Omicidio Mozgovoj: chi e perchè

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Ad oggi, sono uscite le seguenti versioni:

1. Mozgovoj è stato ucciso da un gruppo di ricognizione/sabotaggio (SRG) delle Forze Armate Ucraine (AFU) oppure da un gruppo dei Servizi Segreti Ucraini (SBU), come parte di una operazione speciale eseguita con successo.
2. Mozgovoj è stato eliminato dai “nostri”, per la sua opposizione alla linea politica ufficiale.
3. Mozgovoj è stato ucciso dai circoli criminali locali perché ne impediva le attività ad Alchevsk.
4. Mozgovoj è stato eliminato da qualche altra fazione con l’intento di innescare una rivolta interna nella repubblica ed una successiva “discarica” della gente della repubblica da parte di Mosca.

Consideriamo queste versioni basandosi sui fatti conosciuti.

Dati

Il 23 maggio 2015, alle 17:50 ora locale, all’uscita da Mikhaylovka lungo la strada che da Lugansk conduce a Alchevsk, il corteo di auto di Alexej Mozgovoj ha subìto una imboscata. Dopo l’innesco di una esplosione (uno IED secondo una versione, una mina antiuomo secondo un’altra), è stato aperto il fuoco, a corto raggio, sui veicoli che manovravano sulla strada usando fucili d’assalto e mitragliatrici leggere. I liquidatori conoscevano sicuramente chi e quando sarebbe passato da quel posto, Mozgovoj ed i suoi compagni non hanno avuto nessuna possibilità di sopravvivere. Secondo i rapporti preliminari, altre sei persone sono morte insieme a Alexej Mozgovoj.
Il luogo dell’assassinio è mostrato in questo video:

Attenzione, le immagini sono riservate ad un pubblico adulto.

Come non è difficile notare, i veicoli sono stati colpiti soprattutto dal fuoco dei fucili automatici, il che si deduce dai numerosi fori delle pallottole (probabilmente di calibro 7,62). Di preciso, ad ora non è chiaro chi fosse a sparare, perciò possiamo sì parlare di chi ne ha beneficiato e di chi possa averlo ordinato ed eseguito ma non possiamo dirlo per certo, siamo costretti quindi a trarre conclusioni basate su prove e motivi circostanziali.

Andiamo quindi ad esaminare le versioni, partendo da quella meno probabile, cioè la pista associata ai circoli criminali.

I circoli criminali

Da una parte, i boss del crimine locali avevano in effetti dei motivi validi per sbarazzarsi di Alexej Mozgovoj, il quale era di forte ostacolo alla conduzione degli “affari” nella zona di Alchevsk per il solo fatto di non essere coinvolto negli schemi a larga scala per l’esproprio ed il commercio del carbone, ed aveva ricevuto persistenti minacce per questo motivo (vedi qui, in russo). È per questo che si può essere certi che in Alchevsk e nei dintorni ci siano state persone che volevano Alexej morto e che hanno fatto festa quando è morto. Tuttavia, la natura dell’attacco ed i dati precisi sul collocamento dei veicoli non suggeriscono che l’assassinio sia stato opera di qualche gruppo locale di banditi. Come appare un attacco di banditi contro un comandante, si può vedere nella recente storia dell’attentato alla vita di “Givi” (vedi qui, in russo), in cui, dopo il disarmo dell’ufficio del comandante di Makeyevka e l’arresto di “Oscuro”, l’auto di “Givi“ è stata bersagliata di colpi di fucile automatico provenienti da una auto in corsa, sullo stile delle “rese dei conti degli anni ’90”. Questo è, grossomodo, come opera il crimine locale. Nel caso dell’assassinio di Mozgovoj, tutto suggerisce che ha avuto luogo una operazione speciale, il che richiede un serio lavoro preparatorio nel determinare le rotte dei movimenti di Mozgovoj, nel selezionare un posto adatto all’imboscata per ogni determinata rotta, nel dispiegare gente altamente qualificata e nel pianificare la successiva ritirata sotto copertura. Tutto ciò suggerisce che non è stato un lavoro da dilettanti ma che è stato fatto da professionisti, militari o dei servizi segreti. La missione di eliminare Mozgovoj è stata un successo al 100%. In teoria può essere avanzata l’ipotesi che la questione possa essere stata risolta coi soldi, che qualche unità si è trovata d’accordo ad eliminare il comandante di brigata, ma dal mio punto di vista ciò è improbabile, perché il rischio di semplice “ripulitura” dei partecipanti a tali schemi è molto alto, se l’informazione su questo raggiunge il controspionaggio militare o almeno il Ministero per la Sicurezza dello Stato. Perciò, sotto questo rispetto, io ritengo la versione “criminale” come la meno probabile, sebbene essa non possa essere esclusa del tutto, visto che esiste la possibilità che dei criminali locali abbiano fiancheggiato gli assassini.

L'amministrazione di Torez, dopo l'attacco che è stato organizzato con gli sforzi congiunti dello SBU, di Lyashko e di “Abelmas”.
L’amministrazione di Torez, dopo l’attacco che è stato organizzato con gli sforzi congiunti dello SBU, di Lyashko e di “Abelmas”.

Qui possiamo anche fornire l’esempio di Ruslan Onishenko, un boss del crimine di Torez, che ha cooperato con lo SBU perfino prima di formare il battaglione punitivo “Shakhtyorsk” (vedi qui, in russo) ed ha preso parte all’assassinio di attivisti nella DPR. Più tardi, col nome di battaglia di “Abelmas”, è diventato prima il vice comandante di “Shakhtyorsk” e poi comandante del battaglione “Tornado” disperso in azione (vedi qui, in russo), in cui oltre a lui, erano riuniti altri boss del crimine, la gran parte dei quali era già ricercata ai tempi del regime di Yanukovich.

Traduzione del testo mostrato qui sopra: Noi abbiamo bisogno della lista esattamente per l' 11 maggio! I capi ed i vice delle commissioni. Domani mi sveglio, mi rimetto in carreggiata e chiamo. Grazie anticipate.
Traduzione del testo mostrato qui sopra: Noi abbiamo bisogno della lista esattamente per l’ 11 maggio! I capi ed i vice delle commissioni. Domani mi sveglio, mi rimetto in carreggiata e chiamo. Grazie anticipate.

Una richiesta ad “Abelman” da parte del suo contatto con lo SBU.

Traduzione del testo mostrato qui sopra: Per l'amor di Dio, non farti vedere nei prossimi giorni. Tu non mi conosci. Addio.
Traduzione del testo mostrato qui sopra: Per l’amor di Dio, non farti vedere nei prossimi giorni. Tu non mi conosci. Addio.

Dalla corrispondenza via SMS fra “Abelmas” ed il suo contatto nello SBU.

Tutto considerato, parlando di questa versione, anche se il motivo c’era, la capacità di mettere in pratica le minacce a Mozgovoj era limitata.
Così, parlando della traccia della criminalità nell’assassinio di Mozgovoj, non può essere escluso che, anche se può non essere la principale causa della morte di Mozgovoj, possa aver giocato qualche ruolo, specie se si considera che il crimine organizzato locale lavora su entrambi i lati del fronte.

Le dispute nella LPR

Plotnitsky, Mozgovoj e Kozitsyn.
Plotnitsky, Mozgovoj e Kozitsyn.

Una versione più popolare è quella secondo cui l’assassinio di Mozgovoj è stato pagato da Plotnitsky o qualcun’ altro all’interno della dirigenza di LPR.
Non è un segreto che Mozgovoj avesse serie dispute con la dirigenza della repubblica fin da settembre 2014, come parte delle faide intense dentro la LPR riguardanti le decisioni sulla struttura di LPR ed i rendiconti a Plotnitsky.

I principali stadi di questi sviluppi.

Blu - territori sotto il controllo della “Guardia Nazionale Cosacca”. Grigio - territori in transizione. Verde - territori sotto il controllo del gruppo “LPR”.
Blu – territori sotto il controllo della “Guardia Nazionale Cosacca”. Grigio – territori in transizione. Verde – territori sotto il controllo del gruppo “LPR”.

1. A settembre 2014, sullo sfondo della continua anarchia nella LPR (contro cui neanche i mentori in vacanza hanno potuto far niente: fallite la missione di “Elbrus” e di “Delfino”, stentato il coordinamento tentato dal quartier generale a Krasnodon, alla fine dei conti), Mozgovoj ha tentato di riunire un consiglio dei comandanti sul campo di DPR e LNR per eleggere il comandante supremo delle forze armate di Novorussia. Ma, a causa delle tensioni interne fra i comandanti, il consiglio pianificato è fallito, poca gente ha risposto all’appello di Mozgovoj.
Mozgovoj aveva una relazione tesa con Kozitsyn e si è allontanato da Dryomov per discussioni sull’abbandono del cuneo di Lisichansk.

La linea del fronte prima del ritiro della milizia da Lisichansk.
La linea del fronte prima del ritiro della milizia da Lisichansk.

Ufficialmente, il saliente di Lisichansk fu abbandonato per decisione del Ministro della Difesa della DPR Strelkov, in quanto il suo mantenimento avrebbe comportato la perdita di tutte le forze colà dislocate e la decisione di abbandonare Lisichansk io personalmente la ritengo corretta. Date le forze disponibili per Mozgovoj e la conformazione del fronte all’epoca, egli si sarebbe ritrovato in una sacca simile a quella di Debaltzevo.  Anche se la linea del fronte ancora reggeva presso Pervomaisky e Popasnaya, il lato orientale del saliente di Lisichansk aveva già iniziato a collassare perché il comando della LPR non aveva forze sufficienti  per ingaggiare e fermare le truppe che il nemico stava impiegando per tagliar fuori il saliente di Lisichansk. Già allora Mozgovoj si lamentava pubblicamente della mancanza di armi anticarro e mezzi blindati, cosa che ricordava da vicino quanto successo a Yampol e Slavyansk.

