Se foste Lavrov o Putin, che scegliereste come interlocutore in occidente?

Il comunicato unitario del G7 – l’ennesimo esercizio di fantasia

Non pubblicherò il testo integrale, che si può leggere qui, ma solo il passaggio sulla “politica estera” che ha a che fare con l’Ucraina:

Trovare una Soluzione al Conflitto in Ucraina

Rinnoviamo la nostra condanna alla annessione illegale della Penisola di Crimea da parte della Federazione Russa e riaffermiamo la nostra politica di non – riconoscimento.

Rinnoviamo il nostro pieno supporto agli sforzi di individuare una soluzione diplomatica del conflitto nell’est Ucraina, in particolare nel quadro della “formula Normandia” e del Gruppo Trilaterale di Contatto. Salutiamo con favore il ruolo chiave assunto dall’ OSCE nell’individuazione di una soluzione pacifica. Invitiamo tutte le parti a dare piena applicazione all’accordo di Minsk incluso il Pacchetto per la loro applicazione firmato a Minsk il 12 febbraio 2015, attraverso l’istituzione di un gruppo di contatto trilaterale e di quattro gruppi di lavoro. Siamo preoccupati dal recente aumento dei combattimenti lungo la linea di contatto; rinnoviamo il nostro appello a tutte le parti a rispettare e applicare il cessate il fuoco, ritirando le armi pesanti. Sottolineiamo che la durata delle sanzioni dovrà essere chiaramente commisurata alla completa realizzazione degli accordi di Minsk da parte della Russia ed al completo rispetto per la sovranità Ucraina. Possono essere revocate quando la Russia realizzerà questi impegni. In ogni caso, siamo pronti ad adottare ulteriori misure restrittive al fine di incrementare i costi per la Russia nel caso le sue azioni lo richiedessero. Ci aspettiamo che la Russia interrompa il supporto transfrontaliero alle forze separatiste e utilizzi la sua considerevole influenza sui separatisti perché ottemperino completamente agli impegni da loro assunti a Minsk.

Appoggiamo e sosteniamo i passi compiuti dal governo ucraino per realizzare riforme strutturali e sollecitiamo la dirigenza ucraina a continuare in maniera decisa la necessaria, fondamentale, trasformazione sul solco degli impegni con l’Unione Europea ed il Fondo Monetario Internazionale. Riaffermiamo il nostro impegno a lavorare con le istituzioni finanziarie internazionali e con gli altri interlocutori per fornire sostegno tecnico e finanziario nel processo di avanzamento dell’Ucraina verso la sua trasformazione. Chiediamo agli ambasciatori del G7 a Kiev di stabilire un gruppo di sostegno all’Ucraina. Il suo fine sarà sviluppare le riforme economiche dell’Ucraina attraverso una consulenza ed una assistenza coordinate.

Mi pare evidente che questa presa di posizione si contraddice da sola. Considerate che:

1) I Novorussi hanno fatto tutto quello che M2A [il secondo accordo di Minsk n.d.t.] gli richiedeva. Non solo hanno integralmente ritirato le loro armi, ma hanno abbozzato una proposta per l’organizzazione di elezioni locali e l’hanno inviata alla giunta di Kiev.

2) Gli Ucronazi hanno violato tutte le condizioni di M2A inclusa quella primaria: ritirare le loro armi pesanti.

3) La Russia non è nemmeno una parte del confitto e, nonostante questo, le viene richiesto di attuare integralmente M2A (se non altro solo perché sono così favorevoli alla Russia ed alla Novorussia).

4) al contrario, la giunta Ucronazi a Kiev non ha interrotto la sua retorica bellicosa nemmeno per un singolo giorno.

5) Le sanzioni alla Russia sono state un fallimento totale: hanno fallito nell’intento di provocare un ragionevole danno all’economia Russa ed hanno solo consolidato il sostegno della popolazione russa per Vladimir Putin.

E tuttavia, a dispetto di queste circostanze innegabili, tutti i capi del G7 hanno consentito a questo ridicolo comunicato. Che cosa ci dice, tutto questo?

Io credo che siano veramente disconnessi dalla realtà e che questo comunicato congiunto suoni più come un sortilegio, un mantra, che come un piano fattibile che abbia qualche possibilità di raggiungere un risultato nel mondo reale.

L’ho detto tante volte, qui: i Russi non credono alla efficacia delle minacce. Nella cultura russa se sei forte non minacci mai (perché non ne hai bisogno), e se minacci significa che sei debole. Ora immaginate come reagiranno i Russi di fronte a minacce mollicce e insulse tipo “siamo pronti a…”. Rideranno e scuoteranno la testa in segno di disgusto e disprezzo totale.

Questo è, fra l’altro, qualcosa che mi capita spessissimo di sentire: personaggi politici Russi che affermano che la qualità intellettuale dei dirigenti Americani è crollata drammaticamente. In passato i Russi non hanno sempre apprezzato i funzionari degli Stati Uniti, ma non li hanno mai nemmeno disprezzati. Ora questo è il commento più frequente che mi capita di sentire: il disgusto per la totale mancanza di professionalità dei funzionari statunitensi. Per quanto riguarda l’Unione Europea, i Russi ora la considerano una colonia degli USA senza diritto di parola, incapace persino di formulare una opinione indipendente o di difendere i propri interessi nazionali.

La triste verità (triste e paurosa) è che la Russia non ha più nessuno con cui parlare. Letteralmente. Non c’è un solo capo occidentale con cui valga la pena discutere. Sono tutti illusi, incompetenti o invertebrati. Spesso tutte queste cose assieme. Pensateci voi stessi: se foste Lavrov o Putin, chi scegliereste come interlocutore in occidente?

Esatto. Non c’è rimasto nessuno con cui valga la pena parlare. Nessuno.

Se non fosse per il fatto che Stati Uniti, Regno Unito e Francia dispongono di armi nucleari sarebbe tutto molto divertente. Ma invece ne dispongono, e queste nullità potrebbero in ipotesi radunare tutta la loro intelligenza per premere un bottone, e questo è il motivo per cui la Russia deve essere così prudente. La normale teoria della deterrenza assume sempre un “attore razionale”. Ma che succede se dell’altra parte c’è gente che in sostanza è “prende fischi per fiaschi” e non è più in grado di vedere la realtà?

Il Saker

Articolo di The Saker apparso su Vineyard of the Saker l’8 giugno 2015


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2 pensieri su “Se foste Lavrov o Putin, che scegliereste come interlocutore in occidente?

  1. Di fatti in Europa non c’è nessun interlocutore credibile degno di questo nome che possa dialogare alla pari con la Russia e con tutti gli altri paesi del mondo ( penso alla Cina, all’ India, al Brasile ecc.ecc.) e le conseguenze si vedono. La crisi morale ed economica in cui versa l’ Europa è disarmante oltre che disastrosa. E’ un segno pesante della crisi che da decenni investe il vecchio continente. Come uscirne ? Penso che o l’Europa riesce ad esprimere una nuova classe dirigente ( come è successo in Grecia e forse in Spagna) oppure è destinata ad un lento ed inesorabile declino.

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