Il Patto con il Diavolo: una Indagine per l’Ispettore Fulvio Scaglione

copUn’ondata di violenza e terrore ha colpito la città. Non solo nei bassifondi del Medio Oriente imperversano guerre civili e conflitti settari mentre nessuno sembra poterci fare nulla, ma povertà, fanatismo e stragi sono arrivati anche nei quartieri chic: i cittadini di Europa e Stati Uniti, abituati al tranquillo tran tran delle loro residenze esclusive, sperimentano con sgomento fanatismo, povertà e morte sullo zerbino di casa. I giornali e le TV hanno detto che i colpevoli sono stati identificati, ed hanno mostrato le foto segnaletiche di qualche tagliagole barbuto e di due o tre dittatorelli dal piglio truce. Sono certamente cattivi molto credibili: ma allora, perché, quando vengono assicurati alla giustizia, la situazione nelle strade non migliora?

L’Ispettore Scaglione sta sorseggiando uno scotch al bar, guarda i notiziari e scuote la testa fra sé e sé pensando: quelli sono solo pesci piccoli. E’ così che incomincia la sua inchiesta. Prima di tutto, come ogni buon piedipiatti, taccuino alla mano, deve ricostruire la storia: entra negli archivi e scava andando indietro di cent’anni, quando l’Impero Ottomano esplose in mille pezzi. E’ un lavoro ingrato, ma è il suo lavoro. Telefona alla signora Scaglione: non tornerà per cena. La donna scrolla le spalle e capisce l’antifona: quando il marito è su una pista i suoi ritmi diventano impossibili.

1997 Fulvio Scaglione indaga Kabul
1997 Fulvio Scaglione indaga Kabul

Comunque, dopo una notte insonne, il nostro eroe trova foto strane di politici occidentali del secolo scorso che, in omaggio alla realpolitik, stringono le mani a sinistri caporioni in turbante scortati da guardie del corpo con il Corano in mano ancora meno raccomandabili. E’ una traccia. Scaglione la segue decennio dopo decennio, e trova altri indizi: giacche e cravatte e turbanti insolitamente amici attorno ad una tavola imbandita  di dollari, armi, petrolio, manovalanze fanatiche ed aspirazioni di egemonia mondiale.

E’ il momento di scendere in strada. L’ Ispettore va proprio in Medio Oriente, un posto dove nessuna persona normale dei quartieri alti si sognerebbe di entrare. Si rischia la pelle, a far troppe domande, laggiù. Ma Scaglione vuole andare fino in fondo: setaccia ogni angolo del quartiere (Afganistan, Caucaso, Iraq, Siria) parla con i poveracci del posto, specialmente le prime vittime della guerra settaria: i cristiani locali, travolti dalla violenza. E si rende conto che quella violenza ha un senso, che quelle operazioni di polizia di cui si parla tanto sui giornali non fanno che aggravare il problema e che alla fine a vincere sono sempre i fanatici ed i loro mandanti. Già: i mandanti. Il Medio Oriente è un quartiere povero, ma c’è qualcuno che è molto, molto, ricco, e che può pagare a suon di petrodollari scuole coraniche, armi, rudimentali sistemi di assistenza sociale, organizzazioni non governative, organi di stampa. Ma dove trovano tutte queste cose? Chi gliele vende? Le indagini entrano nel vivo. Ora si seguono i soldi.

Iraq, 2003: la "polizia internazionale" è intervenuta, ma le cose non vanno affatto meglio
Iraq, 2003: la “polizia internazionale” è intervenuta, ma le cose non vanno affatto meglio

L’Ispettore Scaglione incontra di nuovo le stesse cravatte e gli stessi turbanti che stringono le mani nell’ombra, e quel che è peggio è che tutti i pezzi grossi della città ci sono dentro fino al collo.

E’ il momento della bionda candidata a sindaco. E’ stata la moglie del Primo Cittadino e ora mira ad occupare lei la poltrona. Il nostro eroe si introduce di notte nella sua abitazione e punta dritto alla sua cassaforte personale: bingo! La pupa nuota nei dollari dei sauditi, degli sceicchi e degli oligarchi di mezzo mondo.

Quando Scaglione torna in Europa e trova connessioni fra le stragi che hanno insanguinato i quartieri chic e quegli stessi dollari, l’indagine è ormai conclusa. L’ Ispettore va dal capo della polizia, gli squaderna davanti i risultati della sua inchiesta: l’uomo impallidisce, gli fa i complimenti, gli stringe la mano. Ma l’ Ispettore ha già capito: sa come funzionano queste cose. Nessuno vuole veramente che scoppi lo scandalo: ci sono in ballo troppi dollari, troppi interessi. Probabilmente il Capo ha anche lui la sua fetta di torta, ma anche se non fosse così: come ha potuto credere che volesse bruciare una promettente carriera solo per la sua dannata inchiesta? Tutto verrà, insabbiato. Lui, forse, trasferito.

2014: Ishfan, Iran. Le indagini sono quasi concluse. L' Iran non è affatto male come dicono in TV
2014: Ishfan, Iran. Le indagini sono quasi concluse. L’ Iran non è affatto male come dicono in TV

Fuori piove. L’Ispettore indossa il suo impermeabile, e s’incammina verso casa, dove la signora Scaglione lo aspetta con una buona cena calda. Sente il freddo ed ha bisogno del calore famigliare. Fa qualche passo, poi si ferma. Prende un taccuino arancione e con un mezzo sorriso annota: Il patto con il diavolo, come abbiamo consegnato il Medio Oriente al fondamentalismo ed all’ ISIS, Ed. Rizzoli, Prezzo di Copertina € 15,00. Poi ci scrive i nomi dei colpevoli. Entra in una libreria e lo appoggia su uno scaffale. Se volete sapere chi sono, lo trovate lì.

Marco Bordoni

 

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