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Traduzione del testo sovrastante:

Oggi la raffineria è stata di nuovo bombardata…un nutrito gruppo di blindati è stato fermato nella sua avanzata. Sono stati distrutti un carro, un veicolo da combattimento per fanteria (IFV), e due autocarri con munizioni per sistemi “Grad”. Per l’esercito ucraino queste sono perdite di poco conto, neanche degne di nota. Per quello che ci riguarda, oggi è stato il giorno in cui abbiamo perso più uomini…I combattenti non hanno indietreggiato dalle loro posizioni di un singolo passo! Hanno resistito fino all’ultimo, ma non hanno fatto passare la colonna di carri. Con le armi che abbiamo…potevano solo morire. Solo tre  su dieci lanciarazzi RPG funzionavano!!!Non abbiamo nient’altro per fermare i carri!Dove sono tutte queste colonne (di carri) che entrano in Lugansk e Donetsk??? Dov’è tutta l’artiglieria di cui si scrive così bene su Internet?Dove sono tutti quei carri che riempiono le pagine dei forum su Internet??? Dov’è andato a finire tutto? Di chi sono i deretani che vengono protetti da tutto quel materiale??? Oggi ho perso quasi un intero plotone…i  ragazzi sono stati semplicemente travolti dai carri. Non ci hanno neanche lasciato raccogliere i corpi e i feriti li hanno finiti quelli della guardia nazionale. Dopo questi  fatti,  io stesso sono mezzo morto, ma lo giuro! Se rimarrò vivo, tutti quelli che usano questa guerra per fare carriera e costruirsi un futuro politico, io li farò soffrire!Quelli che fanno i soldi sulla vita della gente che muore per la verità, io li farò soffrire!!!

Mozgovoj Aleksej

In ogni caso, Dryomov pensava che Mozgovoj dovesse essere incolpato dell’abbandono di Lisichansk. Queste accuse sono dovute soprattutto al fatto che a Lisichansk venne lasciata una compagnia comando, che continuò a resistere anche dopo la ritirata (parte del personale venne ucciso, altri riuscirono a passare le linee per proprio conto). Le ragioni dell’abbandono di questa compagnia sono ancora assai nebulose, alcuni credono che si siano dimenticati di avvisarli, altri credono che questi uomini siano stati vittima del segreto in cui si svolse la ritirata e che per qualche ragione non vennero informati dei progetti del loro comando. Altri assicurano invece che la compagnia venne appositamente lasciata in retroguardia (cioè sacrificata) per coprire la ritirata delle forze principali, che divenne inevitabile dopo l’abbandono di Severodonetsk.

La controffensiva di Bolotov, promessa ma mai avvenuta, è stata una delle ultime iniziative intraprese dal primo leader della Repubblica Popolare di Lugansk in qualità di capo della Repubblica.
La controffensiva di Bolotov, promessa ma mai avvenuta, è stata una delle ultime iniziative intraprese dal primo leader della Repubblica Popolare di Lugansk in qualità di capo della Repubblica.

La controffensiva promessa da Bolotov, che avrebbe dovuto servirsi dei mezzi corazzati accumulati grazie al “Calderone Sud” ed alle spedizioni del “voentorg”, rimase un fantasma dal sapore propagandistico. Le riserve accumulate furono utilizzate adeguatamente solo in agosto, durante i combattimenti decisivi nelle zone di Krasnyi Luch, Lutugino, Khryashevatoye e Novosvetlovka, quando Bolotov era già stato rimosso.

Pavel Dryomov, comandante del reggimento cosacco Platov, presidia ora un tratto della linea del fronte nei pressi di Bakhmutka.
Pavel Dryomov, comandante del reggimento cosacco Platov, presidia ora un tratto della linea del fronte nei pressi di Bakhmutka.

Alla fine, le situazioni in cui si è preferito il salvataggio di militari a scapito dei civili che venivano abbandonati, crearono una certa tensione tra Dryomov e Mozgovoj, il che ha ostacolato la loro collaborazione, sebbene, per quanto riguarda l’atteggiamento critico nei confronti degli accordi di Minsk, Mozgovoj e l’attuale leadership della Repubblica di Lugansk fossero tutto sommato d’accordo.

Strelkov e Mozgovoy. Mosca, Settembre 2014. Durante l'estate del 2014 le loro forze hanno sopportato gli scontri più pesanti con le truppe nemiche.
Strelkov e Mozgovoj. Mosca, Settembre 2014. Durante l’estate del 2014 le loro forze hanno sopportato gli scontri più pesanti con le truppe nemiche.

2.  Ad Ottobre seguì un riavvicinamento pubblico con Plotinsky e Kozitsyn (il quale agiva del tutto autonomamente, promuovendo i suoi subordinati a generali della Guardia Nazionale Cosacca), quando le parti accettarono formalmente di cooperare per via delle pressioni da Mosca. Questo fu un accostamento piuttosto strano, in quanto nessuno dei tre leaders, presi singolarmente, poteva oggettivamente reclamare per intero l’autorità sulla LPR, così questo singolare triumvirato divenne una sorta di compromesso tra le tre figure in quel momento più influenti della Repubblica. Tra i tre, Mozgovoj era il più debole in ambito militare. Plotinsky riceveva rinforzi attraverso il “voentorg”, e Kozitsyn era stato recentemente rimpinguato dai trofei provenienti dal “Calderone Sud” e dalle piccole sacche che seguirono la ritirata delle truppe della junta nei pressi di Lutugino, dell’aeroporto di Lugansk e di Khryashevatoye.

Elezioni del capo della Repubblica Popolare di Lugansk (LPR).
Elezioni del capo della Repubblica Popolare di Lugansk (LPR).

3. Ad ogni modo, già nel mese di novembre, dopo che Plotinsky fu legittimato come capo della repubblica in seguito alle elezioni ed iniziò ad acquisire via via sempre più potere, i conflitti interni alla LPR esplosero di nuovo con rinnovato vigore. Oltre a Kozitsyn e Mozgovoj, un certo numero di comandanti finì con l’opporsi a Plotinsky, fra i quali Dryomov, Bednov, Ishenko, Fominov e l’ex Ministro della Difesa della Repubblica Bugrov. In seguito essi furono persino accusati di cospirazione (vedi qui, in russo) con lo scopo di deporre Plotinsky.
Le sorti di questa opposizione sono stati vari:

1. Kozytsin – si trova in Russia, una parte consistente della sua gente è stata trasferita sotto il comando delle autorità centrali della LPR
2.Dryomov – E’ diventato parte delle Forze Armate della Repubblica, ha ricevuto uno stendardo da Plotinsky, sebbene continui a criticare velatamente le autorità di tanto in tanto.
3. Bednov – giustiziato dalla “nostra parte”.
4. Fominov – ufficialmente arrestato, la sua posizione è attualmente sconosciuta (probabilmente si trova negli scantinati del Ministero della Sicurezza dello Stato o del Ministero degli Affari Interni della Repubblica).
5. Bugrov – arrestato in Russia, ufficialmente per via di alcuni illeciti finanziari (contrabbando di tubature) in associazione con l’impresa Rottenberg.
6. Ishenko – giustiziato, non è chiaro esattamente da chi.
7. Mozgovoj – giustiziato, non è chiaro esattamente da chi.

Materiale compromettente riguardante Kozitsyn, che era stato reso noto a fronte di altro materiale compromettente su Plonitsky. Effettivamente, le parti disputavano su chi tra loro vendesse più carbone alla junta, quando altri “affaristi” lo vendevano in modo semi-legale o del tutto illegale.
Materiale compromettente riguardante Kozitsyn, che era stato reso noto a fronte di altro materiale compromettente su Plonitsky. Effettivamente, le parti disputavano su chi tra loro vendesse più carbone alla junta, quando altri “affaristi” lo vendevano in modo semi-legale o del tutto illegale.
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L’esecuzione di una fustigazione ad Antrasit.

4. Ci fu uno spargimento di sangue a fine novembre  (vedi qui, in russo). A causa della incapacità di negoziare riguardo a chi controllasse le forniture legali e semi-legali di carbone alla junta, sono iniziate delle faide sanguinarie tra Plotnitsky e Kozitsyn, che hanno coinvolto Antrasit (diventò un simbolo dell’arbitrarietà dei Cosacchi), Krasnyim Luch, Krasnodon, ed altri insediamenti. Queste faide, che riportano alla memoria lo strapotere delle bande criminali negli anni ’90, hanno causato la morte di svariate decine di persone da ambo le parti. Tra di esse, la leadership di Antrasit, che era bloccata su Kozitsyn. Nel frattempo, entrambe le parti si coprivano vicendevolmente di fango su internet riguardo al commercio del carbone (vedi qui, in russo).
Contemporaneamente era in corso un conflitto con Dryomov, che minacciava di rendere pubblico il contenuto di una chiavetta USB con materiale compromettente su Plotnitsky ed impediva il commercio del carbone nel territorio da lui controllato. Inoltre, era stato sentito insultare i rappresentanti della LPR. A causa della sostanziale equivalenza delle forze in campo, il confronto non poteva essere risolto militarmente, e si è prolungato fino alla primavera del 2015.

5. Alexander Bednov ucciso ai primi di gennaio. La leadership della LPR ne assume la responsabilità .

La curva di Lutugino. La località dell’omicidio di Alexander Bednov e dei soldati della RRG (GRUPPO? NdT) di  "Batman" (tra loro alcuni cittadini russi).
La curva di Lutugino. La località dell’omicidio di Alexander Bednov e dei soldati della RRG (GRUPPO? NdT) di “Batman” (tra loro alcuni cittadini russi).

– l‘omicidio Bednov. Parte 1 (in russo)
– l‘omicidio Bednov. Parte 2 (in russo)
– l‘omicidio Bednov. Parte 3 (in russo)

Intanto, la campagna di accuse nei confronti di uno dei più famosi comandanti in campo in Novorussia è in corso. Il cognome del “villeggiante” Vagner viene fuori durante lo scandalo assieme a vari dettagli politici sulle faide di Lugansk, che gettano luce sui moventi puramente politici dell’omicidio di Bednov, ad onta di tutti i tentativi di presentarlo come un caso di semplice criminalità. Una conseguenza evidente fu il voto sulla “Primavera Russa”, in cui Bednov diventò uno dei cinque (vedi qui, in russo) eroi più famosi della Novorussia nel 2014. Quest’assassinio e la susseguente campagna di informazione per diffamare Bednov, ha portato grande discredito alla leadership della LPR. Tornerò in qualche modo più avanti su questo punto.

Il  comandante della BrSSD (Brigata Separata di Designazione Speciale) “Odessa” e della brigata “Fantasma“ comandante Mozgovoj.
Il comandante della BrSSD (Brigata Separata di Designazione Speciale) “Odessa” e quello della brigata “Fantasma“, il comandante Mozgovoj.

