Morto che cammina: Il Reggimento Immortale russo e la Venerazione degli Antenati

“Voi siete milioni, noi nugoli agguerriti” (Gli Sciti, Alexander Blok, 1918)

Il 9 maggio 2015 Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite, si trovava in visita ufficiale a Mosca per commemorare il settantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa. Avendo visto una folla innumerevole dimostrare nelle strade, ne concluse che stava assistendo ad una protesta anti Putin. Questo tipo “equivoco” non è sorprendente. Dopo tutto la narrazione ufficiale dei media Europei e Nord Americani fa il possibile per esagerare la portata delle proteste anti governative inscenate da una manciata di facoltosi filo occidentali di orientamento ideologico liberale, mainfestazioni e che si limitano, in pratica, ai centri urbani maggiori. E tuttavia quel giorno i giornalisti stranieri sono stati costretti a rendere conto di un avvenimento senza precedenti, pur provando a sminuirne i numeri: mezzo milione di Moscoviti ha marciato per la città inalberando fotografie dei loro famigliari che presero parte alla Grande Guerra Patria (1941 – 1945).

[Ma poi ho visto che, al contrario, i manifestanti sostenevano il Suo governo. Ho visto che lo facevano con orgoglio, ho visto i loro volti. Ci hanno salutato passando davanti alla delegazione delle Nazioni Unite, il che ci ha fatto molto piacere. E in conclusione credo davvero che Lei meriti questo amore del popolo. Ban Ki Moon]

La marcia del Reggimento Immortale, Russia, 2015. Fonte: RIA / AFP.
La marcia del Reggimento Immortale, Russia, 2015. Fonte: RIA / AFP.

Per essere chiari, questi Moscoviti non dimostravano per “sostenere il governo” per usare le parole di Ban Ki Moon, ma per onorare una data cruciale nella storia della Russia. L’Unione Sovietica perse più di 26 milioni di persone in questa guerra, la maggioranza delle quali civili, secondo le stime ufficiali. Inflisse, oltre tutto, l’80% delle perdite subite dalla Germania Nazista, visto che il secondo fronte venne aperto dagli alleati solo a metà del 1944; così questa vittoria appartiene ai Sovietici a buon diritto. Questa guerra ha colpito letteralmente ogni famiglia del paese, non solo al fronte, ma anche nella produzione industriale nelle retrovie. Dagli 872 giorni di carestia durante l’assedio di Leningrado al milione di perdite Sovietiche subite in occasione della famosa vittoria decisiva di Stalingrado, la guerra è divenuta la grande esperienza identitaria che ha consolidato l’URSS. Detto questo, il Reggimento Immortale cavalca la stessa ondata di patriottismo che per la prima volta sorse in occasione delle Olimpiadi di Soci e della riunificazione della Crimea alla Russia nel 2014. In questo senso si, la maggior parte dei cittadini del paese sostengono davvero l’opera del governo, e i sondaggi lo confermano.

Reggimento Immortale, San Pietroburgo, Russia, 2014. Fonte: Dmitrii Lovetskii.
Reggimento Immortale, San Pietroburgo, Russia, 2014. Fonte: Dmitrii Lovetskii.

La solidarietà di questo genere ha un significato anche più profondo di quello che potrebbe sembrare a prima vista: lentamente, i Russi stanno elaborando un nuovo percorso ideologico, attraverso il quale giungono a vedersi come parte di una civiltà unica nel suo genere, che non è né occidente né oriente, ma un Grande “In Mezzo”, come l’aquila bicefala bizantina che hanno ereditato centinaia di anni or sono.

Noi – solo un’ora, voi secoli aveste.
Noi, servi docili e ubbidienti,
Fummo lo scudo tra le razze avverse
Dell’Europa e delle barbare genti!

