di Rjazanh e delle municipalità rurali. Nel corso degli incontri si sono avuti saluti e scambi di doni (la generosità russa non si è smentita!), ma anche valutazioni circa la presenza di possibili spazi per lo sviluppo di nuovi rapporti di carattere culturale, educativo e commerciale. Da questi colloqui, l’impressione ricavata da tutti noi è stata di grande apertura e disponibilità alla cooperazione ed aggiungo, personalmente, molto lontana dall’idea di chiusura e di “sciovinismo” diffusa da molti mezzi di informazione nel nostro Paese. Al punto da proporre, da parte russa, la valutazione di progetti che coinvolgano le scuole dei due paesi e possano mettere in contatto i rispettivi studenti, nella speranza di una migliore comprensione reciproca. Non ricordo da parte dei nostri interlocutori discorsi nazionalisti o politicamente ostili ma soltanto trapelare, a tratti, la preoccupazione di vedere compromesso quanto fin qui costruito a causa delle “cattive sanzioni” che, pur apparendo loro incomprensibili, non sembrano tuttavia aver avuto fino a questo momento ripercussioni di sistema sull’apparato produttivo e commerciale. La nostra amicizia tuttavia continua. Il seme gettato dal partigiano sovietico Fiodor Poletaev continua a produrre frutto, a distanza di settant’anni. Nelle motivazioni con cui fu insignito della medaglia d’oro al Valor militare si legge che Fiodor “fuggì dal campo di concentramento tedesco dove era internato, per raggiungere le formazioni partigiane cui lo univa la stessa fede nei principi di libertà”. Ci sono esempi che testimoniano la fede in valori imperituri, come pace e libertà, in grado di unire popoli anche molto distanti tra loro. Il 9 maggio, in fondo, insegna anche questo.

Fabio Camillo Capogruppo PD – Consiglio Comunale di Alessandria

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3 pensieri su “Le autorità di Alessandria alle celebrazioni del 9 maggio a Rjazanh

  1. Secondo me se la cosa si sa in giro lo fanno secco (politicamente) nel giro di un quarto d’ora… Comunque questa è l’italia. Nello stesso partito militano Matteo Cazzulani e Fabio Camillo. Speriamo che con il tempo la visibilità ed il peso delle rispettive voci nella determinazione dell’agenda del partito si invertano!

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