6. Di conseguenza, varie unità autonome vengono disarmate, tra le quali la BrSSD  “Odessa” di Fominov (vedi qui, in russo). Fominov accusava Plotnitsky di vendere aiuti umanitari russi tramite la rete di supermercati “Narodny”. Non aveva foto, ma documenti e video dell’apertura di uno dei magazzini, che era stata caricata su internet dai suoi.

Questa era stata presentata dai media ucraini come “una resa dei conti fra le bande di Plotnitsky e Fominov”. Naturalmente, tutte le faide fra Plotnitsky e Kozitsyn e fra Plotnitsky e Fominov, erano semplicemente manna per la propaganda ucraina. Guardiamo più in dettaglio quello che era successo.

Il 10 gennaio, dopo aver disarmato la ”Odessa” (che tra l’altro era stata usata per cercare di fare pressioni su Mozgovoj) ed aver arrestato Fominov, le armi e gli aiuti umanitari furono prelevati  dalla base di ”Odessa” con 5 autocarri KAMAZ.  Quello che in seguito capitò a Fominov è abbastanza nebuloso. Per quello che avevo sentito, era stato accusato tra l’altro di appropriazione di aiuti umanitari e rifiuto di obbedienza al comando militare unificato. Quanto di vero ci sia in queste accuse, io non voglio giudicarlo, non ho visto i fatti. La sola cosa che ho notato è stata che Fominov non è stato ucciso, anche se i suoi avevano messo su Internet un sacco di materiale compromettente. Qualcosa di meno era stato caricato dai sostenitori di Kozitsyn e Dryomov. Mozgovoj e Ischenko si erano limitati a fare affermazioni generiche. Nonostante tutto questo, il molto meno famoso Fominov, non è stato giustiziato, ma piuttosto arrestato e messo in stato di detenzione. La conseguenza maggiore del polverone alzato da Fominov e dai suoi, fu una visita a Lugansk di una commissione della Federazione Russa per verificare le accuse di furto di aiuti umanitari dai “convogli bianchi”.  In aprile alcuni arrivarono anche a pensare che ci sarebbero state delle conseguenze, Plotnitsky si era trattenuto nella Federazione Russa per un certo tempo, e giravano voci di una sua sostituzione, dato l’accumularsi delle prove a suo carico (Bolotov era ritornato di colpo all’attenzione dei media), ma in seguito, Plotnitsky era ritornato  e aveva continuato ad operare come  capo della repubblica. Se questa storia avrà future conseguenze, è tutto da vedersi.

Yevgeny Ischenko con sua moglie
Yevgeny Ischenko con sua moglie

Yevgeny Ischenko è stato ucciso il 23 gennaio nei pressi di Pervomaisk (vedi qui, in russo), era stato dalla parte di Dryomov durante lo scontro fra Dryomov e Plotnitsky ed aveva accusato Plotnitsky di aver rubato aiuti umanitari e di aver concordato sottobanco un cessate il fuoco con la giunta. (vedi qui, in russo). Ma già il 1° gennaio 2015, Ischenko aveva dichiarato pubblicamente di non avere più nulla in sospeso con Plotnitsky (vedi qui, in russo). Dryomov e Mozgovoj avevano parlato allo stesso modo. Chi ha ucciso Ischenko, un gruppo di fuoco della giunta o, come nel caso di Bednov, i “nostri”, non lo sappiamo. In ogni caso c’è un chiaro collegamento fra l’emergere di informazioni sulla partecipazione di “vacanzieri” alla liquidazione di Bednov ed il ridimensionamento degli atteggiamenti critici da parte dei comandanti più famosi. Questo è il motivo per cui è difficile capire perché Ischenko abbia dovuto essere ucciso, dal momento che aveva dichiarato pubblicamente la sua lealtà e non c’erano prove di un suo complotto nei confronti di Plotnitsky. L’assassinio di Ischenko e dei volontari russi che sono morti con lui è semplicemente sparito sullo sfondo della battaglia in corso per l’aeroporto di Donetsk e per Debaltsevo.

Ataman Kozitsyn, il leader della “Guardia Nazionale Cosacca”, fino a poco tempo fa controllava quasi la metà di LPR.
Ataman Kozitsyn, il leader della “Guardia Nazionale Cosacca”, fino a poco tempo fa controllava quasi la metà di LPR.

8. In marzo, dopo la fine della battaglia di Debaltsevo, ricominciò la fase attiva del conflitto interno alla LPR fra i cosacchi e la dirigenza della LPR (vedi qui, in russo), quando l’ataman Kozitsyn ritornò in Novorussia il 18-19 febbraio. Lo FSB tenne Kozitsyn bloccato al confine perché c’era un divieto al suo ingresso nel territorio di Novorussia, ma, dopo alcune convulsioni poco chiare a Mosca, Kozitsyn ottenne la “luce verde” e, inaspettatamente per molti, si fece vedere ancora in Novorussia, anche se si era pensato che, come Strelkov, Bolotov e Bezler, non si sarebbe più rivisto.

Ataman “Kosogor”, che controllava Krasnyi Luch.
Ataman “Kosogor”, che controllava Krasnyi Luch.
Ataman “Magadan”, che controllava Petrovskoye. Recentemente è stato lasciato andare via e si è unito alla milizia territoriale.
Ataman “Magadan”, che controllava Petrovskoye. Recentemente è stato lasciato andare via e si è unito alla milizia territoriale.

Infine tutto questo portò al proseguimento degli arresti e delle rese dei conti sanguinose. I famosi ataman “Kosogor” (vedi qui, in russo), “Magadan” e così via, furono arrestati.
Più tardi, alcuni furono rilasciati per mancanza di prove (vedi qui, in russo) ed ora si sono uniti alle strutture militari di LPR, altri sono ancora in prigione, come “Kosogor” per le accuse di abuso sulla popolazione locale e di rapimento di ostaggi. Blindati e perfino intere batterie di obici sono state requisite alle bande dichiarate gruppi militari criminali. Ai primi di aprile c’è stato un ultimatum per Kozitsyn: unisciti alle strutture militari di LPR o vattene. Alla fine, Kozitsyn è stato espulso ancora una volta dalla LPR ed ora è in Russia, ed una parte significativa del suo ex dominio è stata trasferita sotto il controllo di LPR; sulla risoluzione finale del conflitto mancano invece parole chiare. È solo che la parte più sanguigna del conflitto per i soldi del carbone è passata dal livello di scontro aperto fra Plotnitsky e Kozitsyn ad una zona d’ombra. In tale conflitto, secondo Dryomov, erano coinvolti alcuni supervisori (vedi qui, in russo) ed anche altri supervisori che volevano risolvere certe loro questioni relative all’arricchimento personale mascherandolo con la costruzione di LPR.

Bugrov, l'ex ministro della difesa di LPR.
Bugrov, l’ex ministro della difesa di LPR.

8. Bugrov (vedi qui, in russo), arrestato a San Pietroburgo il primo di aprile, non aveva più alcuna influenza significativa sulle dinamiche interne di LPR. Le circostanze del suo arresto sono alquanto oscure, perciò possiamo solo fare supposizioni se sia da mettere in relazione alla lotta politica dentro LPR o se sia stata solo una coincidenza. Attualmente si sa poco di Bugrov, lui non era molto popolare neanche quando era al potere. Nell’autunno del 2014 egli si schierò per un esteso ingresso al potere dei cosacchi di Kozitsyn, ma è arduo dire se avesse interessi in comune con lui o no.

Quando è avvenuto l’omicidio di Mozgovoj, l’opposizione a Plotnitsky  era già alquanto vacua, perché le figure più significative o si erano già unite alla LPR od erano state rimosse in un modo o nell’altro. Dopo aver capito che Plotnitsky è solo un esecutivo di alto livello e che opporsi a lui implica un conflitto con i suoi supervisori, perfino Dryomov ha calmato il suo orgoglio e Kozitsyn è stato costretto a cedere. Per quanto riguarda gli omicidi, ad oggi, possiamo parlare in tutta sicurezza solo di quello di “Batman“, che è stato eliminato precisamente per la sua opposizione politica (o per conto di gente nella dirigenza di LPR o per conto dei supervisori della LPR). Non c’è una tale sicurezza nel caso di Ischenko. Come del resto per l’arresto di Bugrov.

Un esempio dell'opera dei membri della setta di Kurginyan, che hanno continuato a colpire i vari comandanti novorussi durante tutto l'anno, Strelkov, Mozgovoy, Petrovsky, Bezler, nel mentre che promuovevano Khodakovsky.
Un esempio dell’opera dei membri della setta di Kurginyan, che hanno continuato a colpire i vari comandanti novorussi durante tutto l’anno, Strelkov, Mozgovoj, Petrovsky, Bezler, nel mentre che promuovevano Khodakovsky.

Fin dall’autunno del 2014, c’è stata una campagna informativa per discreditare Mozgovoj (qui, in russo), in cui la setta di Kurginyan cooperava con i media della junta e con il “circolino dei tardivi dell’Ucraina-unita”, formando un fronte unico nel ramo del discredito sul comandante di brigata. Nel frattempo, le autorità ufficiali di LPR tenevano un atteggiamento pubblico più riservato verso il conflitto con Mozgovoj e quando, in inverno, fu alzata la questione dello scioglimento della brigata, negarono queste voci insieme a Mozgovoj, il che permise a quest’ultimo di dire allora che “Fantasma” sarebbe stata preservata durante il processo di “brigadizzazione”.
Essenzialmente, il conflitto fu congelato. Occasionalmente Mozgovoj ha continuato a strigliare il governo di Lugansk,, ma, dopo l’omicidio di Bednov, l’ha fatto alquanto vagamente.

Mozgovoj al fronte nei pressi di Debaltsevo.
Mozgovoj al fronte nei pressi di Debaltsevo.

