Leader tartaro: “Esiste un piano per destabilizzare la Crimea con il terrorismo islamico”

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In un video Lenur Usmanov, rappresentante del Tartari di Crimea, denuncia i tentativi del governo di Kiev, dell’Arabia Saudita, e degli Stati Uniti, di destabilizzare la Crimea, il Caucaso e l’Asia Centrale utilizzando cellule islamiche fondamentaliste. L’increibile testimonianza, tradotta per Saker Italia da Eliseo Bertolasi, descrive nei dettagli i piani dei terroristi, che intendono infiltrare cellule nella Repubblica sul Mar Nero per innescare una nuova guerra civile nella regione.

Lenur Usmanov

Salve, nel nome della pace, dell’amicizia e della prosperità. Il mio nome è Usmanov Lenur, sono una personalità pubblica della Crimea e di Sebastopoli. Sono a capo del Dipartimento di Etnologia e di relazioni interetniche all’Accademia delle Scienze di Sebastopoli. Vorrei augurare a tutti la salute, vorrei augurare a tutti la pace, in modo particolare quella pace che manca nel mondo.

Il referendum in Crimea. Vorrei raccontare ciò che è successo da noi, circa un anno fa, a proposito del referendum e del percorso scelto dalla Crimea e da Sebastopoli. Chi ci chiama traditori e separatisti non ha capito: quel che più conta è che noi desideravamo la pace e l’amicizia, che se pur non forte, ora c’è. Dove c’è la pace, c’è l’amicizia, e là appare la prosperità. Pertanto, visto che in Maidan sono successe cose terribili, consapevoli dell’avvento al potere di separatisti illegali: settore destro, vari altri gruppi… e ciò, naturalmente, ha portato a un forte e pronunciato conflitto inter etnico, per tal motivo la Crimea ha legittimamente tenuto un referendum e ha deciso che per noi era meglio stare con la Russia. Sì, la Russia può anche non essere l’Europa, o l’Arabia Saudita, e nemmeno gli Emirati Arabi Uniti, ma la Russia è la terra storica che ci ha dato l’opportunità di preservarci, di proteggere le nostre vite, i nostri figli e ci ha dato la possibilità di svilupparci.

I tentativi maidanisti di sovversioneCertamente molto dipende da noi stessi. Di problemi ce ne sono molti anche nella stessa Russia, ma è necessario capire che alla fine del mese di febbraio sono stati inviati qui due convogli del Pravy Sektor. Il loro compito consisteva nel far penetrare unità militari ucraine, portare armi, su ordine di Kiev, e distribuire queste armi ai radicali del Hizb, ai wahhabiti e ai vertici del Majlis. L’obiettivo era attivare il fattore “tatari di Crimea musulmani”, come carne da cannone, in opposizione al resto degli abitanti della Crimea.Il compito era ridurre il numero della popolazione slava e cercare di cacciar via la Flotta del Mar Nero, poiché la Flotta del Mar Nero è il sostegno della Russia a Sebastopoli. Noi non abbiamo permesso questo spargimento di sangue, e abbiamo mantenuto, anche seppur debole, la pace. Io e i miei compagni spesso ricordiamo un immagine che raffigura un ragazzo siriano che gioca sulle rovine dopo i combattimenti e rivolge una domanda: “Papà, quando tutto andava bene, perché non avete fatto nulla per salvaguardare la pace, affinché anch’ io potessi vivere nello stesso vostro benessere?”. Ecco noi abbiamo fatto di tutto per mantenere la pace, l’amicizia e la prosperità.

L’espressione della volontà del popolo. La favola che “persone gentili” che con la canna del fucile costringevano la gente a votare, non può essere avvalorata. Il personale locale del Ministero dell’Interno ha certamente garantito la sicurezza del referendum, ma non ha interferito nelle votazioni. Il compito di tali “persone gentili” era, infatti, garantire la sicurezza e prevenire che i radicali potessero riaccendere un conflitto etnico in Crimea.

I piani terroristici in preparazione. Ma il pericolo inizia sola ora! È noto il fatto che Kolomoyskyi, su ordine del Dipartimento di Stato americano, abbia ricevuto finanziamenti per la creazione di decine di “squadroni della morte” in collaborazione con Mustafa Dzhemilev, il quale da tempo non è più considerato leader del popolo della Crimea. Lui ha perso la fiducia della sua gente, ha screditato sé stesso derubando il popolo, ha conficcato un cuneo interetnico. Non ha fatto nulla per la prosperità del proprio popolo. Dzhemilev ha istituito il battaglione “Crimea”. Lo scopo di questo battaglione è la formazione di combattenti sul territorio della Crimea da parte di gruppi radicali come: Hizb ut-Tahrir, gli wahhabiti, la struttura del partito “Fratelli musulmani”, che risiedono sul territorio dell’Ucraina e della Crimea. Dopo tale addestramento dovrebbero tornare in Crimea per destabilizzare la situazione grazie alla loro acquisita esperienza al combattimento urbano.

Il capo di questo battaglione è la mano destra di Abu Bakr al-Bagdadi, capo dell’ISIS. Tutta questa rete terroristica internazionale sta operando per distruggerci. Vi operano anche i mass media e il Pravy Sektor. Potranno arrivare fino qui combattenti dalla Siria e da altri Paesi della CSI che stanno già combattendo con l’ISIS. Il loro ruolo secondario e il loro compito è quello di acquisire esperienza  alla guerra nelle città per poi, successivamente, recarsi a combattere in altri Paesi: non solo in Crimea, ma anche in altre regioni della Russia, come pure in Uzbekistan, in Kazakhstan e nel Caucaso. Questi miliziani arriveranno inosservati con soldi, con esperienza di combattimento, e col compito di destabilizzare la situazione.

I loro piani sono già noti: in un paio di ore, 4-5 auto con 20-30 uomini, in varie parti della penisola, per far strage di diversi leader politici, personaggi pubblici Russi o Tartari di Crimea, far saltare in aria alcune chiese, qualche moschea, e l’intera Crimea “salterà in aria”. La minaccia esiste! Questo è il peggiore scenario possibile, lo dico perché: “Avvisato mezzo salvato”. Proprio il Pravy Sektor può uccidere qualcuno di russo, violentare.. solo per destabilizzare la situazione nella penisola.

Un messaggio a Lugansk e Donetsl. Voglio mandare i miei auspici ai residenti di Donetsk e di Lugansk. È molto difficile sperimentare il dolore e la morte, ma resistete! Perché i nostri nonni e antenati ci hanno dimostrato che solo fondendoci in un unico maglio si può vincere il fascismo.

Un messaggio agli ucraini. Invito gli abitanti dell’Ucraina a non credere alle false autorità ucraine, che sono essenzialmente una “giunta” o un “Bandershtat” perché c’è stata un’illegale presa del potere. In Crimea abbiamo vinto la battaglia, ma la guerra non è ancora vinta. Il nostro compito consiste nell’evitare le provocazioni da parte del Pravy Sektor, che, essenzialmente, è materiale di scarto, inviato alla macellazione da parte del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, finanziato persino dall’Arabia Saudita, e da oligarchi come Kolomoyskyi. Dobbiamo riconoscere la minaccia, non cedere alle provocazioni, e difenderci.

 Dichiarazione trascritta e tradotta da Eliseo Bertolasi

 

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