In effetti, l’esperimento post Sovietico consistito nel cercare di essere parte, nella veste di vassalli, dell’occidente contemporaneo, dominato dall’Atlantico (qualcuno potrebbe sostenere che questo non rappresentasse la vecchia Europa), con conseguenze disastrose, come il sistema economico degli anni ’90, gestito dal Fondo Monetario Internazionale, è alla buon’ora finito. L’affermazione dei propri interessi da parte della Russia, se pur limitata a pretese modeste, come quella di non volere la NATO alla propria porta, ha portato alla “punizione” inflitta tramite sanzioni economiche ed una rinnovata politica di contenimento, incluso un cordone sanitario dal Baltico all’Ucraina, segnando in tal modo la fine dell’esperienza di integrazione. In questa congiuntura gli aspetti fondanti e ancestrali della cultura russa trovano il modo per emergere in superficie, lanciando piccole sfide alla globalizzazione, consistenti in iniziative come il Reggimento Immortale. Quest’ultimo rappresenta la venerazione tradizionale degli antenati che utilizza una forma ispirata dalla cultura ortodossa, come mi accingo a spiegare.

Il Presidente Putin participata alla marcia del Reggimento Immortale a Mosca, Russia, 2015. Fonte: Reuters.
Il Presidente Putin participata alla marcia del Reggimento Immortale a Mosca, Russia, 2015. Fonte: Reuters.

Come tutte le iniziative che affondano le radici nella cultura popolare, le origini delle marce dei Reggimenti Immortali sono difficili da individuare con precisione. Quello che è certo è che sono nate in Siberia. Alcuni le attribuiscono a Gennadij Ivanov, un pensionato di Tyumen che, a quanto pare, è stato l’ organizzatore di piccole marce nel 2007 – 2008. Altri sostengono che è stato nella città di Tomsk che questo evento si è celebrato per la prima volta nel 2011. I coordinatori della manifestazione di Tomsk, Sergei Lapenkov e Sergei Kolotovkin, notarono semplicemente che, con il passare del tempo, i veterani rimasti erano sempre meno. Un modo per mantenere viva la loro memoria era marciare con una grande fotografia di famiglia, una dimostrazione a cui chiunque poteva partecipare.

Qualunque fosse l’origine, nel 2013 l’idea si era diffusa in 120 località in Russia e nell’estero vicino. Quest’anno, il numero totale dei partecipanti ha raggiunto la cifra impressionante di 12 milioni e mezzo, mezzo milione solo a Mosca; il Presidente Putin e il sindaco della città Sobyanin si sono uniti all’evento portando ritratti di famiglia, non come autorità, ma come semplici Russi che, a loro volta, erano stati colpiti da questa guerra. L’evento si è svolto anche in posti dove la rappresentazione del passato sovietico non è positiva, come la Lettonia. E sebbene vi siano problemi ad esportare concetti specificamente occidentali fuori dall’occidente, non è forse questo evento popolare una testimonianza del fatto che esiste in Russia una forte società civile, nonostante i critici sostengano che non ve ne sia traccia?

Reggimento Immortale, Riga, Lettonia, 2015. Fonte: BaltNews.lv.
Reggimento Immortale, Riga, Lettonia, 2015. Fonte: BaltNews.lv.
Reggimento Immortale, Novosibirsk, Russia, 2015. Fonte: RIA.
Reggimento Immortale, Novosibirsk, Russia, 2015. Fonte: RIA.

Ed è in particolare la forma assunta dall’iniziativa del Reggimento Immortale che merita speciale attenzione. I partecipanti alla marcia montano grandi foto dei membri della loro famiglia su cartelli, su cui spesso sono riportati i loro nomi, il grado militare, la data di nascita e di morte, e decorazioni con il nastro di San Giorgio. Alcuni portano anche palloncini e striscioni, come quelli con su scritto il nome dell’evento, o delle copie delle bandiere sovietiche storicamente utilizzate nella Seconda Guerra Mondiale. Assistere ad un mare di persone che marciano spontaneamente con immagini d questo genere evoca il ricordo della Processione Ortodossa della Croce.

La vergine theotokos di Kursk, Ilya Repin. 1880-1883.
La vergine theotokos di Kursk, Ilya Repin. 1880-1883.
La processione della Croce, San Pietroburgo, Russia, 2013. Source: RIA.
La processione della Croce, San Pietroburgo, Russia, 2013. Source: RIA.