Dopo l’inizio della battaglia per Debaltsevo, la brigata di Mozgovoj ha ricevuto una linea di rifornimento al livello delle unità della milizia di LPR ed ha preso parte all’offensiva nel lato nord orientale del cuneo di Debaltsevo. L’offensiva si è sviluppata senza tanto successo ed è stata messa in relazione alle perdite significative dovute agli errori dei comandi ed ai crescenti acciacchi dell’esercito di LPR. Ad un certo punto, Mozgovoj si è rifiutato di attaccare per non sprecare i suoi uomini in inutili attacchi frontali. Più tardi, hanno cercato di attribuirgliene la colpa, sostenendo che egli aveva interrotto a nord est i piani dell’offensiva su  Debaltsevo. In realtà, gli attacchi frontali si sono ingolfati non soltanto dove Mozgovoj avanzava e nei fianchi vicini. L’offensiva si è ingolfata lungo la maggior parte del fronte, proprio come, ad esempio, si è fermata l’offensiva su Nikishino, o come si è ingolfata l’offensiva su Krymskoye o come sono state respinte le nostre forze a Troitskoye. Alle accuse di non aver partecipato attivamente alla battaglia, la brigata ha risposto ragionevolmente ricordando che sono stati proprio i guerrieri di “Fantasma” a salvare i soldati del battaglione “Agosto” (il cui comandante è stato poi rimosso) dopo le pesanti perdite subite.

La linea del fronte a Debaltsevo alla vigilia dell'attacco decisivo "Olkhon" e il GRU DPR a Logvinovo.
La linea del fronte a Debaltsevo alla vigilia dell’attacco decisivo “Olkhon” e il GRU DPR a Logvinovo.

Il successo (vedi qui, in russo) fu ottenuto principalmente grazie agli sforzi dell’esercito DPR  – e anche lì non dalle forze delle brigate di nuova formazione, ma dal gruppo congiunto dei veterani delle varie unità – che riuscirono a penetrare la linea del fronte nemico vicino a Uglegorsk e che portarono all’accerchiamento della sacca di Debaltsevo. In fasi successive hanno cercato di fare di Mozgovoj un capro espiatorio, ma il fatto di sostituire “Tambov” e’ molto più illuminante. Tale argomento è trattato in dettaglio nella ben nota discussione su Debaltsevo.

Dryomov ottiene il banner da Plotnitsky.
Dryomov ottiene il banner da Plotnitsky.

Giunti a maggio, Mozgovoj mantiene la sua brigata, ma è diventata molto più piccola. Le limitazioni di forniture, conflitti interni, le perdite, e la stanchezza dovuta alla guerra riducono seriamente l’organico della brigata. Parte di essa è incorporata nelle strutture militari ufficiali della LPR, quale battaglione di difesa territoriale, in ruolo simile a parte delle forze dell’ataman Kozitsyn. Tuttavia, a differenza di Dryomov, Mozgovoj ha rifiutato di ricevere lo striscione dell’unità dalle mani di Plotnitsky. Quindi  Mozgovoj è rimasto in una posizione intermedia. Da un lato la sua unità era una parte della struttura militare della LPR, e dall’altro non c’era una vera e propria integrazione politica nella LPR, a causa delle idee politiche di Mozgovoj e del suo atteggiamento verso la leadership LPR. Qui non stiamo parlando di questioni militari, perché non è Plotnitsky che si occupa della guerra sul territorio LPR, ma piuttosto di persone come “Tambov”, che ha guidato sia le unità di Milizia popolare della LPR che le unità territoriali e le unità semi-autonome di Kozitsyn e Mozgovoj durante la campagna invernale. Così, il conflitto ha avuto più una natura politica e ideologica che militare.

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Già a maggio il conflitto si riaccese quando a Mozgovoj fu proibito di tenere una parata militare a Alchevsk. Da parte sua, Mozgovoj ignorò il divieto e organizzò una conferenza internazionale a Alchevsk (vedi qui, in russo). Proprio in occasione di questa conferenza fu risollevata la questione delle divergenze politiche sistemiche. Avendo ricevuto il sostegno dal MAE della LPR e da un certo numero di ministeri (il che suggerisce la presenza di gravi tensioni interne alla leadership del LPR), Mozgovoj fu ostacolato da taluni funzionari LPR, che cercarono di interrompere la conferenza. L’8 maggio, secondo Mozgovoj, senza preavviso, certe persone associate  alla leadership LPR lo minacciarono direttamente di arresto e di omicidio.

“Entro mezz’ora ci furono due “generose” offerte: l’arresto e la totale eliminazione…Se avessi tenuto la parata militare ad Alchevsk e quell’evento, oggi assolutamente necessario per la Novorussia,  cioè il forum di solidarietà fra i popoli della Novorussia e dell’Europa”.
“C’è una dittatura. Ma non è militare e non è del proletariato. Una dittatura di coreografi dei vecchi tempi…E lasciamo gioire i rappresentanti delle Forze Armate Ucraine, perché da loro il quadro è il medesimo. Un anno fa, molti di voi credevano sinceramente nella disintegrazione del regime oligarchico e nel ritorno della dignità al popolo. Alla fine poi un gruppo di ladri è stato rimpiazzato da un altro gruppo di ladri, molto più assetati di sangue; in effetti la stessa analogia si può fare anche per il nostro territorio. Tutti quelli che qui si sono ribellati, lo hanno fatto per la giustizia e la supremazia del POPOLO! Alla fine tutti quanti hanno ottenuto la stessa cosa: l’omicidio. L’assassinio della loro stessa gente”. Si lamenta Mozgovoj.
“Dopo la discussione di oggi con certa gente, ad Alchevsk non ci sarà la parata per il giorno della vittoria, non perché io abbia pietà di me stesso… ma perché attorno a me ci sono molte persone innocenti. E ogni vita risparmiata è la miglior ricompensa. Offro le mie scuse a tutti quelli che si attendevano questa parata.” (vedi qui, in russo).

In effetti, Mozgovoj  ha accusato i dirigenti della LPR di avere al loro interno un certo gruppo di persone (su questo ci ritorneremo), che lui tende a distinguere dalla dirigenza generale, responsabile delle minacce di morte nei suoi confronti. Vi ricordo che dopo l’assassinio di Bednov, il responsabile per il controspionaggio  della LPR, aveva parlato in termini simili, suggerendo che qualche gruppo sconosciuto stesse incastrando Plotnitsky, addossandogli tutta la colpa. Inoltre, Mozgovoj aveva rilasciato due dichiarazioni “Il sistema” (vedi qui, in russo) e “Il sistema2” (vedi qui, in russo), che erano una inequivocabile critica all’attuale gruppo dirigente della LPR e che erano effettivamente una risposta alle “offerte” per non svolgere la conferenza.
Quando a tutto questo è seguito l’omicidio ( per ora non toccheremo l’argomento su chi sia stato esattamente l’assassino), il gruppo dirigente della LPR, visti tali precedenti,  è diventato il primo sospettato in quanto c’erano stati sia seri contrasti che pubbliche minacce nei confronti di Mozgovoj, compreso il fatto inequivocabile dell’eliminazione di un comandante di campo scomodo (cosa questa che certi  ingenui propagandisti interpretano come un passo nella giusta direzione, non pensando, nella loro ingenuità, alle conseguenze per la LPR). Da una parte c’è uno schema assai chiaro: Mozgovoj ha avuto uno scontro aperto con Plotnitsky (o con gente che sta sopra Plotnitsky, o che fa i propri interessi indipendentemente da Plotnitsky) e, dopo aver ricevuto fondate minacce, è stato stupidamente e barbaramente ucciso, per farne un esempio agli altri. Inoltre, dopo l’assassinio di Bednov, molti critici della dirigenza della LPR avevano dichiarato apertamente che anche Mozgovoj avrebbe dovuto essere ucciso.  Per farla semplice, tutto questo sembra ricalcare queste foto, che impazzano sulle reti sociali.

Ecco chi è il vero Eroe dell’Ucraina!
Traduzione dal russo: Ecco chi è il vero Eroe dell’Ucraina!

Ma è tutto così semplice?

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Articolo di Colonel Cassad apparso su Colonel Cassad il 24 maggio 2015

Traduzione in italiano a cura di Fabio_San, Mario, Voltaire1964, Mario B., Dario per SakerItalia.it

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Continuiamo ad esaminare le versioni dell’omicidio di Alexej Mozgovoj. Nella prima parte abbiamo esaminato le ipoetesi della posta criminale e dei feudatari della Repubblica di Lugansk. Qui considereremo le ipotesi della pista Ucraina e del “terzo estraneo”.

La pista ucraina.

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Ufficiali dei reparti speciali della SBU sulla scena dell’omicidio di un ufficiale dell’SBU vicino a Slovyansk. Aprile del 2014.

Una delle versioni principali è considerata quella del coinvolgimento della giunta fascista nella eliminazione del famoso comandante novorusso. I possibili moventi sono più che sufficienti:

1. Mozgovoj è uno dei più famosi eroi della ribellione del Donbass, è uno di quelli che hanno, di fatto, staccato il Donbass dall’Ucraina.

2. Mozgovoj ha perseguito una linea molto scomoda per la giunta promuovendo l’opportunità di “rivolgere le baionette contro Kiev”, tentando di fare arrivare la propaganda ai sostenitori della giunta attraverso scritti e conversazioni video, lavorando per disgregare la base elettorale del sostegno al regime di Kiev;

3. La giunta conosceva perfettamente le tensioni sistemiche presenti nella Repubblica di Lugansk, a causa delle quali l’omicidio di un comandante di lato livello può essere facilmente presentato come eseguito su ordine di Plotnitsky o della dirigenza della Repubblica di Lugansk. Oltre tutto esisteva il precedente dell’omicidio di “Batman” che avrebbe agevolato l’addebito dell’azione agli uomini di Lugansk.

4. L’omicidio di un famoso comandante militare nelle profonde retrovie (a circa 50 km della linea del fronte) sarebbe una perfetta occasione per mostrare la crescente capacità delle proprie forze di sabotaggio / ricognizione (o delle unità internazionali presentate come tali).

5. Nel caso di una possibile offensiva, indurre il panico nei ranghi delle Forze Armate Novorusse è una perfetta mossa tattica che potrebbe essere associata ad un gran numero di iniziative di informazione e disinformazione.

6. Un completo collasso/scioglimento della brigata “Fantasmi” per perdita dell’equilibrio morale.

Un gruppo di ufficiali della SBU che operavano nella Novorussia sotto copertura
Un gruppo di ufficiali dei corpi speciali della SBU che operavano nella Novorussia sotto copertura

Che tipo di capacità operative erano disponibili per questo progetto.

