Si chiama “Partito della Crescita”, si presenta alle elezioni russe di settembre come la forza che promuove la “piccola e media impresa” ed è guidato da Boris Titov, oligarca che ha raccolto negli anni della dissoluzione dell’URSS una fortuna (se pur meno vistosa di altre) nel ramo della chimica. “Partito della Crescita” è in realtà una frettolosa riverniciatura del “Partito della Giusta Causa”, una formazione liberale nata nel 2008 senza avere mai superato il 3% dei consensi su scala locale e nazionale.

Impadronitosi facilmente di questo corpo politico senza anima, Boris Titov sta assemblando un progetto politico che, senza porsi in opposizione frontale con il corso putiniano (opposizione che ha relegato ai margini del dibattito politico e spinto al suicidio elettorale altre formazioni come Iabloko e Parnas), riunisca personale fuoriuscito da altri partiti ed esponenti del mondo delle imprese, strizzando l’occhio ai Russi di orientamento liberal scontenti per la crisi e desiderosi di un “cambiamento” che possa riavviare l’economia.

1d7c55087927
Da Sinistra a Destra: Dick Cheney, Leonid Gozman ( Partito della Giusta Causa ora Partito delle Crescita), Grigory Yavlinsky (“Iabloko”), Oksana Dmitrieva (Partito della Crescita), Joseph Biden (US Vice President), Nina Ostanina (Partito Comunista), Boris Nemtsov, Vladimir Ryzhkov, Garry Kasparov.

Un rebranding al nome ed al simbolo (che nella nuova veste ricorda vagamente la lista “Fare” presentatasi alle elezioni italiane del 2013) e subito sono arrivate le “proposte”, dal chiaro retrogusto maidanista: vedasi la campagna “vietato vietare” del neo costituito “comitato contro i divieti” pronto a lanciare una serie di iniziative per l’abolizione di provvedimenti che restringono la “libertà” dei cittadini Russi, come il “pacchetto Iarovoj” (misure di sicurezza adottate lo scorso giugno con finalità di contrasto al terrorismo), la “legge “Dima Jakovlev” (che proibisce le adozioni di bambini russi a genitori statunitensi) e la legge sulla identificazione obbligatoria delle connessioni wifi.

A questo si aggiunga l’imbarazzante striscia di dichiarazioni rilasciate da numerosi candidati del Partito sulla questione centrale per valutate la lealtà istituzionale dei politici: l’adesione della Crimea alla Russia. Ci limiteremo a citare Oksana Dmitrieva, già di Iabloko, poi transfuga in Russia Giusta e ora numero 2 del nuovo partito, inchiodata da una foto ricordo imbarazzante (nel riquadro) e autrice di numerose dichiarazioni sulla irritualità del referendum dell’aprile 2014, sull’inutilità delle spese militari e sul rifiuto di una “idea di stato” nel paese, posizioni tutte che certamente suoneranno dolci alle orecchie di Washington.

Non bisogna quindi grattare molto per trovare, sotto gli slogan sul necessario rilancio economico, la vecchia ruggine liberale sempre pronta ad approfittare delle debolezze del paese. Non pare esattamente una proposta irresistibile: comunque il 18 settembre saranno i cittadini Russi ad esprimere la loro opinione.

***

Aggiornamento di Marco Bordoni per sakeritalia.it

 

 

Annunci

3 pensieri su “Morire di Crescita

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...