Sebbene la Russia sia una società multi religiosa, la maggioranza della popolazione è, al meno di nome, Cristiana Ortodossa e osserva le principali festività e i costumi di questa confessione. Durante le festività più importanti, in particolare durante la Pasqua, i sacerdoti espongono stendardi, una Croce di Processione (di qui il nome) e icone intorno alla chiesa, seguiti dai parrocchiani e accompagnati da canti. Una Processione della Croce può anche assumere le forme di un pellegrinaggio fa una località all’altra. Uno dei più popolari riti annuali è la processione Velikoretskii attorno alla città di Kirov (Vyatka), che si svolge ogni giugno da 600 anni a questa parte. In genere questo pellegrinaggio, che onora l’icona di San Nicola, attrae decine di migliaia di persone.

Processione della Croce di Velikoretskii, 2012. Fonte: RIA
Processione della Croce di Velikoretskii, 2012. Fonte: RIA

In questo modo la marcia del Reggimento Immortale combina una forma estetica familiare alla cultura Russa con un evento  la cui funzione è riconducibile alla venerazione degli antenati. Tutte le società del mondo, storiche e contemporanee, possiedono qualche forma di venerazione degli antenati. Naturalmente questo fenomeno non assimila gli antenati a divinità. Serve solo per onorare la loro vita, la continuità della famiglia, per cercare una guida in senso più o meno simbolico, e per mantenere viva la loro memoria in omaggio a specifiche tradizioni culturali. I popoli germanici dell’età dei Vichinghi, per esempio, osservavano diverse usanze funerarie, dalle offerte alle tombe alla inumazione delle navi, a seconda della condizione sociale del defunto. I prosperi abitanti dell’antico Egitto, da parte loro, preferivano le offerte alle tombe, decoravano le camere funerarie, e utilizzavano tecniche di mummificazione. La nobiltà dell’antica Roma optava per la cremazione e probabilmente indossava maschere funerarie dei propri antenati. Anche nelle odierne società globalizzate, in cui i legami tradizionali sono andati per la maggior parte in pezzi nel periodo della post modernità atomizzata, in cui i vincoli con le proprie sedi ancestrali non reggono la sfida posta dall’odierno, selvaggio, mercato del lavoro, continuiamo a conservare le fotografie di famiglia, portiamo fiori sulle tombe dei nonni ed accendiamo candele nelle chiese del posto.

Processione della Croce di Velikoretskii. Fonte: arh-eparhia.ru.
Processione della Croce di Velikoretskii. Fonte: arh-eparhia.ru.

Questa combinazione di fome e funzioni serve come indicatore del ritorno della Russia a sé stessa, se la vogliamo guardare attraverso il prisma della sociologia dell’Immaginario  (sociologie de l’imaginaire). Questo campo di studi sintetizza il lavoro di Carl Jung avente ad oggetto l’inconscio collettivo e quello di David Émile Durkheim sulla coscienza collettiva. Si riferisce ad alcuni tratti culturali espliciti come il logos e a fattori simbolici come il  mythos. La modernità post illuministica in Russia e in occidente, con la sua fissazione sul razionalismo scientifico e sul secolarismo, ha respinto il mithos nel campo dell’inconscio. Tuttavia, è desiderabile che entrambe le categorie siano collegate direttamente, visto che la seconda è una rappresentazione della prima.

Durante il corso della storia è accaduto ripetutamente che la Russia cadesse sotto un logos di origine straniera. Pietro il Grande aprì la proverbiale finestra sull’Europa (per usare le parole di Alexander Puskin) orientando lo sviluppo della Russia verso i paesi dell’Europa settentrionale nei campi dell’architettura, della scienza militare, della marineria; nel fare questo spezzò diverse consuetudini popolari, ad esempio costringendo i boiari a radersi le loro barbe tradizionali. Molto tempo dopo anche l’idea di comunismo venne dall’Europa occidentale, e i Bolscevichi tentarono di introdurre velocemente valori “progressisti”, come il rifiuto della Chiesa e della moralità cristiana, viste come strumenti di oppressione nelle relazioni sociali funzionali, per Marx, ad una società in prevalenza agraria, arretrata e socialmente conservatrice.

Lubok illustra un taglio della barba come parte delle riforme di Pietro I.
Lubok illustra un taglio della barba come parte delle riforme di Pietro I.