1. I dubbi sulla possibilità che si sia trattato di una azione posta in atto da un gruppo di guastatori / ricognitori sono naturalmente correlati con la distanza relativamente alta fra il teatro del delitto e il fronte.  In genere in questo conflitto le missioni di sabotaggio sono state effettuate molto più vicino alla linea del fronte. Operazioni di sabotaggio a questa profondità vengono effettuate molto di rado: se ne registrano solo un paio. Operazioni simili richiedono una preparazione rigorosa, personale altamente professionale, uno spionaggio sofisticato, e una accurata predisposizione dei mezzi di ripiegamento. Ci sono possibilità quando simili gruppi sono già operativi nel territorio nemico ed il lavoro si basa su una rete di agenti e di spionaggio locale. E’ circa così che hanno lavorato i sabotatori individuali ed i gruppi di segnalatori a Donetsk e Lugansk fino a che non è incominciato un lavoro sistematico di contrasto da parte del Ministero per la Sicurezza dello Stato e delle unità repubblicane per le operazioni speciali. Sotto questo profilo l’ipotesi di una unità di guastatori / ricognitori Ucraini (i stranieri, Americani nella versione di Klintsevich), già schierati lungo la linea del fronte, che raggiunge il luogo dell’imboscata, che liquida Mozgovoj, che si ritira senza rivelarsi e attraversa la linea del fronte senza incidenti sembra una esagerazione. E’ molto più probabile che un gruppo simile fosse già sul territorio di Lugansk (ad esempio intorno ad una cellula dell’SBU) oppure che non si sia allontanato dopo l’imboscata e semplicemente si sia nascosto. Comunque l’ipotesi di una operazione speciale con ingresso ed uscita non può essere scartata. Nelle unità speciali dell’SBU o nelle unità speciali delle Forze Armate Ucraine ci potrebbe essere ci potrebbe essere personale con qualifiche sufficienti, mentre le possibilità di specialisti stranieri non può essere del tutto esclusa. Ma non ci sono prove di fatto in questo senso.

Un sabotatore della giunta, ucciso sul territorio della Repubblica di Lugansk
Un sabotatore della giunta, ucciso sul territorio della Repubblica di Lugansk

2. Una operazione del genere comunque sarebbe stata impossibile se il nemico non avesse conosciuto la strada percorsa dal corteo di Mozgovoj. Si trattava di una informazione classificata, che il nemico non poteva conoscere con facilità. I mezzi per ottenere informazioni di questo tipo sono:

a) un traditore nell’enturage di Aleksej Mozgovoj, che potrebbe vendere l’informazione sul percorso del corteo all’altra parte;

b) un traditore o diversi traditori nei circoli militari o dei servizi speciali della Repubblica di Lugansk, che potrebbero venire in possesso di questa informazione vendendola a loro volta all’altra parte;

c) fonti provenienti dagli ambienti criminali di Alchevsk, che a loro volta potrebbero essere entrati in possesso dell’informazione sul percorso del corteo in qualche modo;

d) intercettazioni radio e spionaggio digitale, che potrebbe avere permesso di carpire il percorso dei movimenti Mozgovoj a causa di problemi nella configurazione di sistemi di sicurezza.

Ad oggi non c’è una spiegazione soddisfacente delle fonte da cui un guastatore ucraino (o straniero) potrebbe avere attinto l’informazione del percorso dei movimenti di Mozgovoj. Vi è una possibilità assai elevata che anche nel caso Mozgovoj sia stato ucciso da un commando di guastatori / ricognitori Ucraini infiltrato oltre le linee del fronte, ci sia stato anche un traditore all’interno. Queste domande si sono già poste abbastanza di recente sul tema dei “combattenti dei corpi speciali” vicino a Chastje e della campagna sistematica di discredito cui è stata bersaglio la GRU GS [Direzione di Spionaggio Superiore dello Stato Maggiore Generale] della Federazione Russa. Sul versante dell’assumersi la responsabilità, la giunta ha assunto un atteggiamento ambiguo.

Anton Gerashenko
Anton Gerashenko

1. Il vice ministro degli Interni Anton Gerashenko ha respinto l’addebito dell’assassinio di Mozgovoj dicendo che si tratta di un lavoro delle forze speciali della GRU GS della Federazione Russa, continuando a sviluppare il tema della “presenza militare Russa” nel territorio del Donbass.

2. un complice di Kolomoiskj di nome Filatov ha commentato la situazione sulla stessa falsariga:

e

Traduzione del testo sopra riportato.
In memoria di Mozgovoj / Io ricordo la terribile primavera dell’anno scorso / Io ricordo la terribile estate dell’anno scorso / Io ricordo le centinaia di persone che noi e Ruban liberammo / Io ricordo le nostre telefonate con Bes, Mozgovoj e Drymov / Per salvare una sola anima noi eravamo pronti a parlare con decine di sacchi di letame / Alcuni non ci sono più / Altri ci sono ancora meno / Zarev, sei il prossimo / Il mondo russo mangia i suoi bastardi. 

3. Il capo dell’organizzazione semi virtuale “Ombre” di nome Anton Gladkyi (che in passato è stato toccato dalla favola sul generale Russo ucciso) ha dichiarato che è un lavoro dei suoi uomini e descritto la sua versione dell’omicidio di Mozgovoj.

Due creature dell'SBU: il leader formale di "Settore Destro" Yarosh e il leader formale dell'unità "Ombre" Gladkiy.
Due creature dell’SBU: il leader formale di “Settore Destro” Yarosh e il leader formale dell’unità “Ombre” Gladkiy.

Mozgovoj è saltato su due mine MON 50 alle 18:48 vicino all’insediamento di Mikhaylovka all’incrocio della strada Perevalsk–Lugansk. Arrivava dalla direzione di Stakhanov. I 3 uomini che accompagnavano Mozgovoj sono morti con l’esplosione; altre 3 sono stati finiti con un AK (7.62). Le mine sono state detonate simultaneamente, la parte posteriore sinistra, dove Mozgovoj era seduto, ha ricevuto il colpo maggiore… Lui è stato colpito dall’esplosione direttamente, ma si lamentava, gli abbiamo esploso due colpi ed ha smesso di lamentarsi. (…) La Toyta di color kaki con i vetri oscurati (…) dietro, ha ricevuto il colpo sull’asse posteriore (…) solo tre sono usciti da davanti, ed è lì che li abbiamo colpiti. Forse c’erano più corpi nella macchina, ci dicono che sono stati estratti in 7 compreso Mozgovoj, ma da parte nostra ho tenuto quel conto, era facile vedere e nel retro c’era solo una poltiglia. C’era un’altra jeep Chevrolet che li accompagnava, è rimasta in indietro e non è intervenuta. Ce ne siamo andati immediatamente, poco lontano c’è un villaggio, da dove si sono mossi gli scarafaggi, cento uomini… Noi ci siamo ritirati attraverso il villaggio di Lotikovo e quindi abbiamo fatto un giro attorno al villaggio. Offrono 300.000 dollari per le nostre teste. E’ ancora poco. E 100.000 per informazioni. Questa somma deve essere spedita al fondo di difesa dell’Ucraina. Vi abbiamo dato le informazioni, pagate! Gloria all’Ucraina!

Il generale russo che si presumeva assassinato dall'unità "Ombre"
Il generale russo che si presumeva assassinato dall’unità Ombre
Il commento sull'episodio dello stesso generale
Il commento sull’episodio dello stesso generale

L’organizzazione è un progetto dell’SBU analogo a quello Nazista “Werewolf“, lanciato nell’aprile 1945 nei territori del Reich. Una parte significativa all’interno di questo progetto è meramente propaganda e virtuale, il che serve a coprire operazioni autentiche della SBU e delle squadre speciali del Ministero. La leggenda ufficiale dei moderni “Werewolf Ucraini” appare così.

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Ovviamente si pone il problema di chi sta mentendo, Gladkiy o Gerashenko, che è stato già colto con le mani nel sacco a mentire per la gola già diverse volte in passato. Se Gerashenko mente (in linea di principio, se l’operazione è stata fatta attraverso la SBU o da professionisti stranieri, potrebbe semplicemente non esserne informato), diviene chiaro che la giunta è interessata nei disordini interni della Repubblica di Lugansk e oltre all’assassinio del famoso comandante potrebbe raccogliere i frutti dei torbidi associati con la morte di Mozgovoj.  Ma nel seguito il comportamento dell’SBU sembra abbastanza strano, nella misura in cui, di fatto, scongiura il risultato sperato e addossa alla giunta la responsabilità dell’omicidio di Mozgovoj. Potrebbe essere invece una sparata privata di un Gladkiy in cerca di pubbliche relazioni, che inconsciamente rompe le uova nel paniere del governativo Gerashenko? Ma come potrebbe essere una sparata privata se Gladkiy è effettivamente impegnato nel combattere l’esercito Russo nel Donbass?

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Se accettiamo la versione secondo cui è stato Plotnitsky ad ordinarlo, allora per quale motivo Gladkiy si prenderebbe la responsabilità e distruggerebbe tutto il gioco della destabilizzazione interna della Repubblica di Lugansk? Questa mancanza di accordo nell’azione è in sostanza strano o forse uno dei fini dell’operazione era gonfiare ulteriormente il progetto “ombre”. Abbiamo troppi pochi elementi per trarre conclusioni definitive. Il comando della Brigata “Fantasmi” ha già annunciato di considerare l’omicidio di Mozgovoj come perpetrato dalla giunta, accettando, di fatto, la versione di Gladkiy.

L'attentato a Mozgovoj del 7 marzo
L’attentato a Mozgovoj del 7 marzo

3. A proposito di come Mozgovoj personalmente valutava la caccia all’uomo di cui era vittima, come ad esempio riguardo eventuali accuse a esponenti della Repubblica di Lugansk di minacciare di ucciderlo che lui potrebbe avere sentito l’8 maggio, va detto che lui non ha ascritto alla dirigenza di Lugansk l’attentato alla sua vita dell’8 marzo. Piuttosto, ha detto  che non si sarebbe fatto sospingere in dispute interne alla Repubblica di Lugansk. Con riferimento all’assunzione di responsabilità, ora come allora, il tentativo di omicidio venne ascritto alla SBU.

