Incredibile Scopera al Congresso USA: Nazisti nel Battaglione Azov!

Lo scorso 10 giugno la Camera dei Rappresentanti USA, in occasione dell’esame dell’Atto di Stanziamento per il Dipartimento della Difesa del 2015 ha apportato tre emendamenti presentati dai Deputati John Conyers, Jr. (Democratico del Michigan) e Ted Yoho (Repubblicano della Florida) per bloccare il trasferimento di sistemi antiaerei spalleggiabili (altrimenti noti come MANPADS) alle parti in lotta in Iraq ed in Ucraina e per impedire l’addestramento del Battaglione Azov da parte di istruttori statunitensi. Questa iniziativa segue un’altra simile dello stesso duo, che giusto un anno fa avevano ottenuto il bando delle vendite di MANPADS ai belligeranti sostenuti dagli Stati Uniti in Siria.

Il tweet del deputato
Il tweet del deputato

Al di là dei limiti in sé, dal valore più che altro simbolico, quello che ha fatto discutere è stato il tono insolitamente duro del testo e della relazione illustrativa presentata dal Deputato Conyers che, come mostra il resoconto offerto sul suo sito, ha chiamato davvero le cose con il loro nome.

“Se c’è una semplice lezione che possiamo trarre dal coinvolgimento degli Stati Uniti in conflitti oltremare” ha detto il Deputato a proposito del bando dei MANPADS “è questa: attenzione all’eterogenesi dei fini! Come è stato dimostrato in maniera chiara dal coinvolgimento in Afganistan durante l’invasione sovietica di decenni or sono, una assistenza militare sovrabbondante o la concentrazione di una quantità eccessiva di armamenti in un’area di conflitto può avere conseguenze destabilizzanti e, in ultima analisi, ritorcersi contro l’interesse nazionale. Sono lieto che la Camera dei Rappresentanti abbia approvato la notte scorsa all’unanimità i miei emendamenti che assicurano che i nostri militari non addestreranno membri del ripugnante Battaglione Neonazista Azov, e le misure per tenere armi pericolose e facilmente trasferibili  come i MANPADS fuori da queste regioni instabili.”

Uomini del Battaglione Azov
Uomini del Battaglione Azov

La pagina del Deputato rincara la dose: “Il Battaglione ucraino Azov” si legge “è una milizia volontaria di 1.000 uomini inquadrata nella Guardia Nazionale che il Foreign Policy Magazine ha descritto come “apertamente neo Nazista” e “fascista”. Il Ministro degli Interni Ucraino Arsen Avakov, sotto la cui responsabilità si trovano le milizie armate, ha annunciato che le truppe dell’Azov potrebbero essere fra le prime unità addestrate dal Pentagono nell’ambito della operazione Fearless Guardian, suscitando significative preoccupazioni internazionali. (…) Secondo la Reutersil battaglione Azov è sorto dal gruppo nazional socialista paramilitare “Patrioti Ucraini”, che ha diffuso slogan di supremazia bianca e purezza razziale, e che ha sostenuto la necessità di un potere autoritario e di una economia nazionale centralizzata. Il controverso fondatore dell’Azov Andriy Biletsky ha organizzato il gruppo Nazista “Assemblea Social Nazionale” (ASN) nel 2008. Gli uomini dell’Azov usano il simbolo neo nazista Wolfsangel (dente di lupo) sulle loro bandiere e i membri sono apertamente antisemiti e sostenitori della supremazia bianca, come ha scritto The Telegraph. Da quando, in settembre l’ Azov è stato inquadrato come reggimento della Guardia Nazionale Ucraina ed ha iniziato a ricevere maggiori forniture di armi pesanti, comunque, Biletsky abbassato i toni della sua retorica.  Secondo il Washington Post, che cita la Ruters, i membri del battaglione “potrebbero potenzialmente colpire di propria iniziativa obiettivi pro russi, o addirittura rovesciare il governo ucraino” per impedire una soluzione diplomatica del conflitto.”.

L’inconsueta presa di posizione della Camera dei Rappresentanti su iniziativa del Deputato Conyers ha suscitato, oltre che stupore generale, prevedibili consensi da parte russa (“meglio tardi che mai” riporta Russia Today citando un anonimo funzionario) e altrettanto prevedibili censure da parte ucraina. I rappresentanti del Battaglione Azov si dicono addirittura “oltraggiati”  dal testo dell’emendamento, mentre da altri ambienti vicini a Kiev arriva a Conyers la prevedibile accusa di essere “sul libro paga di Putin”. In ogni caso questa ventata di eterodossia potrebbe essere presto troncata se, come pare, la Casa Bianca si appresta a porre il veto sull’intero provvedimento per divergenze sui suoi indirizzi economici. (Stefano Orsi – Marco Bordoni)

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