Fallirono: negli anni ’30 Stalin reintrodusse il conservatorismo sociale della vecchia Russia, sebbene con una piramide sociale invertita e senza proprietà privata. Il neo tradizionalismo staliniano incluse i valori della famiglia patriarcale, la promozione della natalità, lo studio delle lettere e delle arti classiche, e addirittura un ritorno della Chiesa dopo l’inizio della Grande Guerra Patria. Questo ritorno parziale ai valori tradizionali (in una cornice di modernità) era più in sintonia con la storia della Russia precedente al momento in cui la presa di potere dei Bolscevichi ebbe ad indicare la necessità di adattare ed incorporare un logos forestiero alla società che si erano trovati a gestire. Tutto questo per dire che sebbene fosse radicato nell’illuminismo occidentale, certi tratti generali del comunismo si rifacevano ad archetipi conformi intimamente connessi alla cultura russa.

Il poster di era staliniana  “Gloria alla Madre Eroina!”, Nina Vatolina, 1944.
Il poster di era staliniana “Gloria alla Madre Eroina!”, Nina Vatolina, 1944.

Dopo il collasso dell’Unione Sovietica la dirigenza russa importò un altro logos forestiero, la democrazia globalizzata di massa in una cornice ideale occidentale e post liberale. Quello che accadde negli anni novanta e duemila fu l’ incubo di un capitalismo Big Mac condito con libertà ed austerità, con la “mano invisibile” del mercato che si allungava verso le tasche della gente ad ogni piè sospinto, con il collasso demografico, costumi sociali relativisti, una cultura incentrata su celebrità volgari, ed un presidente alcoolizzato che se ne andava in giro a fare la pubblicità ai fast food, giusto per ricordare solo alcuni tratti.

La venerazione del fast food in cambio di sovranità: gli anni '80 di Eltsin.
La venerazione del fast food in cambio di sovranità: gli anni ’80 di Eltsin.

Oggi la Russia sembra ritrovare lentamente il suo cammino, un percorso che ha forti collegamenti con l’Europa ma, allo stesso tempo, non è occidentale (in senso filosofico—Abendland). Sebbene molti di quei fattori occidentalizzanti persistano, alcuni sono invertiti per veicolare il tradizionale conservatorismo sociale della Russia con soluzioni sorprendenti. La realtà virtuale postmoderna che risiede nelle reti sociali veicola messaggi e simboli patriottici, mentre trasmissioni televisive di lungo corso come Suvvia, sposiamoci! riaffermano valori sociali tradizionali ed il ruolo della donna come moglie, oltre al carrierismo, per nominare solo due casi.

In questo modo, l’iniziativa del Reggimento Immortale, organico al sentire della Russia, rappresenta un’altra battaglia per la sovranità e le tradizioni locali contro la globalizzazione americanizzata. Sebbene questo possa sembrare un piccolo passo, i milioni di persone che vi partecipano lo rendono formidabile. Veicola la venerazione primitiva degli antenati attraverso una forma specifica della Russia Ortodossa, superando il riferimento immediato alla Grande Guerra Patria. Il reggimento immortale non è solo un indicatore della presa sociale della costruzione del mito della guerra: è anche un segno promettente di sana interazione fra lo strato popolare di formazione del mythos e la rappresentazione formale del logos, che esprimono assieme una visione peculiare di storia e cultura. Ironicamente, il tentativo dell’occidente euro Atlantico di isolare la Russia non sta solo costringendo il paese a concentrarsi economicamente sul mercato interno, ma, cosa più importante, lo induce a capitalizzare l’idea della de-globalizzazione, ove possibile.

Ecco come sappiamo che le marce dei Reggimenti Immortali nel Giorno della Vittoria erano sincere: Day were sincere: date un'occhiata al meteo nel distretto Allaikhovskii in, Yakutia. Fonte: moypolk.ru.
Ecco come sappiamo che le marce dei Reggimenti Immortali nel Giorno della Vittoria erano sincere: Day were sincere: date un’occhiata al meteo nel distretto Allaikhovskii in, Yakutia. Fonte: moypolk.ru.

O vecchio mondo! Finché non perirai,
Finché proverai un tormento amaro,
Rifletti, sii saggio, come Edipo vai
Davanti alla Sfinge col mistero arcano!

La Sfinge è la Russia.

*****

Articolo di Pepe Escobar apparso su Nina Kouprianova Blog il 20.05.2015
Traduzione in italiano di Marco Bordoni per SakerItalia.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...