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Una domanda ragionevole si pone qui: se l’organizzazione “ombre” è virtuale, perché rivendica sempre la responsabilità per tentativi di omicidio? Sembrerebbe che, in questo modo, di fatto, la SBU copra le autorità repubblicane da ogni accusa di essere implicate nell’assassinio di Mozgovoj. O forse dietro questa operazione di pubbliche relazioni di Gladkiy’s si nasconde il lavoro di strutture più serie (la guerra di informazione e sabotaggio). Torneremo oltre su questo punto.

4. A proposito delle armi, gli indizi sul calibro dei proiettili (7,62 mm) non ci consentono di identificare chiaramente l’identità di chi ha fatto fuoco, visto che le armi leggere usate da entrambe le parti in questo conflitto sono identiche. Naturalmente se ci fossero tracce di uso di munizioni particolari (per dire, moderne armi da fuoco russe o americane) si potrebbe sperare di identificare i responsabili sulla base del munizionamento usato, ma nel nostro caso è piuttosto improbabile che ciò avvenga. In linea di principio l’operazione non richiedeva l’uso di sistemi di arma ultramoderni. A giudicare dalla macchina e dei corpi che sono stati mostrati, non c’era gran protezione: alcune delle vittime non indossavano nemmeno i giubbotti antiproiettile, e così l’utilizzo di normali mitragliatrici PK e fucili d’assolto AK era più che sufficiente per eliminare gli obiettivi designati.

Tutto lo schema ma dell’azione del gruppo di fuoco sulla macchina è mostrato dalla ricostruzione di Lifenews. Hanno fatto fuoco da vicino contro obiettivi sostanzialmente disarmati. Mozgovoj avrebbe avuto una possibilità di sopravvivere solo se avesse indossato un corpetto antiproiettile classe 6 + (che in teoria avrebbe potuto fermare pallottole calibro 7,62 se fosse stato abbastanza fortunato da non venire colpito in testa). I corpetti di questa classe sono stati effettivamente acquistati in Novorussia, ma Mozgovoj non  nel ha mai indossati, almeno a quanto io ricordi (magari qualcuno è in grado di correggermi su questo). Sotto questo profilo ci sono perplessità che hanno a che fare con il fatto che gli attaccanti erano a conoscenza di dettagli relativi alla sicurezza personale più riservata di Mozgovoj, tanto che sapevano che la sua eliminazione non avrebbe richiesto nulla di più impegnativo, come nel caso dell’omicidio di “Batman” e della sua scorta. E dunque torniamo al problema del tradimento.

Traduzione:
Traduzione: “è in corso il disarmo dei “Fantasmi” ci sono scontri a fuoco.

5. Un importante argomento a favore della traccia Ucraina è l’immissione controllata di voci secondo cui la brigata “fantasmi” sarebbe stata disarmata con scontri a fuoco. Questa immissione è iniziata poco dopo l’omicidio, e si è diffusa immediatamente in numerosi ambienti novorussi, nonostante fosse stata immediatamente smentita dal comando delle brigata, che riferiva che nessuno era stato disarmato, e che non si erano verificate sparatorie. Più tardi è stata formata la nuova dirigenza della brigata e sono state date rassicurazioni sul fatto che nessuno stava sciogliendo i “Fantasmi” e i nuovi comandanti hanno annunciato ostentando fiducia che l’omicidio era un lavoro della giunta. In generale, da parte della giunta, questo è stato un goffo tentativo di seminare panico ed isteria dopo l’omicidio, e non si può escludere che il tutto sia stato preparato in anticipo.

In definitiva, se consideriamo l’ipotesi secondo cui Mozgovoj è stato eliminato da guastatori / ricognitori della giunta, possiamo trarre le seguenti conclusioni:

1. L’eliminazione con una simile operazione sarebbe stata possibile a condizione di disporre di professionisti di alto livello, da fare intervenire nell’ambito di una operazione speciale e utilizzando certe fonti di informazioni all’interno delle strutture di sicurezza della Repubblica di Lugansk o della brigata “Fantasmi”. Il nemico chiaramente ha utilizzato informazioni riservate che erano indispensabili per la predisposizione dell’agguato che ha eliminato Mozgovoj. Senza queste, una ipotetica incursione attraverso la linea del fronte e in ripiegamento sembra assurda, e quindi con elevata probabilità si potrebbe concludere che se Mozgovoj è stato eliminato da sabotatori delle giunta, l’operazione poteva contare su un appoggio interno.

2. Dubito che Mozgovoj sia astato eliminato proprio dalle “Ombre”, considerando il curriculum di questa organizzazione. Ma è possibile che questo sia stato solo una parte di una operazione coperta della SBU o di specialisti stranieri che sono occultati dalla attività di pubbliche relazioni di Gladkiy. L’operazione richiedeva un complesso di misure: prendere posizione in un dato momento, colpire e ritirarsi (non necessariamente attraversando la linea del fronte). E’ uno scenario verosimile? Si, è possibile. Comunque, sia le caratteristiche del gruppo (almeno 4 uomini armati con AK e PK, forse più) che la tipologia dell’azione rendono impossibile determinare la provenienza degli assassini. Il tema dell’identità degli sparatori rimane nel campo delle teorie, collegato alle motivazioni delle parti coinvolte.

Sia la giunta che alcuni esponenti della Repubblica di Lugansk avevano motivi per eliminare Mozgovoj, e avevano la capacità di farlo, specialmente nel probabile caso di una triangolazione.

Terze parti

Oltre alle ipotesi sopra menzionate, esiste anche la versione di una collusione dietro le quinte di entrambe le parti in campo. In questa ipotesi certe forze della Repubblica di Lugansk e a Mosca avrebbero deciso di sbarazzarsi di Mozgovoj al fine di seminare scompiglio nelle repubbliche popolari in modo da costringerle più facilmente a riunirsi al corpo politico ucraino.

m

Va sottolineato un momento molto importante per la comprensione dell’intera storia di Mozgovoj. Quando Bednov è stato cinicamente ammazzato e sono iniziate le giustificazioni del suo omicidio extragiudiziale (alcuni per stupidità ed altri per malafede) emerse il seguente intoppo. Venne creata una immagine informatica in cui le autorità della Repubblica avevano giustiziato un noto comandante e questo venne giustificato. Vi ricorderete facilmente chi sono quelli che giustificarono quest’inverno l’omicidio extra giudiziale. Il risultato finale è che la propaganda Ucraina ha ottenuto carta bianca nell’addebitare ogni omicidio e morte di individui alla dirigenza di Lugansk. Immaginate che un colpo di mortaio adesso colpisca Drymov in testa durante un bombardamento di Sanzharovka? Cosa direbbero in questo caso? Certamente che Plotnitsky ha ammazzato Dryomov. Ecco quello che direbbero: sicuro al 100%.

n
Il comandante del 105mo di Izvarino, morto in battaglia. Una “vittima del regime di Plotnitskj” che non è stata confermata come tale.

Inoltre, quando l’ex comandante di Izvarino è morto colpito da una granata a Chernukhino anche io ho sentito “opinioni” secondo cui era stato ucciso da Plotnitskj perché (si sosteneva) “sapeva troppo” sui torbidi traffici che passavano attraverso Izvarino. Perché si pensò che fosse stato ucciso? perché Plotnitskj aveva ucciso Bednov e un mazzo di propagandisti si sono messi a frignare dicendo che si era trattato di un affare simile: esecuzione extra giudiziale senza processo. Ebbene: le accuse seguenti alla dirigenza della Repubblica di Lungansk costituiscono precisamente la conseguenza del lavoro di quegli idioti che hanno deciso di risolvere la situazione “Batman” con un omicidio e di quei propagandisti che hanno giustificato questa azione, facendo un fantastico regalo alla propaganda della giunta, e funzionando come complici di fatto. E ora non importa cosa accada nella Repubblica di Lugansk, la colpa è di Plotnitskj, perché la propaganda ha detto che ammazzare i comandanti è cosa buona e giusta. E a quel punto tutti questi si sorprendono quando le “figlie dell’ufficiale” strillano dicendo che è stato Plotnitskj ad ucciderlo. Bene, naturalmente, lo avete visto da soli. Se è tanto facile uccidere Bednov, perché non Mozgovoj? In nome della vostra “lotta decisa con ogni mezzo contro il Makhnovismo [anarchia, insubordinazione]”. E grazie a questo “ogni mezzo” ora venite appesi al gancio della propaganda nemica.

In questa sede non intendo nemmeno discutere il punto se Plotnitskj sia implicato in altre storie, a parte l’omicidio di Bednov. Dico solo che quelli che hanno pianificato il “ristabilimento dell’ordine” nella Repubblica di Lugansk e giustificato i torbidi accaduti là hanno trasformato Plotnitsky in un capro espiatorio su cui ciascuno ha iniziato a scaricare qualsiasi cosa succeda nella Repubblica (e nello stesso tempo hanno anche screditato la dirigenza della Repubblica), sebbene sia risibile pensare che Plotnitskj possa prendere qualsiasi decisione ed eliminare qualcuno senza che quelli che di fatto gestiscono la sicurezza nella Repubblica di Lugansk ne vengano a conoscenza. E il problema non è solo la propaganda Ucraina, che semplicemente si è avvantaggiata di un regalo inaspettato, ma bensì quelle persone che hanno le mani in pasta nella politica operativa sul territorio della Repubblica di Lugansk, e di quelli che si rapportano con Plotnitskj. Il finale è grottesco: da un lato gridano che Plotnitskj è un pupazzo del Cremlino, dall’altro sarebbe lui a decidere chi viene eliminato, anche quando queste decisioni coinvolgono la Russia, in un modo o nell’altro.

