Vincitori e Vinti

Insomma, dopo 2 anni e mezzo di crisi a Kiev, chi ha vinto e chi ha perso? Vediamo un po’.
Gli Stati Uniti hanno messo le zampacce nel cortile di casa della Russia. Non avendo rapporti commerciali con Mosca a loro le sanzioni non costano niente, non ci hanno rimesso nulla, e soprattutto hanno ottenuto il loro premio più ghiotto, quello a cui miravano da tempo, la completa sottomissione economica, politica e militare dell’ Europa occidentale. Per un tempo tendente ad infinito. Venderci anche il gas che producono loro a quattro volte il prezzo russo, tenersi l’Ucraina e magari rimuovere Putin sono annotazioni ben presenti nel loro libro dei sogni, ma sono cose tipo il tuo attaccante vince la classifica dei cannonieri al mondiale. Ti frega il giusto, se hai vinto il mondiale.
La Russia si è beccata una bella crisi economica, ed anche il nazionalismo ucraino, che per la Russia è come andare in giro con una gamba in cancrena. Ma è sopravvissuta all’attacco, e più passa il tempo più le sue risorse vengono riallocate, il suo esercito rafforzato, i suoi investimenti ridistribuiti. Il mio orizzonte ideale è il 2018: se nel 2018 la Russia rielegge Putin per quello che sarà il suo ultimo mandato, nel 2025 sarà qualcosa che assomiglia alla Svizzera. Un’oasi economicamente felice in un mondo sempre più caotico. Non è ancora fatta, ma io sono fiducioso. La Russia esiste, è l’unico paese del mondo veramente indipendente e quindi a suo modo ha vinto anche lei.
L’Ucraina ha fatto una cura dimagrante, ha perso il 10% del proprio territorio. Metà della forza lavoro vive in Russia, l’altra metà in Europa, l’economia è finita, fottuta, morta. E’ stata devastata da una guerra civile che ha fatto migliaia di morti e la gente campa mangiando nazionalismo e semi di girasole. Per gli USA l’Ucraina è un avamposto sacrificabile: i nuovi contingenti per l’Europa vengono dislocati in Romania, Polonia, paesi baltici: è quello il vero confine. L’Ucraina è solo un grosso trave che non serve a niente se non a stare ben piantato in un occhio della Russia. Si terrà fino a che si potrà sfruttare con questa funzione, e dopo addio. Quindi l’ Ucraina ha chiaramente perso, ma i suoi capi, quella simpatica accozzaglia di neonazi, criminali comuni, oligarchi e fanatici, ha vinto in maniera spettacolare. Se si considera che fino al 2013 la grande maggioranza degli Ucraini era amica della Russia e che Poroshenko & friends sono riusciti a restare non solo vivi, ma addirittura al potere scagliandosi contro la Russia e nello stesso tempo disintegrando la società e affondandolo nella merda, bisogna ammettere che, sulle macerie del loro paese distrutto, a modo loro hanno vinto.
Lo stesso non si può dire per l’Europa. Che è sempre più succube, sempre più serva, sempre più in crisi, e che è il vero sconfitto della vicenda Ucraina, perché, al netto di tutto, la Russia esisteva prima ed esiste ora, l’Ucraina era divisa prima ed è divisa ora. Ma l’Europa? L’ Europa è stata ad un passo dall’affrancarsi quando scoppiò lo scandalo delle spionaggio nel 2013. Per un attimo sembrò che da queste parti ci fosse un sussulto di orgoglio (poi, per fortuna, iniziarono le belle coreografie del califfato e ci fu Maidan), ma oggi? Abbiamo bevuto di un fiato la panzana della minaccia russa, della nuova guerra fredda, del carri armati russi che (ricordate ?) potevano arrivare a Varsavia in 48 ore. Ci stiamo piegando al trattato transatlantico, abbiamo subito senza battere ciglio la chiara trasformazione della Unione Europea in un Governatorato Coloniale senza alcuna legittimazione popolare, che presto, con la nascita della Difesa Comune, compirà la mossa magistrale di caricare sul conto degli schiavi il prezzo delle catene. Quindi si, l’ Europa ha perso: non tutta, però, allo stesso modo.
Regno Unito, Germania e Francia si sono ritagliate un ruolo. Amministrano l’imperialismo statunitense nel vecchio continente, raccolgono le briciole lasciate da Washington e fanno le porzioni riservandosi i mucchietti più saporiti. Gli inglesi decidono qualcosa in nord Africa e in Medio Oriente assieme ai Francesi, che mandano anche un ometto ad accompagnare i tedeschi a Minsk per portare un bicchiere di acqua fresca alla Merkel quando ha sete. Soprattutto sono i Tedeschi i soprastanti continentali della piantagione. Ad un certo punto hanno provato anche ad alzare la testa, a pretendere un proprio spazio, ma gli è stato fatto capire che non è il caso con un paio di segnali appositi. Possono però sfogare la frustrazione infierendo sugli altri “fratelli europei”, scaricando su di loro gli effetti della crisi economica e migratoria, ed attirandosi tutti i risentimenti, anche quelli che dovrebbero indirizzarsi oltre oceano. In fin dei conti loro sono il popolo che tutti amano odiare.
Quindi facciamo i bilanci. Gli USA hanno vinto, hanno vinto i loro lustrascarpe ucraini, ha vinto la Russia, Germania, Francia e Inghilterra hanno perso ma in misura minore.
E insomma, sta a vedere che in tutto l’emisfero settentrionale gli unici che alla fine hanno incassato una clamorosa, sonora, disperante, sconfitta, sono i grulli governati da questo belloccio qua:

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