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Qui dobbiamo fare qualche distinguo. Alcuni non capiscono perché le Repubbliche, che non sono riconosciute dalla Russia e che dovrebbero svilupparsi grosso modo nella stessa maniera, in realtà funzionano in maniera del tutto diversa. Il segreto di queste differenze risiede nel fatto che le Repubbliche sono guidate da strutture diverse, che spesso entrano in conflitto reciproco fermo il fatto che in teoria dovrebbero avere un corso comune, ed hanno differenti metodi di gestire i processi che si sviluppano nei territori di rispettiva gestione. Sotto questo profilo io ho già espresso un paio di volte la mia idea: alla resa dei conti i tizi che hanno l’incarico di gestire la Repubblica di Donetsk sotto il profilo militare e della sicurezza si sono rivelati più competenti e professionali. Basta prendere atto del fatto che la maggior quantità di omicidi, scandali, sporcizia e materiale compromettente viene dalla Repubblica di Lugnask, per capire che gente che ha il compito di guidare il processo e risolve i problemi con questi mezzi non va da nessuna parte. Anche nella Repubblica di Donetsk, a volte, si sentono espressioni tipo “Non siamo mica a Lugansk, qui” perché l’originaria anarchia di Lugansk è stata affrontata con delle modalità di “mettere ordine” che, nonostante tutti i contrattempi della edificazione civile e militare della Repubblica di Donetsk, quella sembra una cittadella di ordine a confronto con quella di Lugansk. Questa è una indicazione della qualità del lavoro di quanto hanno guidato la Repubblica di Donetsk e quella di Lugansk, e questa indicazione ci mostra esiti sostanzialmente diversi. Anche rispetto al più duro scenario: quella delle esecuzioni. Recentemente nella Repubblica di Donetsk si è avuta una purga di banditi Ceceni, una parte dei quali è stata giustiziata senza tanti complimenti, mentre il resto veniva disarmato ed incarcerato. E tutto questo senza alcuno scandalo significativo e con conveniente copertura mediatica. Sono assolutamente certo che il 99% dei lettori non hanno nemmeno sentito parlare di questa purga, che è stata condotta su scala molto più ampia e capillare dello scontro fra Plotnitskj and Kozitsyn per il controllo di Antratsit.

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L’ atamano Safonenko, il portavoce di “Batya”, recentemente disarmato a Donetsk

E si prenda il disarmo di Saphonenko la cui squadra era molto più numerosa e meglio armata dei “Fantasmi” di Mozgovoj ed il cui “fondamento” era molto più stabile di quello di Bednov. Questo è un lavoro di un altro livello. Un livello in cui il lavoro “contro il Makhnovismo” non si trasforma in una fottuta vergogna, ma è un lavoro professionale e sistematico.  Nella Repubblica di Lugansk gli idioti locali prima hanno intrapreso una guerra contraddittoria contro i cosacchi, che poi hanno coperto con una spiegazione del tutto priva di plausibilità. E dopo che “Bednov” è stato fatto secco, è diventato molto difficile respingere accuse circostanziate secondo cui “Plotnitskj ammazza i dissidenti”.

E allora, parlando di malafede, non si può non cogliere l’alto livello di dilettantismo e di incompetenza della gente a cui è stata affidata la supervisione della Repubblica di Lugasnk. L’esempio della Repubblica di Donetsk mostra che era possibile  lavorare diversamente, ma a quanto pare a Lugansk si lavora come viene, non come si deve. Ecco da dove viene il retroterra informativo secondo cui il solo Plotnitskj è responsabile per ogni morte. E non potrebbe essere diversamente, e non dovremmo sorprenderci notando che tutto ciò che accade nella Repubblica di Lugansk produce naturalmente la conclusione che è tutta, nuovamente, colpa di Plotnitskj.

Ancora sulla malafede. A parte la questione relative alla fonte da cui la possibile operazione di ricognizione e sabotaggio della giunta ha assunto le informazioni sul percorso del corteo di Mozgovoj e sui dettagli che riguardano la sicurezza, c’è il problema della gente che ha minacciato di uccidere Mozgovoj. Putroppo Mozgovoj non ha fatto nomi, così possiamo solo cercare di indovinare di chi si trattasse, qualcuno nella dirigenza della Repubblica, fra i supervisori, o qualcun altro. Effettivamente non può essere escluso che quando questa gente, con cui Mozogovoj era in urto, abbia potuto passare alla giunta certe informazioni, tali da consentire alla giunta di portare il gruppo di ricognizione e sabotaggio sull’obiettivo, facendo fare il lavoro sporco a qualcun altro.

Marat Musin suggerisce che esiste un ufficiale responsabile della Repubblica di Lugansk (come Mozgovoj non fa nomi) che cerca di agire in nome della direzione politica del paese in vista di benefici economici. Sta cooperando con certi ufficiali degli organi di sicurezza che hanno interessi commerciali nella Repubblica di Lugansk.

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E’ vero o no che durante un incontro avvenuto alcuni giorni fa a Mosca fra i rappresentanti della direzione della Repubblica di Lugansk e Donetsk ed un influente funzionario del Cremlino la tesi dell’Ucraina unita e indivisibile è stata promossa al fine di coprire i suoi traffici criminali, con la complicità possibile di qualche struttura federale a Donetsk e Lugansk? E’ vero che questo funzionario è l’architetto di schemi criminali assieme ai suoi compagni di (sanguinosi) affari, ed è stato mandato al diavolo da Zakharchenko, capo della Repubblica di Lugansk, la cui vita è ora in pericolo?

E’ vero che certi rappresentanti corrotti di strutture di sicurezza governative e ministeri sono implicati negli affari criminali in Novorossia in complicità con rappresentanti Ucraini? E  non si parla solo dei centocinquanta vagoni di carbone che giornalmente vengono contrabbandati in Ucraina via Antratsit. Quando verrà fatta pulizia su tutto ciò, e chi se ne occuperà? E’ assolutamente chiaro che Aleksej Mozgovoj non avrebbe mai eseguito ordini traditori, e che non sarebbe mai rimasto in silenzio.  

Zakharchenko dopo essere stato ferito.
Zakharchenko dopo essere stato ferito.

 Venendo ai “soci d’affari” forse questo è un riferimento ad Akhmetov, che ha incontrato Zakharchenko a gennaio (Akhmetov era scortato dagli “Alpha” della SBU di Dnepropetrovsk, Zakharchenko dalla brigata “Vostok”); in tale occasione è stata discussa la questione del ritorno della Repubblica di Donetsk all’Ucraina. Le parti non hanno potuto raggiungere un accordo. Zakharchenko in febbraio per una ferita alla gamba, da cui non è ancora pienamente guarito.

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Il maggiore “beneficiario” del Donbass: il salvataggio dei suoi affari è stato pagato con il sangue di entrambe le parti.

Who is the official? The omnipresent Surkov? Or one of the immediate supervisors? Or somebody among the people on the ministerial side? It would be nice to hear the last names.

Actually, there were already several “strange” stories during this war like the “assault on the Donetsk airport on May 26,” surrender of Mariupol in May-June of 2014, the attempt to surrender Donetsk in early July of 2014, when the scalp of Rinat Akhmetov could be seen clearly through the fog of war, who tried to preserve himself on the political scene of the DPR through his connections in Moscow. As Borodai personally confessed later, Mariupol wasn’t captured in September 2014 only because this would ruin a commercial scheme that involved Akhmetov.

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Chi era il “funzionario”? L’onnipresente Surkov? O uno dei supervisori più vicini al campo? O qualcuno degli esponenti del personale ministeriale? Sarebbe interessante scoprire il nome. In realtà, abbiamo avuto già diverse storie “strane” durante questa guerra, come l’ “assalto all’aeroporto di Donetsk” del 26 maggio, la “resa di Mariupol” nel maggio – giugno 2014, il tentativo di circondare Donetsk all’inizio di Luglio 2014, quando si è potuto intravedere chiaramente nella “nebbia di guerra” lo zampino di Rinat Akhmetov che cercava di difendere il suo ruolo nella scena politica della Repubblica di Donetsk attraverso le sue connessioni a Mosca. Come Borodai ha confessato più tardi in prima persona, Mariupol non è stata conquistata nel settembre del 2014 solo perché questo avrebbe sconvolto un traffico commerciale in cui Akhmetov è implicato.

“E così voi vi potreste chiedere perché noi non abbiamo preso Mariupol in Settembre sebbene questa possibilità fosse sul tavolo. Il motivo è che non avrebbe potuto esportare la sua produzione dai “territori terroristi” verso l’Occidente e dalla Repubblica di Donetsk all’Italia? Naturalmente non avrebbe avuto modo di farlo.  Non può tirare la roba fuori di là. Ha bisogno di imbarcare tutto dal territorio ucraino, e l’unico porto aperto per lui è Mariupol. Da Odessa non è più possibile. Il porto di Odessa è controllato da Kolomoisky, e lui non permetterà mai ad Akhmetov di utilizzarlo. Così l’unica possibile configurazione entro la quale gli affari di Akhmetov potevano funzionare è quella in cui Mariupol fosse rimasta all’ombra della bandiera gialloblu dell’Ucraina”

In realtà il dato davvero importante in questo contesto, oltre alla guerra fra le Repubbliche di Donetsk e Lugansk contro l’Ucraina e quella intestina all’interno della Repubblica di Lugansk, è la presenza di una vasta rete affaristica illegale associata con le consegne di carbone e agli interessi degli oligarchi Ucraini, che sin dalla primavera estate del 2014 ha lavorato per mantenere il controllo effettivo dei processi nel Donbass, in modo da non potere essere sostituiti dalle “elite rivoluzionarie”. Da questo discende questa toccante attenzione dei supervisori a proposito degli interessi di Akhmetov e di altri, che ha prodotto la convinzione fra gli operatori che questi soggetti in un modo o nell’altro saranno “utili” al processo.

Ovviamente gente come Dryomov e Mozgovoj, che parlano di giustizia sociale erano incompatibili con il banchetto della “vita commerciale” attraverso il quale scorrono decine di milioni di dollari. Così, integrato Drymov nel sistema e “dimenticata” la sua chiavetta USB, Mozgovoj, con i suoi discorsi sul “sistema” e sulla necessità di “de oligarchizzarlo”, è sembrato suscitare una certa irritazione per gli affari personali di certa gente, ma non più di questo, in quanto i flussi finanziari che attraversano il fronte funzionano bene anche senza Alchevsk.

Un combattente dei "Fantasmi" issa la bandiera sovietica sulla sacca di Debalchevo
Un combattente dei “Fantasmi” issa la bandiera sovietica sulla sacca di Debalchevo

Ma Mozgovoj era un problema per il comando militare effettivo della Repubblica di Lugansk? No. Lui si era già subordinato, anche se con certe riserve (durante l’inverno ha effettivamente eseguito gli ordini di “Tambov”), e una parte della sua brigata era già stata inclusa nelle unità di sicurezza locali. Il compimento del lento processo di integrazione nelle forze armate della Repubblica di Ligansk avrebbe potuto richiedere ancora qualche mese, ma Mozgovoj non aveva reali alternative: la brigata sarebbe stata completamente integrata nelle forze armate o avrebbe semplicemente cessato di esistere. Sotto il profilo propagandistico l’influenza di Mozgovoj ha conosciuto un declino negli ultimi sei mesi e la sua voce non si levava più alta come nell’estate – autunno 2014. Non costituiva una effettiva minaccia politica e non aveva pretese sulla posizione di capo delle repubbliche o di ministro della difesa. La massima posizione che gli è stata proposta durante i negoziati è quella di comandante di brigata dell’esercito della Repubblica di Lugansk.

Quello che poteva fare, in effetti, era contestare gli accordi di Minsk e intralciare i traffici criminali (nazionali ed internazionali) che passavano attraverso Alchevsk. Se consideriamo l’ipotesi secondo cui Mozgovoj si è messo di traverso rispetto alla gente che ha trasformato la Novorussia in un affare sotto la copertura del “volere dello Zar” e secondo cui la sua volontà ha effettivamente intralciato qualcosa, allora naturalmente non si può escludere che una congiura privata associata con una diffusione di informazioni sul percorso del convoglio  alla giunta sia stata parte di un piano più vasto.

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Sarebbe interessante capire di che “dati” si tratti e chi li abbia diffusi.

Questo piano potrebbe non  consistere semplicemente nell’omicidio di un comandante di brigata sleale. Non può essere escluso che ci sia una dimensione politica in questo omicidio. Sullo sfondo di una campagna informativa finalizzata all’espulsione dei militari Russi dalla Novorussia, militari che ufficialmente non sono lì (campagna nella quale i media della giunta e la quinta colonna russa mettono in atto una commovente collaborazione) le storie dirette a screditare la partecipazione russa al supporto della Repubblica di Lugansk iniziano ad apparire con sospettosa frequenza. Prima un clamoroso scandalo con le truppe “spetsnaz” (a cui erano state date informazioni non dettagliate sulla ritirata della giunta da Chastje: e chi potrà mai avergliele date?) e poi l’assassinio di Mozgovoj, il cui principale responsabile è “ovvio” grazie agli sforzi degli idioti locali.

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Ecco che abbiamo un tipico esempio di cosa succede quando la propaganda ella “lotta contro il Makhnovismo con la legge marziale” produce risultati molto diversi da quelli immaginati dai propagandisti. Sebbene, forse, loro vogliano precisamente questo genere di risultati.

Personalmente non credo che le autorità della Federazione Russa abbiano deciso di eliminare Mozgovoj, specialmente dopo le lettere spedite ad alti funzionari della Federazione Russa, con scritto che gli affari nella Repubblica di Lugansk non stavano procedendo nel senso giusto. E Putin avrebbe deciso di uccidere Mozgovoj per questo, si certo, come no? Questa è una palese ca***ata. Non solo Mozgovoj, ma altra gente ha parlato di queste cose, per esempio lo stesso Strelkov in termini molto più pesanti. Perché non è ancora morto? Perché è vivo Kozitsyn, che si è scagliato contro la dirigenza della Repubblica di Lugansk in maniera molto più violenta? Perché non stato ucciso Fominov? E’ molto più facile che questo tipo di idee siano state concepite da quelli che hanno avuto conflitti con Mozgovoj, quelli di cui lui si è lamentato presso Mosca.

E’ possibile che Mozgovoj sia stato rimosso per le sue proteste contro le prese di posizione che vogliono il Donbass parte dell’Ucraina? Ed è stato l’unico a protestare? Lo stesso Zakharchenko ha fatto dichiarazioni simili negli ultimi mesi: qualche volta ha detto che è favorevole ai colloqui, qualche volta che “non torneremo mai”. Per quale motivo è ancora in carica? Se Mozgovoj è stato ucciso per questo, Zakharcenko dovrebbe a sua volta essere rimosso.

Io non escludo la possibilità che ci possa essere una cooperazione con il nemico ad un qualsiasi livello della gestione del processo della Repubblica di Lugansk, nel momento in cui informazioni sensibili, che portano alla morte di un comandante di brigata (che ha ignorato le minacce e tenuto conferenze e inviato doglianze a Mosca riguardo ai “boiari del posto, le cui malefatte lo Zar ignora”) messe a disposizione dell’altra parte, così come il fallimento delle strutture di sicurezza della Repubblica di Lugansk, che avrebbero dovuto impedire questa fuga di notizie e invece hanno fallito nello sventare la preparazione dell’operazione speciale avente come obiettivo la liquidazione di Mozgovoj.

Conclusioni

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E’ possibile che Mozgovoj sia stato ucciso dai “nostri” come Bednov? In teoria è possibile visto che aveva dei nemici, ma in generale sono più incline a credere che sia stato eliminato da un gruppo speciale Ucraino o straniero, coperto dalle pagliacciate semi virtuali delle “Ombre” di Gladkov e con la possibile assistenza di uno o più traditori nella Repubblica di Lugansk (o avvalendosi di un errore assolutamente madornale dei locali servizi segreti) che ha permesso ai nemici di venire in possesso di informazioni sui movimenti di Mozgovoj.

L’affrettata e contraddittoria attività del sistema informativo russo, che ha prodotto errori caotici (del tipo dell’articolo del canale televisivo “Zvezda” secondo cui Bednov fu ucciso dalla giunta – il che dimostra precisamente la mancanza di ogni piano informativo coerente a proposito del quadro in cui si è svolto l’omicidio di Mozgovoj – il che lascia un certo spazio di manovra alla giunta, che può giocarsi la carta del “Plotnitsky ha ucciso Mozgovoj” che implica”Putin ha ucciso Mozgovoy”), è un indizio che questo omicidio ha colto la linea ufficiale russa impreparata e la linea informativa è stata assemblata in fretta e furia, il che ha prodotto delle sbavature. Se l’obiettivo fosse stato eliminare Mozgovok e se questo obiettivo fosse espressione di una politica ufficiale, la posizione del sistema informativo sarebbe stata predisposta in anticipo (per esempio, nel giro di un’ora dopo l’omicidio sarebbe emersa una versione “gradita” che sarebbe stata portata alla ribalta su tutti i canali sin da ieri sera) e per rendere tutto ancora più plausibile avrebbero potuto spargere in giro un po’ di corpi in uniforme ucraina, cosa tutt’altro che difficile. In realtà è proprio la scomposta reazione delle fonti ufficiali russe (shock, seguita dalla naturale tendenza a scrivere “non siamo stati noi”) di fonte all’evento a costituire una indicazione perfetta atta ad escludere che l’omicidio di Mozgovoj sia stato pianificato dalla Russia.

Vi ricorderete, ad esempio, come hanno lavorato il media Russi quando i nostri profesionisti hanno eliminato Yandarbiyev: la reazione è stata: “si, siamo stati noi, e allora?”. Non solo a livello mediatico, ma anche da parte del Ministero degli Esteri.Tutto questo rientra nel tema di come le linee informative vengono preparate per il caso di operazioni intese alla liquidazione di nemici o personalità scomode.

Mozgovoj aveva dei nemici (e ne parlava apertamente dicendo di essere stato minacciato di morte da “nostri”) sia da parte nostra che da parte ucraina di modo che non possiamo escludere la possibilità che qualcuno abbia immaginato di risolvere il problema dell'”uomo scomodo” con manovalanza nemica facendo poi ricadere tutte le responsabilità sul già sporco Plotnitskj (chi potrebbe pensare che mister X sia coinvolto dal momento che c’è già Plotnitskj responsabile di tutto per definizione) che poi potrà essere sostituito proprio come un impiegato, mentre verrà messa una pietra su tutta la questione. Nel frattempo, quelli che sono davvero responsabili della situazione nella Repubblica di Lugansk resteranno impuniti, se ne andranno con i loro milioni nei loro resort, all’insegna del motto “ci abbiamo provato, ma è andata male”. E poi, riguarda al modo in cui tutto questo pregiudicherà le posizioni russe nel Donbass, chi e quando, fra gli affaristi della politica, si è mai occupato di simili inezie?

Sotto questo aspetto, le lotte intestine della Repubblica di Lugansk, che sono lievitate fino a coinvolgere omicidi dei comandanti giustificati dai propagandisti, hanno creato terreno fertile per diverse operazioni coperte, che hanno minato la partecipazione russa nel sopporto alla Repubblica di Lugansk, e che hanno gettato discredito non solo su Plotnitsky, ma sulla stessa Repubblica, che si è vista affibbiata la reputazione di “enclave semi banditesca” in cui ogni problema viene risolto come negli anni novanta e se uno si azzarda a fare una critica è automaticamente un nemico e una quinta colonna, perché i camerati vanno bene solo se giustificano tutti e tutto, anche ciò che è oggettivamente ingiustificabile. E dunque, anche prima dell’omicidio di Mozgovoj, grazie agli sforzi combinati della propaganda della giunta e di supervisori incapaci, si è creata l’atmosfera giusta che ha funzionato nel migliore dei modi in vista di un discredito della politica russa nella Repubblica di Lugansk. E, ovviamente, per la SBU e i suoi capi non ci potrebbe essere situazione migliore per preparare varie operazioni provocatorie valendosi di contatti indiretti da una parte e dall’altra del fronte con la gente che antepone le tasche piene agli interessi della Russia o dell’Ucraina. Ed  in questa atmosfera di sfiducia e di accuse di tradimento e doppio gioco (“la Repubblica di Lugnask è stata scaricata!”) uno degli eroi della Novorussia è rimasto ucciso. Non sappiamo ancora con certezza chi ha premuto il grilletto e possiamo solo avanzare delle ipotesi, ma sappiamo molto bene come si è creata l’atmosfera in cui è stato ucciso e come è stata usata contro la Repubblica di Lugansk e la Russia sotto lo schermi di discorsi tipo: “non criticate la tregua” e “uccidiamo i comandanti così faremo ordine”. Che genere di ordine ci sarà alla fine lo potete vedere chiaramente riflesso nella rappresentazione mediatica emersa dopo l’assassinio di Mozgovoj. Poi, chi se ne frega se muore un altro Makhnovista [anarchico, insubordinato n.d.t.]?

Sono loro i colpevoli di tutto, solo loro.

*****

Articolo di Colonel Cassad apparso su Colonel Cassad il 24 maggio 2015

Traduzione in italiano a cura di Marco Bordoni per SakerItalia.it

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